Solo in Italia la cultura è trattata come una puttana. Alla politica non serve. E si vede.

di REDAZIONEspeculazione finanziaria

“Il numero di lavoratori nel settore della cultura (304.000, l’1,3% degli occupati totali) e’ meno della meta’ di quello di Regno Unito (755.000) e Germania (670.000), e di gran lunga inferiore rispetto a Francia (556.000) e Spagna (409.000). Nel 2013 il settore ha prodotto un valore aggiunto di 15,5 miliardi di euro (solo l’1,1% del totale del Paese) contro i 35 miliardi della Germania e i 27 della Francia”. Nel 48° Rapporto Censis si legge anche: “E mentre le principali economie europee hanno registrato dal 2007 un significativo sviluppo del settore, da noi la situazione e’ inversa: -1,6% tra il 2007 e il 2013 in termini di valore aggiunto (contro il +4,8% della Germania e il +9,2% della Francia) e +3,3% in termini occupazionali (contro il +10,9% della Germania e il +6,3% della Francia)”, prosegue il Rapporto. “Il patrimonio culturale che non produce valore. Siamo un Paese dal capitale inagito anche perche’ l’Italia riesce solo in minima parte a mettere a valore il ricco patrimonio culturale di cui dispone”, sottolinea il Censis.

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