Soldi nel materasso? Va bene, ma tenetene solo una piccola parte

di ROBERTO GORINI*

Metto i soldi nel materasso? Non è una domanda provocatoria, è una domanda vera che mi sento fare da almeno un paio di anni. Quale la risposta? Provo a rispondere, cercando di non peccare di sintesi ed evitando “implicazioni penali” per me . Se la risposta non dovesse piacervi, ricordatevi che la perfezione non è di questo mondo, e tanto meno dell’economia.

Bisogna innanzitutto sapere che ciò a cui abbiamo assistito, negli ultimi 70 anni, è un continuo svilimento del denaro. Significa che sono state tolte, per esempio, le riserve auree (l’oro). A fronte  del denaro non c’è nulla, nessun valore,  solo la fiducia (o l’obbligo) di chi lo utilizza. E già questa è una brutta notizia. Inoltre di denaro ne è stato stampato a profusione. Negli ultimi cinque anni, in alcuni paesi, è stato addirittura triplicato il volume del denaro in circolo, rispetto a tutto quello che era stato emesso fino ad allora. Questo comporta, al di là di quello che possa pensare qualche ingenuo economista, una perdita del potere d’acquisto del denaro stesso. Se avessi tenuto in tasca 1.000$ negli ultimi 70 anni,  invece di comprarmi una casa oggi potrei permettermi al massimo un motorino. Ed è così più o meno in tutto il mondo. Quindi il primo dato è che il denaro, nel materasso o nel c/c, perde costantemente di valore.

Rispetto al materasso la banca potrebbe concedervi un interesse, e questo mitigherebbe almeno in parte, la perdita costante di valore. Ma questa piccola remunerazione è a fronte di un rischio: il fallimento della banca. Anche se può sembrare un evento remoto, il rischio c’è. Altrimenti non si capisce perché i 27 ministri dell’Eurozona abbiano preso accordi sulla procedura da utilizzare in questi casi. E l’accordo è che sopra i 100.000 € i depositi sono a rischio, in quanto non sono soldi in deposito, ma in realtà sono veri e propri prestiti che il cliente fa alla banca. E sotto i 100.000 € garantisce lo Stato, ammesso che sia solvibile. Inoltre sul c/c i soldi possono sempre essere tassati con una patrimoniale. Per tutto questo Cipro insegna.

E’ pazzo quindi chi mette i soldi sotto al materasso? Assolutamente no, è una persona giustamente preoccupata della situazione. Gli svantaggi del materasso sono però il rischio di furto, e la maggior difficoltà nel poter spendere il contante, anche se di lecita provenienza. Quindi in estrema sintesi il denaro perde costantemente valore, la banca può fallire, lo Stato se ne può approfittare e nel materasso può essere rubato.

La soluzione? Né usare la banca né il materasso. La soluzione è saperli investire. Da quando il denaro viene continuamente inflazionato è d’obbligo per il cittadino moderno saper come “far lavorare” il proprio denaro. Perché la funzione originaria della “riserva di valore” non c’è più. Ovvero con questo tipo di denaro il risparmio, sotto forma di liquidità, non è più possibile. La maggior parte del nostro risparmio deve essere attivamente impiegato per farlo fruttare. Nel materasso deve rimanere l’indispensabile per le spese correnti, ma per quella funzione va bene anche la banca.

Il mio consiglio è quello di scegliere una buona banca, non troppo grande, per la quale siate una persona e non un numero, poco indebitata e con una bassa esposizione in prodotti finanziari complessi. La classica banca che raccoglie il risparmio sul territorio e finanzia le imprese. E poi, perché no, una piccola parte la si può mettere anche nel materasso, non si sa mai! Ma la maggior parte del risparmio bisogna saperlo far fruttare e non è cosa facile, ma di questo parleremo un altra volta. Nel frattempo però un suggerimento: non accettate consigli da chi non è in grado di produrre ricchezza! Anche se state parlando con una persona distinta, e in giacca e cravatta, chiedetevi: è ricco e sta condividendo con me un’informazione o vuole solo vendermi qualcosa?

*In collaborazione con http://www.robertogorini.com

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6 Comments

  1. Longobard says:

    Consiglio a tutti il sito: http://www.prepper.it con l’auspicio di crearne uno padano!….
    Buona crisi a tutti ed ……”Estote parati”!……

  2. lucyrrus says:

    State tranquilii che Befera ci ha già pensato! Quanto prima cambieranno l’aspetto della moneta e costringeranno a tirare fuori i soldi dal materasso .
    Nel frattempo hanno cominciato a far sparire il taglio da 500 euro.
    Successivamente stanno ventilando l’eliminazione dei contanti sostituiti dauna carta di credito.
    Cominciate a capire che i rapinatoridi strada sono fior di gentiluomini ?

  3. pippogigi says:

    Se volete un consiglio i soldi metteteli in banca, una svizzera però. E’ legale. Mantenete una piccola somma sul conto italiano, così quando faranno il prelievo forzoso oppure useranno i soldi dei correntisti per salvare la banca fallita voi vi farete una risata.
    I soldi nella banca svizzera vi daranno un interesse attivo, la sicurezza di evitare “rapine” da parte dello Stato, se avrete timori sull’uscita dall’euro il conto potrete averlo in franchi svizzeri. Fiscalmente il conto svizzero è soggetto ad una tassa (vi risparmio la sigla) mi pare di 36 euro all’anno e va denunciato nella dichiarazione dei redditi nel Quadro Rw solo se supera 10.000 euro (voi prendete una cassetta di sicurezza e comperate titoli di stato svizzeri o tedeschi, oppure oro per la somma eccedente….) Avrete un bancomat e duna carta di credito per cui potrete usarlo liberamente, nessuna segnalazione della banca svizzera (quelle italiane hanno l’obbligo di inviare i movimenti all’agenzia delle entrate e presto lo faranno tutte quelle della comunità europea).
    Oppure teneteli nelle banche italiane, quelle zeppe di titoli di Stato italiani e che quindi ben presto falliranno oppure un giorni vi sveglierete scoprendo che nottetempo il peggior ladro della storia, lo Stato italiano, ha fatto un incursione tra i vostri risparmi e guadagni. Contenti voi di lavorare per vedere gli altri spassarsela alle vostre spalle….

  4. Dan says:

    “La classica banca che raccoglie il risparmio sul territorio e finanzia le imprese. ”

    Ma esistono ancora ? Non si sono estinte ?

    In una piccola città che frequento, ad esempio, c’è una cassa di risparmio cittadina che in teoria si dovrebbe comportare come dice l’articolo mentre in pratica si fotte i soldi ricevuti dalla ue per decorare tutte le rotonde con presunte opere d’arte composte di rottami arrugginiti, scarti di lavorazione di vetreria e quello che avanza lo gira al campo nomadi o ai classici aumenti di stipendio del suo consiglio di amministrazione.

    L’unica soluzione è prendere gli eccessi di denaro e trasformarli in qualcosa che mantenga il proprio valore nel tempo come oro e argento dopo di che murarli da qualche parte in casa.

  5. silvano polo says:

    Un’analisi corretta della situazione attuale, però, a mio personale giudizio (e non si offenda l’articolista), una proposta (un po’) “ingenua”, perchè se dovesse capitare un default delle grandi banche non credo che le piccole – che vengono “consigliate” nell’articolo – siano al sicuro perchè, com’è ovvio, lo stato andrà a prendersi i quattrini dove sa che ci sono e quelli presenti nei tabulati degli istituti di credito sono più che noti. Infine, voglio riferire una esperienza personale; io sono un (piccolo) “socio” di una piccola banca (come suggerito), ma se non accetto proposte di vincolo del risparmio, i tassi di interesse che mi vengono praticati sul conto corrente sono ridicoli (o,o…%), quindi sarò curioso di leggere il prossimo articolo.
    C’è una sola soluzione logica : abolire i tassi di interesse sul capitale prestato perchè questa è la vera unica causa del fallimento storico della politica monetaria mondiale e a maggior ragione oggi, che non c’è più l’oro a garanzia; da qui la domanda : “a quale titolo dovremmo pagare degli interessi ?”

  6. lory says:

    80% nel materasso e il 20% in una piccola solida banca, io farei cosi.

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