SOLDI DELLA LEGA: CONTANTI IN NERO E BILANCI FALSI

FONTE ORIGINALE: www.corriere.it

ROMA – Venti milioni di lire «in nero» presi da Bossi e consegnati al partito. Una sospetta tangente che il Senatur avrebbe accettato oltre dieci anni fa emerge dai verbali dell’inchiesta sui falsi bilanci della Lega Nord. A rivelarlo è Nadia Dagrada, la segretaria amministrativa che con le sue telefonate notturne con il tesoriere Francesco Belsito ha svelato come veniva gestita la cassa del partito. E quattro giorni fa, davanti ai pubblici ministeri di Napoli e Milano, ha confermato come i rimborsi elettorali fossero diventati la cassa privata del leader e della sua famiglia allargata alla vicepresidente Rosy Mauro e al suo amante poliziotto. È stata lei ad elencare a quanto ammontano gli esborsi per le spese mediche e legali, le auto di piccola e grossa cilindrata, le vacanze, ma anche i diplomi e le lauree ottenuti sborsando centinaia di migliaia di euro. Una girandola di fatture false, bonifici e assegni che fa dire a Daniela Cantamessa, assistente particolare di Bossi, durante la verbalizzazione: «Lo avevo avvisato delle irregolarità di Belsito, o meglio della sua superficialità ed incompetenza e del fatto che Rosy Mauro era un pericolo sia politicamente e sia per i suoi rapporti con la famiglia Bossi. Non nominai a Bossi la moglie perché mi sembrava indelicato».

 

Contanti in «nero» e bilanci falsi
Sono le 10.30 di martedì scorso quando Dagrada comincia l’interrogatorio che andrà avanti per circa tredici ore. Le fanno ascoltare le conversazioni intercettate. Sollecitano chiarimenti. E lei non si sottrae. «Mi si chiede se siano entrati nelle casse della Lega Nord soldi in contante “in nero”. Sì, mi ricordo che alcuni anni fa l’ex amministratore della Lega Balocchi, portò in cassa venti milioni di lire in contanti dopo essersi recato nell’ufficio di Bossi. Anni fa sapevo che c’era il “nero” che finanziava il partito, ma io ho assistito solo a questo episodio». Riguardo a una telefonata con Belsito spiega: «Castelli stava insistendo, anche con me, per vedere i conti del partito e quindi io consiglio a Belsito di riferire al “capo” Umberto Bossi, vista la consistenza delle spese sostenute per la famiglia Bossi, di non permettere a Castelli di fare questi controlli e che quindi per poter continuare a pagare le spese della famiglia. Bisognava fare ricorso al “nero”, cioè a incassarli senza registrazione contabile alcuna, così come ha fatto in passato Balocchi quando è andato nell’ufficio di Bossi ed è uscito subito dopo con delle mazzette di soldi per 20 milioni di lire. Balocchi venne da me mi consegnò i 20 milioni di lire dicendomi di non registrarli e di metterli in cassaforte che poi ci avrebbe pensato lui».
«Quando c’era Balocchi io avevo accesso a tutti i dati. Per il bilancio del 2010 dissi al Belsito, poiché non avevo la disponibilità della documentazione che giustificava le spese caricate sui conti del Banco di Napoli e della Banca Aletti, che avevo difficoltà a redigere il bilancio poiché non avevo una visione chiara delle cose. Tuttavia, la mancata redazione dei bilanci nei termini di legge avrebbe impedito alla Lega Nord di incassare i contributi o i rimborsi elettorali erogati dalla Camera dei Deputati, anche se la documentazione non era completa e non avevo tutte le pezze giustificative, decisi comunque di procedere alla stesura del bilancio consapevole del fatto che responsabilità non era mia ma di Belsito che era ben consapevole di queste criticità e di cui si assumeva la piena responsabilità. A seguito della presentazione del bilancio 2010, la Lega incassò circa 18.000.000 di euro per il 2011… Belsito non aveva e non ha una gestione trasparente delle spese che vengono caricate sulla Lega, cioè lui ci diceva di effettuare pagamenti senza che io e le mie colleghe dell’amministrazione vedessimo le fatture o comunque i documenti giustificativi…».

Dottori, auto e diplomi
«Gli unici soldi della Lega Nord sono quelli del contributo pubblico che vengono destinati per le finalità istituzionali previste dalla legge. Effettivamente vi sono una serie di spese e somme di denaro provenienti dai finanziamenti pubblici erogati dallo Stato al partito che nulla hanno a che vedere con le finalità e l’attività del partito politico. Mi risulta, ad esempio, che con i soldi pubblici sia stata comprata l’auto Audi A6 acquistata a Renzo Bossi e poi passata a Belsito, ancora sono stati usati soldi pubblici per pagare i conti dei medici, anche per cure ricevute dalla famiglia Bossi. Belsito mi ha riferito di aver pagato con i soldi della Lega provenienti dal finanziamento pubblico cartelle esattoriali e conti vari di Riccardo Bossi… mi spiegò Belsito che ha fatto comprare una Smart per Renzo Bossi che è intestata alla Lega e che ad oggi, dopo essere stata usata da Renzo per qualche mese è rientrata nella nostra disponibilità; analoga cosa è successa per il Bmw X5 in uso a Riccardo Bossi a cui abbiamo pagato il riscatto del leasing perché non era in grado di affrontarne gli oneri, pari a euro 12 o 21.000 euro. Svolgo attività di contabile dal 1998, ho immediatamente notato che con la gestione Belsito c’è stato un incremento sostanziale delle spese che gravano sulle casse del partito».

«Effettivamente e con dolore dico che sono stati utilizzati soldi del finanziamento pubblico destinati al partito della Lega per pagare conti e per effettuare pagamenti personali in particolare della famiglia Bossi. Posso dire che la situazione è precipitata dopo la malattia del segretario federale Umberto Bossi, nell’anno 2004. Dopo il 2004 c’è stato «l’inizio della fine»: si è cominciato con il primo errore consistito nel fare un contratto di consulenza a Bruxelles a Riccardo Bossi, se non ricordo male da parte dell’onorevole Speroni; dopo di che si sono cominciate a pagare, sempre con i soldi provenienti dal finanziamento pubblico, una serie di spese personali a vantaggio di Riccardo Bossi e degli altri familiari dell’onorevole Bossi; in particolare con i soldi della Lega venivano pagati i conti personali di Riccardo Bossi per migliaia di euro e degli altri familiari, come per esempio i conti dei medici sia per le cure dell’onorevole Bossi sia dei suoi figli. Tornando su Bossi Riccardo, so che Belsito ha pagato alcune fatture per gli avvocati difensori di Riccardo, perché aveva un assegno protestato di circa 12.000 euro. Renzo Bossi dal 2010 sta “prendendo” una laurea ad un’università privata di Londra e so che ogni tanto ci va a frequentare e chiaramente le spese sono tutte a carico della Lega, ed anche qui credo che il costo sia sui 130.000 euro».

Manuela, le vacanze e la terrazza
Si arriva così alla casa di Gemonio. Dichiara Dagrada: «Per quanto riguardo la ristrutturazione del terrazzo so che nel 2010 sono stati pagati 25.000 euro con bonifico bancario della Lega. Ci sono da pagare ancora 60.000 euro e so che la ditta voleva fare causa per il mancato pagamento. Belsito ha pagato al segretario Bossi ed alla sua famiglia, con i soldi della Lega provenienti dai contributi pubblici, un soggiorno estivo nel 2011 ad Alassio, ma non è stato fatto dai Bossi perché il segretario ebbe un infortunio al braccio qualche giorno prima».

Poi passa alla moglie del leader Manuela Marrone: «Sono stati versati dal conto corrente della Lega del Banco di Napoli di Roma, “contributi diversi” almeno 80-100.000 euro per sostenere la “scuola Bosina” di Varese, dove penso che la signora Marrone riveste il ruolo di preside. Mi risulta che ulteriori versamenti per un ammontare di 800.000 euro sono stati erogati a favore della stesso istituto scolastico dal conto dei fondi della cosiddetta legge Mancia. Ho appreso circa un mese fa da Belsito, che nel 2010-2011 gli era stato chiesto da Marrone Manuela di accantonare, per cassa, una cifra per il sostegno della scuola Bosina, pari a circa 900.000 o l milione di euro per esigenze della scuola bosina. Lui si mostrava disponibile ad accettare questa richiesta, io gli manifestai il mio disappunto e la mia netta contrarietà perché ritenevo e ritengo che l’accantonamento deve essere trasparente e dette operazioni devono essere regolarmente iscritto nel bilancio e che non c’era motivo di farlo in maniera nascosta come chiedeva la Marrone al Belsito. Chiarendo nel merito con Belsito che questa richiesta aveva una doppia valenza, una per Belsito di avere sempre più una forte ascesa nei confronti dei Bossi e l’altra la spregiudicatezza della Marrone nel richiedere la complicità del Belsito per attingere ai fondi del partito. Non volevo che i fondi pubblici del partito venissero utilizzate per le esigenze personali, pertanto lo consigliavo di fare dei bonifici tracciabili sui versamenti a favore della “scuola Bosina”».

Rosy e l’«amante» poliziotto
«A proposito di Rosy Mauro, mi risulta per avermelo detto sempre il Belsito che anche a suo favore siano state erogate somme e la fatture relativa ad una visita cardiologica effettuata dalla Rosy Mauro, per un ammontare di alcune centinaia di euro, pagata con i soldi della Lega; Belsito mi ha raccontato e rappresentato di altre somme della Lega di cui la Rosy Mauro si sarebbe appropriata, di cui, tuttavia, io non ho visto le carte». Poco dopo parla però di «un prelievo bancario 29,150 franchi svizzeri». Nella lista dei “beneficiati” c’è anche «l’amante di Rosy Mauro, Belsito mi ha riferito che Pier Giuramosca, poliziotto, attualmente suo segretario particolare, è stato da lei aiutato ad ottenere un mutuo agevolato e gli sono stati pagati soldi per conseguire un titolo di studio. Il poliziotto è attualmente in aspettativa ed ha un contratto con la Vicepresidenza del Senato, dove la Rosy è Vicepresidente dello stesso organo. Nel 2011 sono stati versati circa 60.000 al Sinpa. Belsito mi ha poi riferito che sono stati dati altri soldi in contanti al Pier Giuramosca, compagno della Rosy Mauro, affinché pagasse le rate per le spese della scuola privata e conseguire il diploma e poi la laurea, credo “ottenuti” entrambi in Svizzera. Inoltre Belsito mi ha detto anche di aver pagato le rate per il diploma e poi la laurea della stessa Rosy Mauro, pagando con i soldi della Lega. Per quanto riferitomi da Belsito i titoli di studio menzionati sono costati circa 120.000 euro prelevati dalla cassa della Lega. Credo che i titoli sono stati conseguiti in Svizzera».
«Belsito mi ha sicuramente detto di aver registrato un suo colloquio con l’onorevole Bossi – colloquio nel quale aveva “ricordato” al segretario tutte le spese sostenute nell’interesse personale della famiglia Bossi. Non so se Belsito abbia effettuato tale registrazione. Belsito mi disse di volerla utilizzare come strumento di pressione dal momento che volevano farlo fuori». Poi spiega perché voleva evitare i controlli chiesti da Roberto Castelli: «Ritenevo che attraverso lui Rosy Mauro avrebbe potuto utilizzare la conoscenza dei fatti contro gli interessi del mio segretario e del mio “movimento”».

Fiorenza Sarzanini
fsarzanini@corriere.it

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One Comment

  1. Daniele Roscia says:

    Vi sembra questo lo spirito di tanti simpatizzanti, militanti e elettori, si possono tollerare queste ruberie ordite, premeditate e realizzate dal capo in persona o per interposta persona. Da noi, nel settentrione e’ vero “chi sbaglia paga” fosse anche lo sciamano, ma ecco spuntare il pietismo padano, la giustificazione già pronta: la responsabilità e’ dei cerchisti. Nooo… La responsabilità e’ sempre del capo, Bossi Umberto, per la responsabilità totale ed inequivocabile, deve lasciare. Agli idolatri padani, che preferiscono nascondere la testa sotto la sabbia, voglio ribadire che la loro credulità o e’ interessata per motivi di cadrega personale, oppure e’ mal riposta in una persona che ha tradito ” la questione settentrionale”, e la tanta gente che in buona fede ci ha creduto. * Promoter Lombardia Stato.

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