Soldi dallo Stato: sono 215mila le aziende in attesa. Aspetta e spera….

di GIORGIO CALABRESI

Il ministro dello Sviluppo Economico Flavio Zanonato che dice di vedere difficile, prima della fine dell’anno, l’avvio dei pagamenti dei debiti della Pubblica amministrazione alle aziende e il premier Enrico Letta che interviene immediatamente per lenire il colpo, affermando che dall’autunno i pagamenti saranno accelerati. Ma non dovevano essere già cominciati dopo che era stato varato un decreto, cioè lo Stato si è dovuto fare una legge per pagare i debiti che ha contratto con aziende private? Roba da matti, roba italiana…

E infatti le reazioni sono state molto preoccupate. «Sulla questione dei debiti della Pubblica amministrazione registriamo con enorme preoccupazione l’incertezza del Governo. I tempi per il pagamento degli arretrati della P.a. vanno definiti una volta per tutte per dare certezza agli imprenditori. Quei soldi possono essere vitali mentre i continui tira e molla minano la fiducia delle aziende e minacciano le speranze di ripresa». Lo afferma il presidente di Unimpresa, Paolo Longobardi. Secondo il Centro studi Unimpresa, sono oltre 215mila le imprese italiane che vantano credito con la pubblica amministrazione. E per ciascuna di esse la media degli arretrati dei pagamenti è pari a 422mila euro.

L’analisi di Unimpresa, basata su dati Istat e Banca d’Italia, mette in luce i dati sulle imprese che vantano credito con la Pa settore per settore. Nell’industria è pari all’1,2% la quota di imprese in credito con lo Stato: vuol dire, sottolinea il Centro studi Unimpresa, che ci sono 5.436 aziende che aspettano a di veder saldata una fattura. Nel comparto delle costruzioni (edilizia e ristrutturazioni) la quota di imprese in fila d’attesa è pari al 16,2%, che equivale a 100.926 aziende. Il record è nei servizi: sono 109.131 (il 3,3% del totale del settore) le imprese a cui lo Stato centrale o gli enti locali e territoriali (regioni, province e regioni) devono riconoscere un corrispettivo. Complessivamente, dunque, sul totale delle imprese italiane (4.383.000) il 4,9% è creditore della pubblica amministrazione: 215.493 aziende, insomma, corrono il rischio di licenziare i dipendenti, di chiudere in perdita un bilancio, di avviare una procedure di crisi, di trovarsi in una pericolosa condizione di insolvenza o, ipotesi peggiore, di imboccare la strada del fallimento. Tutto questo per colpa dei ritardi di pagamento della Pa. Lo stock di arretrati, tra Stato ed enti locali, è pari a 91 miliardi di euro: le misure approvate e sulle quali si stanno ancora definendo i tempi, dovrebbero servire per sbloccare 20 miliardi quest’anno e altri 20 miliardi nel 2014.

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One Comment

  1. Albert Nextein says:

    L’apparato furtivo e vessatorio fiscale neppure sa esattamente quanto ed a chi deve rimborsare.
    Sono del tutto impegnati ad arraffare, sottrarre, espropriare, confiscare.
    Tutto il resto aspetta, nonostante le ripetute buone intenzioni.
    Lo stato si comporta esattamente come un qualsiasi debitore.
    Traccheggia, rimanda, inventa scuse, falsifica , si nega, etc.
    E chiede a noi, povere vittime, solerzia, precisione, senso civico.
    Io attendo con impazienza l’ora dei bastoni, delle spranghe, mazze.

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