IN DIFESA DEL CLIENTE, CONSIGLI AI CORRENTISTI

di ANONIMO CORRENTISTA

Vista la stretta sui conti correnti del governo Monti e con  i continui finanziamenti alle banche che concede la BCE, di cui risparmiatori e piccole aziende non vedono i benefici, pubblichiamo la lettera di questo correntista, un avvocato del Nordest, che ha preso carta e penna ed ha deciso di scrivere alla sua banca, Unicredit (che per la cronaca ha ottenuto 12 miliardi di euro dalla banca Centrale Europea, più del doppio dell’aumento di capitale fatto), per cambiare le sue condizioni sul conto corrente, pena la chiusura dello stesso.

Spettabile direttore ,

Con riferimento al primo conto indicato in oggetto, ho verificato, leggendo l’ultimo estratto, che l’interesse attivo è passato – a far data dal 4.11.11 – dallo 0,25% lordo allo 0,01% lordo.

Il secondo conto indicato in oggetto gode del tasso attivo dello 0,01%. Per gli eventuali sconfinamenti in entrambi in conti (tasso passivo) sono previste cifre intorno al 14%.

Seguendo le recenti evoluzioni nell’ambito del settore bancario europeo, ho appreso che, in forza del coordinato disposto di provvedimenti di matrice comunitaria e interna (LTRO della BCE e Comunicazione della Commissione europea C (2011) 8744, da un lato, e art. 8 del Decreto Legge 6.12.2011, n. 201, dall’altro), le banche italiane sono ammesse a finanziamenti al tasso passivo dell’1% da parte della BCE, dietro garanzia prestata dallo Stato Italiano.

Apprendo quindi, con soddisfazione e rinnovata fiducia, che la crisi di liquidità che ha minacciato molte banche italiane e europee pare essere scongiurata ad opera dei pronti e incisivi interventi della Banca Centrale Europea e dei Governi degli Stati comunitari, tra i quali spicca, per la particolare opera risanatrice intrapresa, quello italiano.

Ciò premesso, le condizioni relative ai tassi attivi, praticate sui due conti in oggetto, non trovano la minima giustificazione, a meno che non si voglia credere che il Vostro istituto voglia approfittare della situazione a danno del cliente.

Sono tuttavia sicuro che – onde evitare anche il solo sospetto di una tale condotta – il Direttore della filiale vorrà immediatamente procedere alla modifica del tasso attivo in entrambi i conti, portandolo almeno al 3% lordo.

Resto in attesa di conferma dell’avvenuta modifica entro e non oltre 10 giorni dal ricevimento della presente; in difetto, sarò costretto, mio malgrado, a ritirare la provvista presente in entrambi i conti e, ove opportuno, a segnalare il fatto alle Autorità competenti.

Ringrazio per la cortese collaborazione, e porgo un cordiale saluto.

P.S. Contattato dalla banca, l’anonimo correntista non ha ottenuto soddisfazione alcuna ed ha scelto di chiudere il suo conto (uno dei due citati sopra). In questo modo, non ha da giustificare alcunché allo Stato dei denari in contanti che ha scelto di togliere dalla disponibilità della banca.

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2 Comments

  1. Domenico says:

    E’ più semplice togliere il conto dall’unicredit e spostarli su qualsiasi altro istituto di credito. Come si fa a tenere i soldi in una banca originata dalla banca di roma?

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