SOLDI AI PARTITI: L’ABC FINGE DI RIFORMARE LA VALANGA D’ORO

di GIANMARCO LUCCHI

Adesso che sono sotto scacco con gli scandali più eclatanti, vale a dire il caso Lusi/Margherita/Pd e quello della Lega, i partiti si agitano, si agitano molto per far credere alla gente che stanno provvedendo a rimediare alla scandalosa legge dei rimborsi elettorali per le forze politiche, quella vera e propria presa pe ri fondelli che ha fatto rientrare dalla finestra ciò che era uscito dalla porta col il referendum del 1993, cioè il finanziamento pubblico ai partiti. Temono un terremoto come allora, temono il discredito popolare ormai gigantesco, ma non vogliono rinunciare all’albero della cuccagna. E così, come nel 1993 il referendum che aboliva il finanziamento pubblico dei partiti fu aggirato da tutta una serie di “paracadute” (a cominciare dai rimborsi elettorali abnormi), anche stavolta si stanno impegnando nel solito gioco del gattopardo: cambiare tutto perchè nulla cambi! Alfano, Bersani e Casini, la novella ABC italiota, hanno annunciato in pompa magna un incontro del triumvirato che in questo momento siede ai piedi di Monti. Affermano che domani daranno una “potente accelerata” alle proposte di legge per rendere “più equo il finanziamento pubblico dei partiti”. Sui binari morti del Parlamento ce ne sono in parcheggio tante di queste proposte di legge, almeno 19 alla Camera e 20 al Senato.
Ma se andate a leggerle si capisce subito l’inganno: si parla di trasparenza, di rendere pubblici su internet tutti i finanziatori privati con più di cinquemila euro ai partiti, di maggiore rendicontazione di spese e bilanci… ma nemmeno un euro, in queste proposte di legge, è sottratto al sistema attuale di finanziamento. Eppure solo col rimborso elettorale, per ogni euro speso in campagna elettorale i partiti ne incassano praticamente sei… Il trucco è questo: secondo i segretari dei maggiori partiti il finanziamento pubblico è già destinato a scendere nei prossimi anni e non c’è bisogno di tagliarlo. Ma è un bluff! Infatti nella cifra attuale è previsto ancora il finanziamento per i partiti zombie che non sono più in parlamento o che non esistono più come i ds e la margherita…
Per non parlare delle proposte di legge in cui a fronte della riduzione di qualche spicciolo si propone però di aumentare le detrazioni per chi dona soldi ai partiti dal 19 al 70%…  Il problema è che i partiti dal 1994 a oggi hanno incassato la bellezza di 2,5 miliardi di euro di finanziamento, e ne hanno impiegati per le spese elettorali sono una minima parte. Il resto è servito a sanare buchi, a creare nuovi patrimoni, e a finanziare spaghetti al caviale e via discorrendo. Per essere buoni…

Prendiamo i rimborsi elettorali per le politiche del 2008. Ammontano complessivamente a 503 milioni di euro, che vengono elargiti in quota di poco più di 100 milioni di euro all’anno per i cinque anni di durata della legislatura (sono soldi che sarebbero stati versati anche se si fosse andati al voto prima). Di questa somma gigantesca, i partiti hanno effettivamente speso solo 136 milioni di euro, quindi 367 milioni è il guadagno effettivo che si metteranno in tasca a tutto il 2013. Il partito che si è assicurato il maggior utile è il Pd con 161 milioni,  seguito dal Pdl con 138 e dalla Lega con quasi 38 milioni di euro.  E il tutto mentre i cittadini sono subissati da tasse, da tagli di pensioni, e tutto il resto che conoscete benissimo!

 

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5 Comments

  1. floriano says:

    POPOLO VENETO E ITAGLIANI, BOICOTTIAMO IL VOTO ALLE PROSSIME ELEZIONI, CHIUDIAMO L’INFAME RUBINETTO CHE AD OPERA DI NOI CONTRIBUENTI ALIMENTA LA MANGIATOIA DI QUESTI LURIDI MAIALI.

    W SAN MARCO
    VENETO STATO.org PER L’INDIPENDENZA

  2. pic64 says:

    sono solo dei parassiti sociali…

  3. michele says:

    Due piccioni con una fava.

    Perchè non si istituzionalizza il versamento obbligatorio, ad esempio del 60% o del 70% degli emolumenti di tutti gli eletti al parlamento (sia nazionale che europeo), nei consigli regionali ed in tutte le realtà loali dove gli emolumenti superano una certa soglia (6000 euro?) ai partiti con i quali sono stati eletti?
    Non riesco a fare i conti di quanto si riesce a recuperare in questa maniera, c’è qualcuno che lo sa?
    Potrebbe anche essere inserita una penalizzazione economica nel passaggio durante le legislatura da un partito ad un altro.
    In questa maniera si ridurrebbero gli emolumenti dei politici a valori più ragionevoli e si finanzierebbero i partiti in maniera anche più trasparente.

  4. vittorio says:

    ora che anche l’UE ha codannato il sistema di finanziamento dei partiti spero che il Sig:Monti si decida a fermare questo spreco di soldi pubblici in ossequio al fatto che ogni imposta applicata fino ad ora ai piu’deboli e’stata applicata in quanto lo pretendeva l’UE.Infine se si vuole uscire da questa crisi si deve riformare tutto lo stato cominciando dalla riduzione drastica dei parlamentari e senatori al massimo a 500 fra i due rami, eliminare la burocrazia per snellire i tempi di risposta ai cittadini,applicazione della patrimoniale ai grandi patrimoni,fissare untetto ai rimborsi elettorali ed elargirli dietro presentazione delle pezze giustificative delle spese.

  5. nonno54 says:

    ABC non ci provate perchè saremo tutti in piazza. M5S deve vigilare e promuovere la protesta che dovrà essere ad oltranza.

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