Sogno un Veneto libero, Venezia Capitale e un’Europa federale

di MAURIZIO DEL MASCHIO

Egregio Direttore, ho letto con attenzione l’articolo il cui incipit costituisce l’oggetto di questa mia e-mail. Sono fieramente Veneziano, come ha il diritto di sentirsi chi, come me, lo è da sette generazioni per parte di padre e i suoi antenati materni erano già a Venezia nel Quattrocento, essendo stati ascritti nell’Albo d’Argento della Serenissima. Ne condivido il contenuto, in particolare l’affermazione che la pluralità di gruppi indipendentisti non è di per sé né un bene né un male. Peraltro, è un male se si configura come un’accozzaglia di rozzi gruppuscoli l’un contro l’altro armato, che vogliono imporre il proprio punto di vista, che si ritengono depositari della verità, che si sentono portatori del verbo venetista migliore. Con questo velleitarismo non si va da nessuna parte e si fa il gioco della potenza dominante.

Per contro, è necessario che i gruppi sinceramente indipendentisti stanino gli autonomisti che dissimulano solo il desiderio di entrare nell’élite di coloro che si spartiscono il potere in conseguenza di una Costituzione catto-bolscevica che ha stretto l’Italia in una camicia di forza apparentemente democratica ma che di fatto ha solo sostituito la dittatura di un partito, il PNF, con quella di una partitocrazia tanto più rivoltante quanto ipocritamente sventolante la bandiera della democrazia di cui fa strame. E’ stata persa l’occasione nel dopoguerra, quando gli sciacalli che pretendevano falsamente di accreditarsi come vincitori, liberatori dell’Italia dal giogo nazi-fascista, si sono limitati a spartirsi la preda di uno Stato accentratore e non hanno voluto seguire l’esempio della Germania che si è data un assetto istituzionale federale.

Ora è giunto il momento di fargliene pagare le conseguenze. L’unico obiettivo che deve unire tutti coloro che si sentono autenticamente Veneti e desiderosi di riallacciarsi ad una storia proditoriamente ed illegittimamente interrotta nel 1797 è l’ottenimento dell’indipendenza, l’affrancamento, l’emancipazione dallo Stato italiano. Le diverse visioni dell’assetto dello Stato veneto devono confrontarsi solo nella fase successiva, in una regolare e democratica competizione, lasciando al popolo veneto il potere e il compito di darsi l’ordinamento che ritiene più consono alla tutela della propria dignità e alla realizzazione del suo futuro, memore dei valori e dei principi morali che hanno fatto grande la nostra ultramillenaria Repubblica, lo Stato più longevo che sia mai apparso alla ribalta della Storia dell’umanità. Solo così la Serenissima può risorgere dalle sue ceneri come una nuova Fenice e si intraprende quel cammino che un patriziato rilassato e desideroso solo godersi la propria ricchezza ha illegalmente interrotto. Divisi si perde, si fa il gioco dell’avversario. Uniti si vince.

Io sogno un libero Veneto, con Venezia sua naturale capitale, in un’Europa federale, un’Europa dei popoli che spazzi via il giogo di questa burocratico carrozzone al quale hanno voluto dare il nome di Unione Europea, tradendo l’ideale che aveva accomunato i suoi padri fondatori che volevano qualcosa di radicalmente diverso da questo mostro: Conrad Adenauer, Josef Bech, Alcide De Gasperi, Jean Monnet, Robert Shuman, Paul-Henri Spaak, Gualtiero Spinelli.
Cordialità

W san Marco!

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47 Comments

  1. Di qua del Mincio inizierei da una Lombardia indipendente con capitale Treviglio. Dico Treviglio perché è una piccola cittadina senza palazzi nel centro della Lombardia. Il parlamento della Lombardia indipendente potrebbe trovare posto in un prefabbricato, giusto per ricordare ai governanti che il governo è un servizio, non un privilegio, e che i cittadini hanno più poteri di loro. Anzi, mi piacerebbe che i cittadini fossero miliziani armati come in Svizzera. Se poi i lombardi decidessero a maggioranza di federarsi col Veneto io ne sarei felice, purché anche il Veneto adottasse la stessa filosofia. A quel punto occorrerebbe trovare una nuova capitale al confine tra le due regioni, con dei capannoni accoglienti. Meglio se non fosse Venezia, troppo bella per una classe dirigente. Che ne direste di Vigasio?

    (è solo per stimolare una discussione sul tema dei rapporti tra il potere dei cittadini e quello dei governanti)

  2. Castagno12 says:

    Rispondo a GIANLUCA – 17.11.13 at 7:55 am.

    Come sempre, un giudizio gratuito, fuori luogo, ma mai una contestazione, con prove, circa una mia denuncia.

    Io non sono “giudice supremo”.
    Sulla base dell’attuale incontestabile fallimento dell’Ue e della sua costosissima moneta unica, non ci vuole molto a capire che, qualsiasi nuovo agglomerato di Paesi europei, eterogenei per tante loro caratteristiche, sarebbe certamente un altro fallimento.
    Chiamatelo FEDERALISMO EUROPEO o EUROPA DEI POPOLI, il risultato non cambierebbe.

    Io non guido “verso un futuro radioso”.
    Segnalo le cose palesemente sbagliate che non ci consentono di uscire da questa situazione.

    D’altronde, il popolo del Nord, si agita a vuoto da più di 20 (venti anni). Risultati conseguiti: ZERO !
    E la situazione continua a peggiorare.

    Non Le viene il sospetto che in passato avete sbagliato tante cose e che, attualmente, avete infilato una strada, a dir poco, incerta ?

    La mancanza di risultati Le dovrebbe suggerire umiltà. Invece Lei preferisce deridere i mei scritti senza riuscire a contestarli.
    Lei, così facendo, non si rende utile ai lettori.

    Sembra invece che qualcuno, compreso Angelo Baraggia, abbia capito ciò che per Lei rimane tutt’ora oscuro:
    Accetti il mio contributo alla causa comune anzichè tentare di fare dello spirito fuori luogo.
    Grazie.

    • gianluca says:

      Il problema è che non ho ancora capito quale sia il suo contributo se non parole senza prospettiva

      • Castagno12 says:

        Se lei non ha ancora capito quale è il mio contributo, mi dispiace, ma non posso porre rimedio.

        1) Le ricordo che alcuni lettori, con le loro repliche, hanno condiviso i miei scritti.
        Circa un mese fa, avevo postato 4 o 5 commenti in coda ad un articolo.
        Un lettore aveva scritto: “Condivido tutti i commenti di Castagno12”.

        2) Ieri Angelo Baraggia mi ha scritto ed il suo pensiero, nei confronti del mio operato, non lascia dubbi.

        3) L’altro giorno un articolo segnalava che la Lega Nord ora sta prendendo contatti con alcuni Partiti / Movimenti europei euroscettici.
        La Lega ha messo in pratica un suggerimento che ho dato più di un mese fa con miei commenti. E Via Bellerio ha saputo anche attraverso mie e-mail.

        4) La LIFE ha modificato le date ed il programma della manifestazione “9 Dicembre, tutti in strada” dopo che alcuni di loro, compreso Gabriele Perucca, avevano letto i miei scritti al riguardo..

        5) Mandando tanti commenti e repliche al vostro quotidiano, anche se provoco maretta in tante menti fragili e suscettibili, innegabilmente contribuisco ad aumentare la lettura, quindi le visite alla testata.

        Come può vedere, a qualcuno mi rendo utile ed i mei scritti NON SONO A PERDERE.

        Ho quindi la certezza che lei, nei miei confronti, si distrae facilmente.
        PAZIENZA, NIENTE DI MALE !

        • gianluca says:

          Abbiamo trovato il nuovo maestro di pensiero. Evviva, siamo salvi anche noi tapini

          • Castagno12 says:

            Non ho detto che il mio operato supera il vostro, in quantità e qualità.

            Ho semplicemente confermato che porto, a qualcuno, un certo contributo.
            Tutto qui.
            E penso vada bene in base al principio “Tanti pochi fanno un assai”.
            .
            L’operato di qualsiasi uomo dovrebbe sempre puntare all’utilità, al vantaggio, al bene, proprio e altrui.

            Mi arrendo di fronte al suo atteggiamento ironico, cronico nei miei confronti.

            Che vantaggio porta, e a chi ?
            Il problema è tutto suo.

  3. Gino says:

    E comunque all’autore dell’articolo vorrei dire che Venezia può essere sì capitale, ma del territorio lagunare e aree limitrofe.
    Non pensi di sottomettere ancora altre genti.
    La mia capitale è Padova.

  4. Castagno12 says:

    Il titolo dell’articolo indica un progetto totalmente privo di logica, per la precisione, un sogno balordo.

    1) L’Europa federale (o l’Europa dei popoli) non sarebbe il frutto di una libera scelta dei vari popoli, ma una IMPOSIZIONE.

    Nell’attuale contesto, o meglio, con l’attuale sfascio mondiale, impossibile sperare in un parto democratico.
    Ci sarà sempre chi potrà mettere i suoi piedi sulla testa degli altri.

    2) Comunque, in una Europa federale, indipendentemente dalle modalità della sua realizzazione, il Veneto non potrebbe essere LIBERO.

    Perchè ?

    Non è assolutamente un problema trovare informazioni illuminanti riguardo questo problema

  5. Pierino says:

    Vicenza capitale .

  6. carla 40 says:

    Non ci siamo proprio. Il nord e’ semplicemente un punto geografico senza connotazioni politiche. Vale per tutte le stagioni. La Padania e’ una realta’ territoriale purtroppo senza riconoscimento politico. La Lega semmai ha avuto il merito di portare tale mancanza alla ribalta, generando paura in chi dalla tanto misconosciuta Padania traeva e trae sostentamento e che, come si dice dalle mie parti, sputa nel piatto dove mangia. Percio’ da’ tanto fastidio parlare di Padania. Ma credo che, al di la’ della vituperata Lega, la pacchia stia per finire. Almeno, lo spero.

  7. DELLA SCALA says:

    Carissimo Maurizio a da anni che dico le stesse tue cose ai diretti interessati , ma ….. si dovrà maturare ancora ….

    Comunque IL GONFALONE VENEZIANO OSSIA LEONE DI SAN MARCO
    1 simbolo di regione veneto
    2 simbolo di una repubblica SERIA
    3 simbolo di valori che il tricolore non ha minimamente .
    4 SOTTO il gonfalone c’è stata prosperità benessere stabilità unione pace . con i comuni divisi NO con il tricoore NO

    quando andavo a scuola ( elementare ) mi rimase impresso un alpino che disse ( commuvendosi ) il verde i prati il bianco le montagne il rosso il sangue dei patrioti … MA PER FAVORE !!!!! e il blu ? l’oceano ? ma dai !!!! bandiera massona e basta chi vuole orrotolarsi in essa lo faccia pure ma fuori dai confini marciani !!!!

  8. carla 40 says:

    Credo che l’Indipendenza abbia parlato di Adro. Ci sara’ una manifestazione della Lega a sostegno del sindaco Lancini, il quale ha esagerato con i simboli nella scuola ma ha fatto benissimo con gli appalti a costo zero. Devono pero’ emanare leggi a sostegno di tali iniziative, tocca ai politici PADANI dare battaglia in tal senso. Sara’ dura, ma la liberta’ non te la regala nessuno, e se li tocchi nei privilegi son dolori.

  9. Teresa says:

    Non sicapisce perchè su questo giornale non si trova traccia della vicenda di adro dove si vede così bene lo stato contro un sindaco indipendentista che sta addirittura facendo lo sciopero della fame. Dai scrivete qualcosa!

  10. Alessandro says:

    Sogno un condominio libero, con il mio appartamento capitale, in un quartiere federale !

    • Pietro says:

      e allora vai a fondo con l’italia se sei contento

      • Alessandro says:

        Andare a chiudersi ciascuno nel proprio gabinetto, o sgabuzzino che dir si voglia, può apparire sicuramente una soluzione facile, ma non so quanto possa dirsi realistica.

        • Pietro says:

          se con “chiudersi in uno sgabuzzino” intendi diventare un paese normale e prospero come l’Austria, la Finlandia, l’Olanda, la Danimarca, Lussemburgo, all’interno dell’Unione Europea, allora mi ci chiudo molto volentieri…
          Forse non te ne sei accorto ma 1) l’Italia è irriformabile, è economicamente fallita e a breve smetteranno di dare le pensioni e preleveranno soldi dai conti correnti per tenere in piedi la baracca, 2) Lombardia, e Veneto subiscono un colonialismo economico che non ha pari nel mondo occidentale (70 miliardi di euro l’anno…per renderti l’idea ti dico che la Baviera che ha gli stessi abitanti dà 2 miliardi a fondo perduto allo stato, la Catalogna, che a breve diventerà indipendente tramite un referendum
          Sarebbe forse il caso di usare il cervello, e non farsi abbindolare dalla propaganda unionista da libro cuore..

          • Alessandro says:

            Che il residuo fiscale sia a svantaggio di chi paga le tasse al nord è oggettivo, peraltro essendo le imposte dirette subordinate a criteri di progressività appare consequenziale, che serva a compensare le passività generate dagli enti regionali del sud è altrettanto obiettivo, che poi, ipoteticamente, alzando il muro alto fino al soffitto ho risolto tutti i miei problemi, resta da vedersi: visto che il 38% dei prodotti manifatturieri del Nord-Ovest, il 31% del Nord-Est e il 29% del Centro sono venduti al sud, ciò per un ammontare di circa 32 miliardi di euro (questo secondo dati del 2006, quindi antecedenti la crisi); perché poi i conti rischiano comunque di non tornare. Forse le problematiche sono un tantino più complesse del chiudersi nello “sgabuzzino”, ciò fermo restando che secondo il sole 24 ore, allo stato, mediamente il 71 % delle tasse già tornano nelle regioni del nord. Sulla questione del “colonialismo economico” non mi esprimo, visto che la parola colonialismo ha una ben precisa connotazione storica ed un ben preciso significato, diciamo che mi pare impropria, ma sto usando un sottile eufemismo.
            Circa la Baviera non mi esprimo, perché sono ignorante e non so da dove vengano fuori queste cifre, certo è che se l’università di Berlino ha stimato che l’ammontare degli investimenti per la riunificazione è stimabile in 1550 miliardi di euro, mi chiedo chi li ha tirati fuori, Brema ? Secondo la Banca d’Italia tra il 1951 ed il 1998, nel meridione sono stati dislocati 324 miliardi di euro (secondo valori rapportati al 2008). Tanti ? Pochi ? Non lo so, certo che rispetto lo sforzo prodotto in Germania mi pare ci sia una discreta differenza.

            • Pietro says:

              ti ripeto, nessuna area del mondo attualmente vede un esproprio di risorse come il nord italia (90 miliardi di euro all’anno)…incredibile ma vero…poi non si può dire che il nord dà deliberatamente al sud, ma piuttosto che viene letteralmente derubato, dal momento che i centri di potere sono a Roma, e non a Milano, Torino o Venezia. E a fronte di tale latrocinio spesso mancano i soldi per i servizi minimi ai cittadini. Cerca “residui fiscali delle regioni europee” e lo vedrai tu stesso.
              Il concetto di colonialismo poi non è affatto improprio, perché una realtà come il Veneto ha avuto un suo stato per secoli e non ha mai chiesto di far parte dello stato italiano (annesso con un referendum fasullo). Tipico del colonialismo è poi il fatto di cancellare la storia e la cultura dei colonizzati, cosa che mi sembra innegabilmente che sia avvenuta.

              • Alessandro says:

                IL’imperialismo è una strategia operata da uno stato tesa ad espanderne l’influenza politico-economica a scapito di territori altrui, con varie modalità; quando si estrinseca con forme estreme, violente, basate su un ideologia che giustifica la propria azione soggiogatrice attraverso una supposta manifesta superiorità, in genere di stampo razziale, sfocia nel colonialismo.
                Ma quand’è che i veneti sono stati fatti oggetto di dileggio razziale, in quanto tali ? Quand’è che sono stati fatti oggetto di violente repressioni armate ?
                Forse, e dico forse, queste cose sono storicamente avvenute ad altre latitudini.

        • Trasea Peto says:

          In natura qualsiasi creatura nasce come un singolo essere vivente che sceglie con chi stare, se far parte di un qualcosa o no.
          Voler far parte di un qualcosa a tutti i costi perché è stato deciso “dall’alto” è contro natura.

    • lucano says:

      Con salvini segretario?

  11. carla 40 says:

    Caro Gino, il termine alta italia mi provoca allergia, questa terra e’ PADANIA, piaccia o meno . Anche il Grande Giuan Brera usava tale legittimo nome, e non era certo sprovveduto. Tutte le Nazioni Padane dovrebbero perseguire il progetto indipendendista. W le gloriose bandiere di S. Marco e di San Giorgio (io sono orgogliosamente Lombarda da generazioni).

    • Trasea Peto says:

      Alto adriatico è più adatto come anche val padana.
      Lo Stato italiano si è ispirato all’epoca romana e in quei tempi Rubicone e l’Arno segnavano il confine tra italia ed Europa. Rimini è alta italia.

    • Gino says:

      Cara Carla la sostanza è che le rivendicazioni regionalistiche si basano sulle regioni appunto, che non solo altro che enti territoriali dello stato italiano.
      Tutti insieme invece noi italiani dell’Alta Italia dobbiamo lottare uniti.
      L’allergia che tu provi per il termine Alta Italia, legittima perché ognuno può pensarla come vuole, io la provo per il termine Padania perché mi fa pensare alla Lega Nord e a tutte le cianfrusaglie verdi.

      • Pietro says:

        dal punto di vista etno-linguistico l’italia propriamente detta è il centro-sud..occorrerebbe informarsi
        Inoltre esiste un territorio chiamato venetia da circa 3000 anni e abitati da una popolazione che da 3000 anni ha lo stesso nome…anche i Piemontesi, (parenti stretti di savoiardi e provenzali) non si sono mai reputati italiani, cosi come i Friulani
        i nord italiani non esistono…

    • Franco says:

      Il Nord,piaccia o meno,è sempre stato chiamato Italia da tempo immemore,tant’è vero che nel medioevo i termini “Lombardo”e “Italiano”erano usati come sinonimi,dato che il nord era stato la sede di un Regno d’Italia medioevale con capitale Pavia.Poi nel 1805 divenne la sede di un altro Regno d’Italia,creato da Napoleone I,con capitale Milano.Poi Cavour nel 1859 cercò di fare un Regno dell’Alta Italia con l’aiuto di Napoleone III.Ma poi una volta non dicevate che l’Italia era il nord mentre il sud era un po’Africa?Insomma,decidetevi…

      • Trasea Peto says:

        Da sempre no. Italia in origine era l’attuale calabria, successivamente veniva considerata italia la penisola dal Rubicone in giù, poi si ingrandì ancora ma diventarono due italie, una italia urbicaria con capitale Roma e italia annonaria con capitale Milano, poi Ravenna. Dopo arrivò Odoacre l’Unno, primo re d’italia, il primo di una lunga serie di re germani, longobardi, franchi, etc…che consideravano “italia” l’italia annonaria e, nuove conquiste permettendo, anche terre più a sud. In pratica per più di mille anni “italia” erano considerate le terre conquistate da germani, franchi, etc.. a sud delle alpi e non più le terre bagnate dal mar ionio che diedero il nome all’italia.
        Resta il fatto che lo Stato italiano nasce dall’idea di fare l’italia con il mito romano e denigrando quasi un millennio e mezzo di storia.

        In pratica l’italia è un opinione.

        • Emilia2 says:

          L’Italia urbicaria o annonaria sono termini e istituzioni dell’ultimissimo periodo dell’Impero Romano. Quasi tutta l’Italia del Nord (Gallia Cisalpina e territorio dei Veneti) ottenne la cittadinanza romana ai tempi di Giulio Cesare e poco dopo divenne Italia a tutti gli effetti, sorpassando alla grande il resto della penisola per importanza economica e culturale (La maggior parte dei grandi scrittori di epoca classica, da Virgilio in poi, e’ originaria della valle Padana, anche se forse Bossi & co non lo sanno)

      • Pietro says:

        si ma stiamo parlando di un termine che indicava un’area geografica, non un popolo. E se guardiamo alla classificazione linguistica il piemontese, il lombardo, il veneto e il friulano non sono neppure nello stesso gruppo linguistico dell’italiano (benché solo pochi lo sappiano causa voluta disinformazione), quindi tecnicamente non siamo italiani..
        Certo, conta molto il fatto che l’italia sia stata fatta da Torino e che il fascismo sia nato a Milano…proprio per la propaganda nazionalista un tempo c’era l’idea che la “vera italia è il nord”, perché credendosi i “veri” italiani, i meridionali, che erano diversi, risultavano quindi non italiani….ma d’altronde stessa cosa dicono i meridionali che sono convinti di essere loro i “veri italiani” dicono di noi che siamo mezzi tedeschi o mezzi francesi….come vedi abbiamo preso tutti la medesima denominazione, ma sappiamo bene di essere popoli diversi

        • Barbara says:

          Ieri chattavo con un ragazzo straniero interessato all’Italia, parlavo dell’italiano e di tutte le altre nostre lingue regionali…mio padre parlando in Veneto riusciva a farsi capire dagli spagnoli, dei miei amici Piemontesi quando vanno in Francia si intendono bene con i francesi parlando in Piemontese…invece un italiano del sud non capisce queste lingue…come io non capisco le loro, mentre capisco benissimo un Toscano o un Romano nelle loro parlate perché so l’italiano…è vero, ben pochi sanno queste cose.

  12. Fabio says:

    Venezia la considererei più una capitale storica. Saranno le altre città venete il vero motore e vere città alla pari delle grandi estere

  13. Gino says:

    Il tempo di Venezia, meravigliosa città dell’Alta Italia, è ormai passato e il suo gonfalone non rappresenta che i veneziani.
    Mi sgomentano i veneti che sventolano la bandiera di San Marco come se li rappresentasse.
    Quella bandiera è solamente dei veneziani, e per le popolazioni della terraferma considerarla propria vuol dire stare dalla parte di chi le sottomise.
    Come italiani dell’Alta Italia il nostro obiettivo deve essere quello di creare uno stato federale nella nostra terra, andando al di là delle regioni inventate dallo stato italiano.

    • Trasea Peto says:

      Quella bandiera rappresenta Venezia fino al 12 maggio 1797. Stop.
      Attualmente la maggior parte dei veneziani(e dei veneti, e dei…, e dei…, e dei…) sono meglio rappresentanti dalla bandiera bianca. Altri invece dalla bandiera rossa con falce e martello e altri dal tricolore carbonaro con il fascio littorio.

      Il gonfalone di San Marco non può rappresentare l’Ente Comune di Venezia, né Orsoni, né Cacciari, né tutti quelli che richiedono ogni giorno maggior statalismo.

    • Pietro says:

      ma non dire eresia, Venezia non sottomise proprio un bel niente! I territorio avevano ampia autonomia e spesso si concedevano a venezia.
      Poi comunque a prescindere da venezia un territorio veneto con una lingua e una cultura esisteva già da prima

  14. Emilia2 says:

    La Repubblica Serenissima era veramente indipendente e non faceva parte di superStati federali. In un’Europa Federale i Veneti (non parliamo dei Lombardi) faranno i camerieri dei Tedeschi. Non credo che i Veneti di oggi abbiano la capacita’ di diventare proprio indipendenti; se lo faranno, mi congratulero’.

    • Trasea Peto says:

      tra essere camerieri degli italiani e camerieri dei tedeschi sarebbe un sogno essere camerieri dei tedeschi!

    • Pietro says:

      camerieri dei tedeschi come gli austriaci, i lussemburghesi, gli svedesi, gli olandesi, i finlandesi, i danesi??
      sei mai stata in quei paesi? vacci e guarda come stanno (ad esempio gli stipendi, la tassazione e i servizi) e poi ne riparliamo….e sono tutti paesi che hanno una popolazione simile, se non inferiore, a quella del veneto…
      Poi se c’è oggi un paese che non ha un minimo di considerazione internazionale quello è proprio l’itagghia

      • Emilia2 says:

        Sono d’accordo sul fatto che ora l’Italia non abbia nessuna considerazione a livello internazionale, anzi, non ha nessuna sovranita’ e quindi non e’ un vero Stato. Ma prima dell’Unine Europea era uno Stato, pur con i suoi difetti, e, sara’ coincidenza, ma di indipendentismi non si parlava. Quindi anche un Veneto, o peggio Padania, non sara’ un vero Stato, a meno di ribellarsi anche alla UE, ed e’ proprio questo coraggio che non credo ci sia. Quanto ai Paesi nordici, il re dell’Olanda ha recentemente dichiarato in TV che dovranno rinunciare allo Stato sociale. Capisco che sarebbe un sollievo mandare meno soldi ai terroni, ma in un momento critico come questo sarebbe meglio che tanti popoli (dell’Italia e anche di altri Paesi europei) si unissero per ribellarsi contro la UE e i vari poteri forti euroatlantici.
        Sul complesso di inferiorita’ dei Lombardoveneti rispetto ai Tedeschi preferisco non commentare.

        • Pietro says:

          noi non stiamo fallendo a causa dell’europa, ma a causa del centralismo italiano che ci usa come una colonia da spolpare…90 miliardi di euro l’anno ci vengono sottratti a fondo perduto…un esproprio di questo tipo non ha eguali in nessuna parte del mondo occidentale, sono i numeri che lo dicono….tralasciando il discorso dell’annientamento culturale delle popolazioni del nord

          • Emilia2 says:

            Ammettiamolo, ma non e’ colpa mia se la popolazione del Nord Italia si disinteressa o non capisce nullla di politica, non esiste un movimento indipendentista serio, i Veneti odiano i Lombardi che odiano i Piemontesi, e viceversa. Poi c’e’ il problema del debito pubblico, che in parte e’ stato creato anche al Nord.

            • Barbara says:

              I miei genitori sono Veneti ma sono nata e vivo in Piemonte…non ho mai sentito un briciolo di questo odio reciproco!
              E i migliori amici dei miei genitori sono Lombardi…

    • ALTEREGO says:

      Oggi in italia non esistono camerieri, ma solo schiavi della corruzione del ladrocinio e della partitocrazia.
      Un Veneto che desse inizio ad un serio percorso di indipendenza dall’italia sarebbe un esempio per tutte le regioni Padane, anche per quella disgraziata Emilia che preferisce essere asservita al PD piuttosto che fieramente Padana.

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