Social ed espertoni, i manipolatori-spacciatori del tg accanto

tv lottizzatadi RICCARDO POZZI – Non sarebbe indispensabile ma oggi, nell’era della connessione permanente e sempre raggiungibile, non si può non avere un’opinione. Cioè, puoi, ma non puoi. Non importa se articolata, corretta , documentata, pertinente, competente o comunque originale.

L’importante è che sia verosimile. Ma sì, verosimile, raffazzonata, meglio se già sentita.

Tutto hanno un’opinione, guidata dai media.  Ho sentito un tale su quella radio o quella trasmissione che parlava di quella nuova scoperta di una particella subatomica. I tuoi studi sono arrivati a tradurre (male) Tacito, cosa ne sai di particelle subatomiche, ma va bene lo stesso, l’hai sentito in tv quello scienziato, usava termini che tu nemmeno comprendi ma è bello ripeterli fingendo di capirli. D’altra parte i servizi giornalistici sono pieni d’ inviati speciali  che dell’approssimazione fanno la loro liturgia.

Ci sono gli assatanati della green economy, che adorano le rinnovabili incondizionatamente, perché così hanno loro detto di fare, che misurano la potenza in kilowattora e l’energia in watt, ci sono gli esperti nutrizionisti che hanno al massimo studiato sul piccolo chimico, eppure disquisiscono sugli omega 3 come se fossero una boy band, e le vitamine e gli enzimi, i polinsaturi  il colesterolo buono, quello più stronzo, il dna, l’rna messaggero, messaggiato, magari sul social, e poi c’è il grande capitolo del metabolismo alimentare, cosa e quando mangiare, una pedanteria insopportabile.

Poi ci sono quelli che hanno da poche ore abbracciato la causa dei no-vax, non sanno nulla di vaccini, non sanno cosa sia una percentuale, non capiscono il concetto di condivisione del rischio vaccinale  e l’equilibrio costi-benefici, ma pontificano sulla biologia , sulla verità scientifica inoppugnabile, quando l’unica scientificità che maneggiano  e la reazione per fare il ghiaccio secco.

Ma questi eroi dell’opinione non sanno nemmeno cosa sia una reazione chimica, un precipitato potrebbe essere caduto da un cornicione, l’anidrasi carbonica una bella signora.

Poi ci sono tutti quelli che parlano di economia finanziaria. E lì si apre un universo di decompetenza decomposita e decomposta. Le prese di beneficio, gli upgrates, tutti gli inglesismi sanguinosamente imparati per dire cose che esistono benissimo in italiano, solamente per apparire attuali, in realtà per stare al passo arrancando , come una volta si faceva per sembrare giovani dicendo “cioè” e oggi si fa dicendo”tipo”.

Insomma della televisione, della radio, dei giornali e del web, comprendi la sua approssimazione infantile quando parla di qualcosa che  conosci bene, allora viene fuori tutta l’ignoranza dell’inviato speciale che con la sua formazione classica e se ne va in giro a pontificare di strategia energetica nazionale senza sapere la dolorosa  differenza tra la caldaia di casa e i pannelli che ha voluto a tutti i costi mettere sul tetto ( a spese di tutti).

Inorridisci del servizio che lancia l’allarme sull’uso dei robots nell’industria, che toglieranno posti di lavoro, e non sa, il poveretto, che i robots esistono da almeno trent’anni nella grande, media, piccola e piccolissima industria italiana, nell’artigianato e nella subfornitura,  e che i posti sono scomparsi perché le aziende sono fuggite in Cina e non a causa dei robots.

Poi ti prende lo sconforto perché al genio del tg non viene in mente che vietando tutti i PC degli uffici si potrebbero liberare milioni di posti da mezzamanica con la biro e il calamaio.

Il metodo è elementare. Sfornare e indurre opinioni, basta spacciare un’opinione, finta, vera, malinformata, verosimile, competente o del tutto disinformata, non importa. L’importante è che i carboidrati vengano assunti a mezzogiorno, perché di sera il nostro metabolismo li trasforma in idiozia.

 

 

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