Slovenia: no emergenza, non saremo la prossima Cipro

di REDAZIONE

La Slovenia non sara’ la prossima Cipro. Il ministro delle Finanze di Lubiana, Uros Cufer, esclude la necessita’ di un piano di emergenza per la piccola Repubblica ex jugoslava. “Per quest’anno non c’e’ bisogno di alcun salvataggio. Personalmente sono molto tranquillo”, dice. Secondo il Fondo monetario internazionale, la Slovenia dovra’ raccogliere almeno 3 miliardi di euro entro la fine dell’anno, ma per Cufer non c’e’ alcuna fretta.

“Non abbiamo alcun bisogno di andare sul mercato in questo momento di surriscaldamento causato da Cipro”, rileva. “Possiamo aspettare che i mercati si calmino, che gli investitori si sentano rassicurati dalle nostre mosse e poi torneremo sul mercato”, aggiunge. Il progetto del nuovo Governo di centro-sinistra prevede la creazione di una bad bank entro settembre: li’ confluiranno parte dei 7 miliardi di sofferenze che gravano sui bilanci dei tre principali istituti del Paese, tutti ancora in gran parte controllati dallo Stato. Le banche avranno bisogno poi di un’iniezione di capitali da almeno un miliardo di euro che, secondo Cufer, potrebbero essere raccolti sul mercato nella seconda parte dell’anno tramite un’emissione obbligazionaria. Nessun istituto sara’ pero’ ceduto. Secondo Cufer, le banche valgono oggi circa il 10/20% del loro valore di libro. Dunque, osserva, “non e’ questo il momento di dismettere le quote pubbliche. Vendere a questi prezzi non avrebbe senso. E anche pensare all’anno prossimo e’ molto ottimistico”.

E tuttavia, secondo il ministro sloveno, Lubiana, dove il valore delle attivita’ bancarie ammonta a 1,3 volte il Pil, puo’ farcela da sola. A differenza di Cipro dove lo stesso rapporto arrivava a sette volte l’economia. “La Slovenia”, afferma Cufer, “non puo’ essere comprata a Cipro, non e’ certo un paradiso fiscale. Il problema fondamentale delle banche slovene e’ l’eccessivo debito nelle aziende e la scarsita’ di capitale”. Per raccogliere i soldi necessari alla pulizia del settore creditizio, il Governo pensa alla privatizzazione di alcune aziende pubbliche piuttosto che a misure di austerita’ troppo rigide. Cufer pero’ non intende ancora svelare quali societa’ statali saranno vendute, limitando si a dire che ci sara’ “una grande privatizzazione” entro la fine dell’anno. E alla mente vengono la societa’ di telecomunicazioni Telekom Slovenia, la compagnia assicurativa Zavarovalnica Triglav e la catena di distributori di carburante Petrol.

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3 Comments

  1. mv1297 says:

    Ma allora, che c.zo vuoi dire? Se qualcuno portava i soldi
    oltre confine, un motivo ce l’aveva no?
    Piuttosto pensi ai motivi che spingano alcune persone ad adottare a quella soluzione.
    Criticare è troppo facile, trovar soluzioni, un pò meno. Vero, italiota?

    • albert says:

      Italiota sarà tua sorella! cerca invece di far girare le rotelline (nella zucca), ho detto che fa pensare, OGGI, la proposta di pochi mesi fa di portare i soldi in Slovenia perchè li sarebbero al sicuro. Ecco, trovare soluzioni che dopo poco si trasformano in ulteriori problemi è uno dei motivi per cui una persona ha (dovrebbe avere ) spirito critico per valutare bene la realtà.

  2. albert says:

    Ma certo spettiamo un pochino ancora….e pensare che ci fu qualcuno che organizzava gite per portar i soldi in Slovenia.

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