UN SISTEMA ELETTORALE SIMILE A QUELLO SCOZZESE

di ANTONELLO LEONE 

Ho letto sul vostro quotidiano, la proposta di riforma elettorale di Gilberto Oneto. Dato che è stato suggerito di aprire un dibattito, ecco una mia personale proposta, considerato che l’attuale sistema è senza dubbio inaccettabile.

Bicameralismo imperfetto

Il principio rappresentativo, che è posto alla base di tutta l’organizzazione dello Stato moderno,trova la sua maggiore espressione nel Parlamento, l’organo legislativo dello Stato, che, per ilfatto di essere eletto direttamente dal Popolo e di rinnovarsi periodicamente, viene considerato l’organo rappresentativo per eccellenza. Nel nostro Paese vige un sistema bicamerale perfetto, il Parlamento è costituito da due distinte assemblee (o Camere) che detengono la stesso indirizzopolitico: la Camera dei Deputati e il Senato della Repubblica. Differenze tra le due, sono il numerodei membri, in entrambi esiste una evidente sovra-rappresentanza, e i requisiti imposti per leggesia per i membri eletti che per il loro corpo elettorale. Primo impegno nella stesura di una nuovalegge elettorale nazionale, sarà quello di ridurre il numero dei membri parlamentari e introdurreil sistema bicamerale imperfetto, ovvero assegnare alla Camera Bassa l’indirizzo legislativo e allaCamera Alta l’indirizzo di garanzia.

Criterio di rappresentanza

Si è già detto che il Parlamento italiano è sovra-rappresentato. Cioè i cittadini italiani sonorappresentati oltre il numero che dovrebbe assicurare loro una sufficiente rappresentanza. La Camera dei Deputati è formata da 630 Deputati e il Senato della Repubblica è formato da 315Senatori elettivi e da un massimo di 7 Senatori non elettivi (Senatori a Vita). Introducendo il bicameralismo imperfetto, non serve più che la Camera Alta sia rappresentata in rapporto della popolazione, ma piuttosto da un numero di membri eguali per ogni Regione italiana, in più essendo l’Italia una repubblica e non più uno Stato monarchico non necessita di Senatori nominati a vita, quindi può la Camera Alta poter svolgere il proprio compito istituzionale, componendosi di 60 Senatori elettivi, 3 Senatori er ogni Regione d’Italia. Per quanto riguarda la Camera dei Deputati, sovra-rappresentata anch’essa, si applicherebbe il metodo Gallagher, ovvero determinare il numerodei seggi adottando la formula della Radice Cubica dell’intera popolazione italiana, si  arriverebbe così al numero di 396 Deputati, svolgendo in modo eccellente il suo ruolo istituzionale, abbreviandoi costi di mantenimento di tale istituzione e garantendo in modo adeguato il principio democratico della rappresentanza popolare.

Sistema elettorale

Se c’è una cosa che la classe politica italiana ha cambiato con una certa frequenza, dall’Unità d’Italia ai giorni nostri, è il sistema elettorale. Nel 1861 fu esteso a tutto il territorio unificato il sistema uninominale. Alla fine dell’Ottocento fu introdotto per la prima volta il sistema proporzionale, che durò una sola legislatura, per reintrodurre il maggioritario e nuovamente il proporzionale prima della Grande Guerra e negli Anni Venti con Mussolini al governo, un proporzionale ancora più incisivo fu introdotto con la Legge Acerbo. Nel dopoguerra perdurò il sistema proporzionale, nonostante l’intenzione di De Gasperi negli Anni Cinquanta, fino al 1993 quando un referendum decise di mandare in soffitta il proporzionale per un sistema maggioritario misto grazie alla Legge Mattarella. Grazie al ritorno del Maggioritario, l’Italia per la prima volta fu governata per un’intera legislatura da una coalizione politica ben coesa e determinata, la quale si adoperò di riportare alle Elezioni Politiche del 2006, un sistema proporzionale chiuso, privo della possibilità da parte degli elettori di eleggere direttamente i propri parlamentari. Conseguenza di questo due governiche sono durati 2 anni il primo e 3 anni il secondo. Nel modificare nuovamente la legge elettorale nazionale, bisogna tornare al Maggioritario, o in alternativa il Proporzionale con Voto SingoloTrasferibile (Metodo Hare).

Prima ipotesi (consigliata)

Nell’eventualità del ritorno al Maggioritario, avremo due distinte applicazioni per le due Camere. Per il Senato della Repubblica, le Regioni italiane saranno suddivise in tre distretti elettorali, i quali eleggeranno con il sistema uninominale secco a doppio turno i tre Senatori che manderanno a Palazzo Madama. I requisiti per candidarsi e per votare i Senatori rimarrà invariato. Alla Camera dei Deputati, che sarà composta da 396 rappresentanti, le Regioni italiane saranno suddivise in distrettielettorali pari a due terzi del numero di Deputati che le Regioni manderanno a Montecitorio, il restante un terzo dei seggi sarà assegnato ai candidati non eletti con il maggior numero di voti. Esempio: la Sardegna manderà 15 Deputati, e per questo verrà suddivisa in 10 distretti elettorali,dove verranno eletti i candidati che avranno ottenuto il maggior numero dei voti nei singoliCollegi (uninominale a maggioranza relativa), i restanti 5 seggi da accreditare, saranno assegnatiai 5 canditati primi non eletti (coloro che avranno raggiunto il numero più alto di voti pur non arrivando primi nei loro rispettivi collegi). Si tratta quindi di un Mattarellum modificato. Il corpo eligente e quello elettorale per la Camera dei Deputati rimarrà invariato.

Seconda ipotesi (sconsigliata)

Nell’eventualità che nell’attuale legislatura non vi siano i presupposti per riportare il maggioritario, allora proporzionale per proporzionale, si ipotizza l’introduzione del sistema con Voto Singolo Trasferibile, detto anche proporzionale metodo Hare. Tale sistema è adottato nella Repubblicad’Irlanda dal 1922 (anno dell’indipendenza). Tale metodo lo troviamo anche nel Regno Unito nelle elezioni locali scozzesi, in diversi Paesi appartenenti al Commonwealt britannico e persino negliStati Uniti d’America per le elezioni comunali di diverse città di una certa importanza. Tale sistema implica egualmente la reintroduzione dei collegi elettorali, e quindi la diretta partecipazione dei cittadini nella scelta dei propri rappresentanti parlamentari. Inoltre assicura un rafforzamentodelle due maggiori entità politiche come del resto avviene nel sistema maggioritario, e in più determina in modo molto più accentuato il frazionamento dei partiti presenti dentro il Parlamento,rispetto ai vari sistemi pro orzionali conosciuti.

Conclusioni

Si consiglia vivamente di mettere mano alla legge elettorale vigente, o in senso maggioritario o insenso proporzionale. Vista la situazione generale del Paese, vista l’evidente sfiducia dilagante e reale dei cittadini, è consigliabile che l’attuale Parlamento con o senza il contributo fondamentale del Governo, decida di dimostrare di essere veramente al servizio del Popolo italiano, anche se oramai sono pochi a crederci, e restituire così a se stessi un minimo di dignità, e agli italiani una bella fetta di libertà che ormai da troppo tempo gli è stata privata.

 

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