Siringhe, finanziamento e Bingo… massì tutto quanto fa Pil

di ALBERTO VENEZIANO

Siringhe – Si insiste sull’abbattimento della spesa ingiustificata dello stato, gli sprechi, le famose “siringhe”. Sembra la soluzione di tutti i problemi, ma sarà vero? E se è vero, perché non si adottano i rimedi tanto strombazzati? Ipotizziamo che lo spreco da tagliare sia il 10% della spesa e che l’amministratore pubblico riesca ad identificare le fonti del grande spreco, il risultato sarebbe 80 miliardi di fatturato in meno per i fornitori di siringhe e di tutto il resto.  Ottanta miliardi in meno di Pil, altre decine (parecchie decine) di miliardi di gettito in meno, migliaia di disoccupati in più … può bastare? Perché questo non succeda  l’amministratore pubblico dovrebbe riuscire a trasferire, nello stesso istante, 80 miliardi di spesa dalle “siringhe” cattive alle “siringhe” buone. Può fare questa magia l’amministratore pubblico? I bravi, fiduciosi e virtuosi, cittadini votanti credono che possa farlo, io sono scettico e credo che il governante sia più scettico di me e continui ad annunciare soluzioni che non adotterà mai.

Finanziamento – Anche nella pubblicità il mantra ha preso piede. E’ oramai un dato acquisito, per fare qualsiasi cosa, magari una fichissima “startap” ci vuole il finanziamento ma basta chiedere e te lo danno. Ci sono le banche ma sono un po’ cattivelle e perciò lo stato supplisce fornendo informazione, incentivi, assistenza. E poi c’è l’”europa”! Fiumi di miliardi che non vedono l’ora di far lavorare i giovani geni italici, gli “investitori stranieri” per cui bisogna preparare le migliori condizioni. Finanziamenti! Finanziamenti! Il fatto che questa parola abbia una certa assonanza con il termine “finanza” (non “guardia di” bensì perfidi gnomi di NY) sembra non impensierire nessuno. Perché mai uno dovrebbe “risparmiare” (assurda parolaccia desueta) e investire i suoi soldi in una impresa visto che l’utile gli verrà estorto al 70% dal “gande socio” di tutti noi? Non conviene, meglio usare i soldi del mucchio, ci si infratta nel caldo collettivismo, si rinuncia alla propria autonomia decisionale, ci si vende al finanziatore, (garantito dallo stato) e qualcosa si combina in attesa della prossima “crisi”.

Bingo – Aumentando il numero delle sale giochi il governo ottiene quattro risultati positivi. Incremento del fatturato del comparto, bingo. Incremento dell’occupazione nel settore, bingo. Incremento del gettito fiscale , bingo. Aumento dell’occupazione per i giovani psicologi dediti alla cura delle ludopatie, bingo. Quindi un super risultato: aumento del Pil in rapporto al deficit e al debito. Questa manovra ideale ha però una incidenza relativa, altri settori di investimento altrettanto importanti e correlati come: fumo, alcool,ed eventualmente droga e prostituzione sono difficili da far digerire all’opinione pubblica, la quale, nella sua grande ignoranza vorrebbe semmai ridurre la spesa per le siringhe.

E’ facile fare dell’umorismo, lo so, bisognerebbe fare le famose “proposte” sennò si fa la parte di quello con il forcone in mano che urla “tutti a casa!” Ma non propone mai una soluzione. Il fatto è che la soluzione non c’è perché per risolvere un macro problema, il macro decisore avrebbe bisogno di una macro soluzione ma il presunto macro decisore, in realtà un povero sfigato che si trova con il cerino in mano e non sa a chi darlo, non ha la macro visione di insieme e gli “esperti” che si propongono di fornirgliela annaspano nel caos come e più di lui. Fa comodo pensare che esista la stanza dei bottoni da cui si governa l’economia, come faceva comodo pensare che ci fossero gli dei a convegno sul monte Olimpo a deliberare le leggi di stabilità dell’epoca. Fa comodo credere a chi dalla mattina alla sera ci propone di “far ripartire lo sviluppo”, ma è una favola. Io, sia chiaro, non ho niente contro la mitologia né contro le favole però mi piace leggerle fino alla fine e quando ho letto “Il mago di Oz” e ho visto come andava a finire, mi sono fatto una risata ma anche qualche riflessione.

P.s. la “proposta”, comunque è sempre la stessa. Rendiamoci conto. Riprendiamo il controllo delle nostre micro-vite e liberiamo quei poveracci dall’incubo di doverci governare e di governare l’orrido Pil.

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