IL “CASO SIRIA” RIMESCOLA LE CARTE FRA USA, RUSSIA E CINA

di MANUEL GLAUCO MATETICH

Il veto della Russia, sostenuto dalla Cina, nel Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite riguardo l’intervento della comunità internazionale in Siria, ha obbligato gli Stati Uniti a ridisegnare una politica estera senza la cooperazione della Russia, come ai tempi della Guerra Fredda, in conflitto con gli interessi di quel paese. Il Segretario di Stato americano, Hillary Clinton, ha telefonato ieri ai paesi che sono tuttora “favorevoli e propensi per l’instaurazione di una società democratica in Siria”, suggerendo loro di continuare a lavorare al di fuori delle Nazioni Unite per cercare di rovesciare il potere di Bashar al-Assad (nella foto).

Con termini notevolmente duri, la Clinton ha descritto l’atteggiamento tenuto dalla Russia e dalla Cina, come “il sabato della messinscena”, evidenziando quanto il comportamento di questi due paesi abbia fatto irritare Washington. In particolare la Russia, che fin dall’inizio aveva espresso la propria opposizione nei confronti di una delibera di risoluzione del Cds, e che probabilmente ha condizionato alla fine anche il voto della Cina, avrebbe potuto astenersi invece di porre il veto alla votazione di una risoluzione, come le era stato caldamente consigliato dal rappresentante americano.

La crisi siriana è diventata così in questi giorni teatro di uno scontro diplomatico tra Mosca e Barack Obama, già annoverato da molti come uno dei più ostici da quando i democratici sono al governo in America. Altre discrepanze, come ad esempio l’Iran, la Cecenia o lo scudo antimissili europeo, erano stati finora risolti o controllati senza il verificarsi un ampio disaccordo come quest’ultima volta.

Uno dei punti focali della politica estera di Obama era di agire in coordinamento con la Russia nelle aree in cui avevano interessi comuni, e cercare di trovare sempre un accordo amichevole, anche quando le opinioni fossero state diverse. Questa era l’essenza della “riprogrammazione” delle relazioni diplomatiche con la Russia, e ciò era stato proposto fin dal primo giorno di governo dell’attuale amministrazione. Invece ora il progetto di “riprogrammazione” sembra essere in serio pericolo.

“Di fronte alla realtà concreta di un Consiglio di sicurezza neutralizzato”, ha dichiarato ieri Hillary Clinton, “dobbiamo raddoppiare i nostri sforzi al di fuori delle Nazioni Unite, con gli alleati e i partner che credono nel diritto del popolo siriano per un futuro migliore”. “Lavoreremo”, ha aggiunto, “per chiarire a chi ancora continua a finanziare il regime di Assad e ad inviargli armi, che tutto questo viene usato contro cittadini siriani inermi, tra cui donne e bambini”. Queste affermazioni schierano decisamente gli Stati Uniti e la Russia su lati opposti dinanzi questa crisi, che potrebbe finire con conseguenze che superano i limiti del conflitto in Siria.

Gli Stati Uniti, per esempio, sono impegnati quotidianamente nella forsennata corsa contro il tempo per evitare che l’Iran, un altro paese alleato della Russia, riesca a portare a termine la costruzione di armi nucleari. I rischi di una deriva militare si moltiplicherebbero nel caso in cui Washington prendesse la decisione di agire in pieno contro la posizione della Russia.

Ci sono molteplici scenari, Medio Oriente, Asia, Europa dell’est, dove una ripresa della tensione tra Russia e Stati Uniti potrebbe avere effetti negativi. Nessuno dei due paesi sta in questo momento scommettendo su questa direzione, ma il probabile ritorno al Cremlino di Vladimir Putin, può favorire Mosca verso la via di una rinascita del nazionalismo russo, apertamente anti-americano.

Per quanto riguarda gli Stati Uniti, sia le dichiarazioni di dichiarazioni della Clinton che quelle di Obama, che ha ribadito la necessità di fermare l’eccidio siriano, mettono in chiaro che questa amministrazione dà la priorità al suo ruolo di difensore della democrazia e delle libertà nella primavera araba, con il rischio di un disaccordo con la Russia. Obama infatti cerca di preservare il prestigio della sua nazione, prima di tutto. Quando arrivò il momento, Obama lasciò difatti cadere un alleato decennale, come Hosni Mubarak, per non perdere l’affetto del popolo d’Egitto.

In Libia, con Muammar Gheddafi, storico alleato della Russia, tutti i paesi occidentali hanno fatto affari fino a quando non sono stati obbligati ad intervenire militarmente per rovesciarlo. Gli Stati Uniti hanno agito più confusamente in Bahrain, dove invece è coinvolto un alleato fondamentale per Stati Uniti coinvolti, ovvero l’Arabia Saudita.

IL MINISTRO DEGLI ESTERI RUSSO INSONTRA ASSAD

(ADNKRONOS) – Ogni leader di un Paese deve essere consapevole delle proprie responsabilità. Lei è consapevole delle sue». Lo ha affermato il ministro degli Esteri russo, Sergei Lavrov, parlando a Damasco con il presidente siriano Bashar al-Assad. «È nel nostro interesse che i popoli arabi vivano in pace e in armonia», ha proseguito Lavrov, stando a quanto riferisce l’agenzia di stampa russa Ria Novosti. Dopo il veto di Mosca e Pechino alla risoluzione del Consiglio di Sicurezza Onu sulla Siria, Lavrov è giunto stamani a Damasco con responsabile dell’intelligence estera, Mikhail Fradkov, per colloqui con le autorità siriane con l’obiettivo di arrivare a una «rapida stabilizzazione della situazione in Siria». 

 

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One Comment

  1. luigi bandiera says:

    Cosa dire, Gheddafi e’ stato proprio sfortunato.

    Ma viste le tante “PRIMAVERE” pensavano di allargarle in tutto il merditerraneo. Eppoi la frase TOP “ESPORTIAMO LA DEMOKRAZIA la’ dove ci sono le diittature”.

    Ma che bravi questi occidentalKomunisti. Sono proprio solidali. Gnam gnam…

    E prima di discuterne giu’ “bombe intellighenti”.
    Certo che le bombe saranno anche intellighenti ma allora gli ignoranti chi sono..??

    E siamo a sempre con la BORA DI GUERRA, si direbbe venti di guerra, ma meglio cambiare se no ci si annoia.

    E allora, visto che non sevono commenti corposi, riporto una mia che recita:
    l’homo, mai stato sapiens sebbene va in te la Luna, da’ da sempre un solo ed unico frutto, cioe’: PIANTI, STRIDOR DI DENTI e STRAGI DI INNOCENTI..!

    Amen

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