Siria: strage nei quartieri cristiani. Massacro ad Aleppo

di REDAZIONE

Due autobomba in altrettanti quartieri cristiani di Damasco e Aleppo sono esplose oggi a due giorni dall’annunciato arrivo della delegazione vaticana e negli stessi istanti in cui l’inviato Onu Lakhdar Brahimi riceveva dal presidente Bashar al Assad l’assicurazione che la Siria accetterà la tregua di 72 ore, proposta dal diplomatico algerino solo dopo la cessazione degli “atti di terrorismo” compiuti da “bande armate sostenute dall’estero”. “Terrorismo del regime” Š stato invece definito dai residenti di un quartiere di Aleppo il bombardamento di artiglieria compiuto dalle forze fedeli ad Assad su Masaken Hanano, rione nella parte orientale della citt… solidale con la rivolta. In tutto il Paese, secondo i Comitati di coordinamento locali – gruppi di cittadini comuni delle regioni colpite dalle violenze – si sono registrati finora 97 uccisi, di cui cinque minori e cinque donne.

Sono cifre che è impossibile verificare in maniera indipendente e che non tengono sempre conto delle vittime militari governative e ribelli. Tra quelle civili, ben 55 si sono registrate a Damasco e dintorni. Dalla scorsa notte, nella capitale si sono avuti scontri tra ribelli e governativi e i suoi sobborghi orientali e nord-orientali sono stati ripetutamente colpiti dall’artiglieria e dall’aviazione. L’agenzia ufficiale Sana non dà conto dell’uso dell’aviazione e dell’artiglieria per sconfiggere quelli che chiama “terroristi”. La Sana parla anche oggi di numerosi terroristi uccisi e del ritrovamento di un loro covo a Harasta, sobborgo a nord di Damasco pesantemente colpito dalla repressione militare. Ma l’attenzione dei media ufficiali è stata oggi dedicata alle due esplosioni che hanno colpito rispettivamente la piazza di Bab Tuma, uno degli ingressi al quartiere cristiano della città vecchia di Damasco, e la via dell’ospedale francese nel quartiere siriaco di Aleppo, nella zona ancora controllata dai governativi. Nel primo attentato, eseguito con un ordigno posto sotto un’auto parcheggiata, sono morte – secondo il bilancio ufficiale impossibile da verificare in maniera indipendente – 13 persone e 29 sono rimaste ferite. Come di consueto, i media ufficiali non riferiscono le generalità delle vittime‚ non distinguono tra vittime civili, militari e di polizia. L’attentato è avvenuto di fronte a un commissariato di polizia e i testimoni intervistati dalla Sana parlano di “anziani e bambini tra i martiri” ma nessuna fonte riesce a esser più precisa. Ancor più vaga e contraddittoria la ricostruzione dell’attentato “suicida” – secondo il racconto ufficiale – compiuto ad Aleppo: inizialmente i media governativi avevano detto che non vi erano state vittime ma solo danni materiali.

In seguito, la tv di Stato ha parlato di un bilancio pesantissimo: 31 uccisi. Poi, in serata, la notizia è sparita da quelle pubblicate dall’agenzia Sana, dove tra l’altro non compare alcun riferimento alle vittime del bombardamento su Masaken Hanano di Aleppo n‚ a quelle altre uccise dalla repressione militare del regime. I Comitati di Aleppo hanno pubblicato due video eloquenti del “massacro” di Masaken Hanano: il primo realizzato subito dopo l’arrivo dei letali colpi di artiglieri e la concitazione dei soccorsi in mezzo alle urla disperate dei familiari degli uccisi; il secondo che mostra le vittime avvolte in lenzuoli bianchi macchiati di sangue. In mattinata, Brahimi aveva ricevuto da Assad la promessa che il governo siriano “aprirà a ogni sforzo sincero per una soluzione politica della crisi” sulla base però “del rifiuto del terrorismo e dell’ingerenza straniera”. Citato dalla Sana, Assad ha detto che prima di tutto devono cessare le azioni terroristiche e il sostegno ai terroristi da alcuni Paesi della regione. Brahimi, che domani sera tornerà al Cairo, ha detto di aver lanciato un appello a “ciascun siriano” per una tregua unilaterale “a partire da oggi o da domani” in occasione della festa del sacrificio, principale ricorrenza islamica che quest’anno comincia il 26 ottobre e si conclude il 29 del mese. “E’ un’iniziativa personale – ha detto Brahimi – e non un piano di pace dettagliato”.

*FONTE ANSA

Print Friendly, PDF & Email

Recent Posts

Leave a Comment