SIRIA, NOTIZIE CONTRADDITTORIE: GENOCIDIO O PANZANE NATO?

di REDAZIONE

L’informazione si spacca in due quando si parla di Siria. Da un lato, chi sostiene che ciò che sta accadendo in quel paese viola ogni diritto umano, chi – soprattutto in rete – rilancia un po’ di contro informazione, sostenendo che la Nato falsifica le notizie.

Cominciamo dalla versione ufficiale, che afferma – senza timor di smentita – che in Siria la situazione si è ormai deteriorata, la violazione dei diritti dell’uomo è sistematica, tanto che si può parlare di crimini contro l’umanità paragonabili ai massacri di Srebrenica e Sarajevo. È ora che Bashar al Assad si faccia da parte, sul modello di quanto accaduto in Yemen con la rinuncia al potere del presidente Saleh, e che le opposizioni si compattino. In questo quadro, l’Onu e la Lega Araba devono continuare a lavorare insieme, con l’auspicio che tutti i membri del Consiglio di Sicurezza si muovano in sintonia perchè a rischio c’è la credibilità della comunità internazionale. All’indomani delle forti condanne contro il regime siriano da parte del presidente americano Barack Obama, del segretario generale dell’Onu Ban Ki-moon e dei leader europei, il ministro degli Esteri Giulio Terzi e il suo omologo turco Ahmet Davutoglu fanno a Istanbul il punto sulla situazione in Siria e si trovano d’accordo sulla strada da seguire per mettere fine alla crisi. Per il capo della Farnesina il regime sta agendo in modo «cinico, violento e barbaro» commettendo in modo sistematico violazioni e crimini contro l’umanità. Violenze che il ministro degli Esteri turco non esita a paragonare ai massacri di «Srebrenica e Sarajevo», un riferimento che Terzi ha definito «pertinente». È «inaccettabile» che alla Croce Rossa Internazionale continui ad essere impedito l’ingresso ad Homs, ha detto il ministro italiano riferendosi ai fatti accaduti ancora ieri nella città devastata da un assedio lungo più di tre settimane.

Per uscire dalla crisi, Italia e Turchia si trovano d’accordo su una «soluzione yemenita», «la via più praticabile» per Terzi. Assad ha ormai perso credibilità, «ci deve essere un ricambio», come avvenuto in Yemen con la rinuncia del potere da parte del presidente Saleh e lo svolgimento di nuove elezioni, perchè il rischio alto è quello di una «guerra civile». Del ‘modello yemenità oltre a Davutoglu parlava oggi il presidente turco Abdullah Gul in una lunga intervista alla Reuters pubblicata sul quotidiano turco Hurryet. Quanto al dopo Assad, il capo della diplomazia italiana ha sottolineato inoltre che la fine della crisi può avvenire solo nel pieno rispetto dei diritti dell’uomo, delle minoranze religiose e della libertà di culto. In questo quadro, l’Onu e la Lega Araba devono continuare a collaborare: «credo che sia importante che da Tunisi sia uscita una maggiore unità di intenti tra Nazioni Unite e Lega Araba attraverso la designazione di un inviato speciale così autorevole come Kofi Annan».

L’auspicio dell’Italia è anche però che l’Onu faccia la sua parte, che «tutti i membri permanenti del Consiglio di Sicurezza dell’Onu si muovano in sintonia e »con il convincimento che qui è in gioco la credibilità delle nostre coscienze. Su una situazione, quella in Siria, già di per sè complicata pesa anche l’incognita Iran. Per Terzi, «l’Iran è una minaccia alla stabilità regionale» e «il regime siriano di Assad è stato il suo alleato più stretto». Difficile però prevedere avere quale ruolo potrà svolgere Teheran nella regione con l’evolversi della crisi in Siria.

Da un’altra parte, invece, ecco un pezzo che inizia in maniera perentoria: “Tutto ciò che ci dicono sulla rivoluzione in Siria é una grande menzogna. Ecco le dettagliate prove di come la Nato stia architettando una fantomatica ribellione popolare per muover guerra ed invadere l’ennesimo stato medio-orientale, il tutto all’ombra dell’opinione pubblica, incantata per l’ennesima volta dalla sconcertante disinformazione, orchestrata ad-hoc su scala planetaria”!

Per saperne di più, potete continuare a leggere e vedere una serie di video corredati su questo sito: http://ilcorsivoquotidiano.net/2012/02/15/propaganda-nato-siria/.

Per certo, in quell’area la situazione è tutt’altro che normalizzata e anche Bashar al Assad, come è stato per Gheddafi, pare avere i giorni contati, basti pensare che solo due giorni fa Cameron – il premier inglese – ha auspicato un intervento militare.

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2 Comments

  1. fabio ghidotti says:

    attenti a non cadere nel solito discorso paranoico complottista (la forma preferita da quell’odio anti – USA che in realtà è una forma mascherata di antisemitismo).
    Certo non è facile sapere tutta la verità su ciò che accade in uno Stato di polizia quale è sempre stato quello siriano. Ma che anche li’ siano arrivate le inquietudini che hanno (finalmente) scosso molti regimi arabi non lo si può negare.
    Ci sono testimonianze ben diverse, da osservatori stranieri che hanno riferito i fatti siriani (e qualcuno ci ha rimesso la vita: invenzioni di un complotto anche lui?)
    L’unico aspetto positivo della dittatura siriana era il suo (a volte feroce) carattere laico, agli antipodi del fanatismo dei regimi islamici che sono nel mirino di NOI occidentali. Aggiungendo che la Siria non ha petrolio (altro tema caro agli anti – USA), qualcuno deve spiegare quali sarebbero le motivazioni complottiste, se non vuole passare per paranoico.
    Respinta la motivazione dell’accerchiamento del regime persiano, perchè non ce n’è assolutamente bisogno (gli ayatollah si stanno già incaprettando da soli).

  2. Luporobico says:

    Ho paura che in Siria stia succendendo come in Libia.
    I media falsificano le notizie,invadono e tolgono di mezzo i leader che non si erano ancora piegati agli occidentali,facendoli passare come il male assoluto.
    In Libia stavano bene,con una stato sociale da fare invidia a tutto il mondo,erano lo stato meno indebitato del pianeta e molto altro ancora.
    Ma gli u.s.a e i suoi cagnolini non dicono questo.

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