Sindaco di Cantù: “Immorale pagare imposte a uno Stato clientelare”

di CLAUDIO BIZZOZZERO*

Scrivo questa lettera a tutti voi, perché dopo cinque mesi dalla mia elezione alla carica di sindaco della nostra città, sono oggi molto più arrabbiato di quanto non lo fossi cinque mesi fa e con questa lettera voglio dunque spiegarvene le ragioni. Nel corso di questi cinque mesi non ho passato giorno senza ricevere richieste d’aiuto da parte di imprenditori con l’acqua alla gola o sull’orlo del fallimento, cassaintegrati e disoccupati allo stremo delle forze, padri e madri di famiglia che non riescono più a pagare il mutuo, le bollette sempre più salate, l’affitto, e persino i beni di primaria necessità. Storie quotidiane di nuova dilagante povertà che mi tolgono letteralmente il sonno. Ne cito una, l’ultima, per ora, di una lunga serie: una giovane donna sola, che a gennaio ha perso il lavoro, e da allora tenta di sopravvivere, insieme alla sua bambina di sette anni, con 200 euro mensili, appena sufficienti per comprare pane, pasta e riso.

Nel contempo, in questi stessi mesi, ho continuato, come nei vent’anni precedenti, a leggere sui giornali di indecenti finanziamenti ai partiti ed ai loro giornali e fondazioni, e di parlamentari, ministri, consiglieri e assessori regionali, di tutti i partiti, senza distinzione fra destra, centro e sinistra, che oltre a beneficiare, tutti quanti, onesti e disonesti, di privilegi vergognosi, si appropriano spesso di denaro pubblico per acquistare ostriche, barche, macchine di lusso, o per pagarsi il dentista o la vacanza per sé e per i propri familiari ed amici. E come se non bastasse, taluni fanno addirittura affari con la criminalità organizzata. Infine, in questi stessi cinque mesi, io e gli altri componenti di Giunta siamo stati costretti a fare continuamente salti mortali, alzando le imposte locali e tagliando servizi ai nostri cittadini, per tentare di far quadrare un bilancio comunale ridotto all’osso dai continui tagli, lacci e gravami che il governo impone, praticamente quotidianamente, al nostro come a tutti gli altri comuni italiani.

Queste cose io credo che un sindaco abbia il diritto e, soprattutto, il dovere di denunciarle a voce alta. E non accetto che taluni rappresentanti di partito dicano che il mio ruolo istituzionale richiederebbe, come è stato scritto, “maggiore responsabilità”. Al contrario io credo che sarei un irresponsabile se tacessi. Il silenzio istituzionale su queste vergogne è infatti, a mio avviso, la causa principale del disastro in cui versa oggi il paese. E dunque io non intendo affatto tacere. Ma non mi sorprende, ovviamente, che siano uomini di partito a pensare che un sindaco debba stare buono buono in un angolo ad ingoiare rospi. Loro sono abituati a ragionare con una mentalità distorta dalla faziosità. Io credo, al contrario, che sia irresponsabile ed anzi addirittura immorale stare dentro un partito, qualsiasi partito, che benefici di finanziamenti per i quali il popolo italiano con referendum aveva manifestato la sua totale contrarietà, ed usufruisce di privilegi veramente immorali.

Non accetto dunque suggerimenti e, meno che meno, lezioni da chi sta dentro un partito e ritengo invece che questa gente, piuttosto, considerando quanto danno i partiti hanno prodotto in questo paese, dovrebbe avere il pudore di nascondersi o, quantomeno, di starsene zitta invece di dispensare lezioni al prossimo. Ma evidentemente c’è gente, nei partiti, che non ha il senso del pudore né della decenza. Io la penso in maniera del tutto opposta rispetto a questa gente e per questo, nei giorni scorsi, ho voluto dirlo con chiarezza toccando il solo tasto rispetto al quale, ovviamente, i partiti ed i loro lacchè risultano molto sensibili: il tasto delle imposte. Tasto dolente, perché ridurre, per legge o per scelta popolare, il livello delle imposte, significa togliere ossigeno al sistema corrotto dentro il quale i partiti sguazzano da decenni.

E qui voglio dunque ribadire, con ancor maggiore decisione, il concetto già espresso pubblicamente nei giorni scorsi: in una situazione vergognosa e sfrontata com’è quella in cui versa in nostro paese da decenni, a causa della spudorata partitocrazia italiana, una situazione nella quale le tasse che i cittadini onesti versano all’erario servono ad ingrassare i partiti e tutti coloro che gravitano dentro ed intorno ad essi, se un imprenditore mi confessa che senza evadere il fisco non riesce più a tenere in piedi la sua azienda, io non solo lo comprendo ma addirittura, moralmente, lo giustifico. E lo giustifico, innanzitutto, perché per quanto mi riguarda, di fronte all’alternativa fra pagare tali e tante tasse ingiuste e perciò chiudere o rischiare di chiudere i battenti della sua azienda e licenziare i dipendenti, oppure non pagarle, in tutto o in parte, e così continuare a fare impresa, è a mio avviso del tutto morale, anche se non legittimo, scegliere la seconda alternativa. Ma in più aggiungo che, a mio personale avviso, è doppiamente immorale pagare le tasse ad uno Stato che non le utilizza per migliorare i servizi al cittadino (che in Italia peggiorano a vista d’occhio e subiscono continuamente i reiterati tagli del governo) ma, al contrario, le utilizza per mantenere i privilegi intollerabili di partiti, parlamentari, ministri, consiglieri ed assessori regionali e provinciali, nonché dei loro lacchè, servitori e clienti.

In condizioni simili, a mio avviso, non è affatto immorale evadere il fisco ma lo è, piuttosto, pagare le imposte ad uno Stato che le utilizza per mantenere tali e tanti parassitismi e privilegi. L’immoralità e l’illegalità, in questo nostro ingiusto Paese, non è infatti di chi evade il fisco per la necessità di non fallire o licenziare, oppure, nel caso dei lavoratori dipendenti, fa del lavoro nero o fuori busta per mantenere la famiglia, ma piuttosto dello Stato che massacra gli onesti e non fa nulla contro i parassiti che si annidano ovunque e le sanguisughe che ingrassano e gozzovigliano col sangue degli onesti e dei poveracci, togliendo loro letteralmente il pane di bocca, come oggi purtroppo accade in Italia. E come potrei, inoltre, da sindaco, non comprendere le lamentele legittime dei miei concittadini contro le istituzioni statali ed i partiti statali, quando io stesso, nel mio ruolo istituzionale, son costretto da quelle stesse istituzioni statali a contare i pannolini per le scuole materne ed i rotoli di carta igienica per le elementari, e ad applicare un’imposta ingiusta come l’IMU (che sommata a tutte le altre imposte comunali non arriva neppure al 2% dell’intero ammontare delle imposte che in Italia versiamo all’erario) la cui entrata è appena sufficiente per chiudere al minimo il bilancio del mio comune, mentre all’ombra dello Stato e delle Regioni, approfittatori e parassiti di ogni genere, gozzovigliano alle spalle del futuro dei nostri figli.

E’ infatti noto che l’ammontare complessivo del peso fiscale in Italia, sommando imposte dirette ed indirette, è oggi assolutamente insopportabile e supera abbondantemente, se sommato agli oneri sociali, il 70% del reddito lordo complessivo prodotto dai cittadini onesti. E’ inoltre noto, e lo ribadisco, che ogni impresa, in questo momento, se paga tutte le tasse, le imposte e i balzelli che lo Stato gli impone, chiude i battenti nel giro di una settimana. Ma occorre anche aggiungere che il peso di questo fisco strozzino non grava solo sugli imprenditori di ogni settore, ma anche sui singoli lavoratori dipendenti. E questo giustifica, per esempio, il fatto che qualsiasi lavoratore dipendente dotato di buon senso, se può, preferisce farsi pagare gli straordinari fuori busta. Perché è infatti evidente che il costo del lavoro in Italia, certamente alto se valutato sulla base della competitività internazionale, non dipende affatto dal salario netto dei lavoratori dipendenti (che sono fra i peggio pagati in Europa) quanto piuttosto dal fatto che se un lavoratore intasca 1000 euro netti al mese, il costo per l’azienda che lo ha assunto è di più di 2500 euro, a causa del fatto che molto più di quel che il lavoratore intasca finisce nel pozzo senza fondo della spesa statale utile ad ingrassare i parassiti di Stato. Ed è ovvio che qualsiasi imprenditore preferirebbe pagare di più i suoi dipendenti e buttare meno soldi nel pozzo nero dello Stato.

Tutto questo mi fa dire, senza timore di smentita e senza mezze misure, che lo Stato oggi, in Italia, è ormai uno strumento nelle mani dei furbi, dedito allo strozzinaggio legalizzato ai danni di Comuni, imprese e contribuenti onesti, al solo scopo di garantire privilegi e parassitismi intollerabili, che si annidano in profondità dentro ed intorno al sistema nazionale dei partiti. Queste non sono opinioni del sindaco di Cantù ma fatti indiscutibili. Verità oggettive. E chi le nega, evidentemente vive fuori dal mondo oppure ha interesse a negarle, magari perché sta dentro, o gravita intorno, al corrotto sistema dei partiti nazionali (composto, lo ripeto, da tutti i partiti di qualsiasi colorazione, nessuno escluso) e perciò beneficia, direttamente od indirettamente, delle vergogne della spudorata partitocrazia italiana.

Una situazione di questo tipo sarebbe difficilmente tollerabile persino se vivessimo in Danimarca (paese nel quale i servizi pubblici sono assolutamente d’eccellenza), ma diventa del tutto intollerabile se si vive in un paese come l’Italia, in cui il livello dei servizi pubblici è il peggiore d’Europa. Ed è doppiamente intollerabile se si pensa che, come dicevo, nel nostro paese il denaro pubblico viene principalmente utilizzato per mantenere ingiustizie di ogni genere che si accompagnano a livelli di corruzione da terzo mondo. Affermare queste verità, come ho fatto nei giorni scorsi e come qui ribadisco, non significa certo invitare i cittadini ad evadere il fisco. Significa piuttosto esprimere, da Sindaco oltre che da cittadino, la totale comprensione per chi fatica a pagare le imposte e per chi decide di non pagarle, nonché la personale indignazione e rabbia per le scelte scellerate di uno Stato che, da un lato, mette irresponsabilmente in ginocchio le imprese (e , di conseguenza, i lavoratori) e con esse gli enti locali (ai quali impone vincoli e tagli che più assurdi ed ingiusti non si può, costringendoci ad alzare le imposte locali per garantire quei servizi oggi indispensabili per la sopravvivenza di coloro che solo ai Comuni possono rivolgersi) e dall’altro lato legittima e mantiene parassitismi e privilegi degni del peggiore Medioevo. E a chi pensa che io esageri dicendo queste cose, o addirittura s’indigna se un Sindaco grida ad alta voce queste verità evidenti, voglio addirittura dire di più: se avessimo più coraggio tutti quanti (Sindaci, imprenditori, lavoratori, pensionati, giovani), dovremmo organizzare una rivolta fiscale condivisa, che metta finalmente in ginocchio e butti fuori dallo Stato i parassiti ed i privilegiati della partitocrazia. Questa sarebbe la sola cosa utile da fare in questo momento. E la storia ce lo insegna. Un grande paese come gli Stati Uniti, non è forse nato da una rivolta fiscale? Senza quella rivolta, probabilmente l’intero nord America sarebbe ancora una semplice colonia inglese. Dunque un grande paese come l’Italia non potrebbe forse rinascere, e sarebbe ora, facendo altrettanto?

Concludo scusandomi con tutti voi, perché in una situazione di questo tipo io sono costretto ad applicare a voi ed a me stesso imposte locali che giudico ingiuste. Sappiate che preferirei chiudere il bilancio del nostro Comune riprendendomi, come sarebbe giusto, i soldi che lo Stato strozzino ci toglie ogni giorno per mantenere i suoi privilegi. Ma, purtroppo, questo non è in mio potere. Sappiate però che le imposte locali (IMU e addizionale IRPEF, innanzitutto) che versate al nostro Comune servono per tenere in piedi la nostra comunità e non certo per mantenere privilegi che, da che ci siamo noi, a Cantù non esistono più né esisteranno in futuro, per lo meno finché a governare la nostra città continueremo ad essere noi. Purtroppo vorrei fare di più, molto di più, per migliorare la nostra città, ma la situazione contabile del nostro Comune è in questo momento, a causa delle citate scellerate scelte statali, assolutamente allucinante e mi consente, a mala pena, di gestire l’ordinario.

Sperò però che le mie recenti prese di posizione in materia di fisco, che qui ho voluto ribadire a voi tutti, ed il conseguente clamore che hanno già suscitato, convincano anche altri sindaci ad alzare la testa con coraggio (come mi pare stia in parte già accadendo) in modo che si possa, insieme, dare una spallata al sistema dei partiti per riappropriarci, finalmente, della nostra democrazia della quale, da troppo tempo, i partiti ed i loro uomini ci hanno espropriato.

*Sindaco fieramente civico del Comune di Cantù

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27 Comments

  1. Un alpino genuino says:

    La patrimoniale sulla casa inventata da ladri di professione che confezionano le gabelle, chiamata imu, e che al 50 % va allo stato (per i vari porcili e varie porcate) è illegittima; come è possibile che per evidenti sperperi il gruppo di arraffoni che si è insediato nello stato requisisca una quota di casa? Per me ilo cittadino che non ha i soldi per pagare il saldo non lo paga al limite lo stato mette un vincolo alla quota di immobile corrispondente con quanto il cittadino non ha pagato per impossibilità materiale, vincolo che appena potrà pagare verrà tolto. Ma dove siamo porci come i vari fioriti deliberano di sperperare 20 milioni, si fanno spese folli per caccia,tav,e di tutto ecc. e si ruba una porzione di casa; il Comune poi ha diritto a quello che necessita per ilo suo funzionamento pero’ anche il comune deve fare un elenco delle cose primarie e non requisire soldi per aiole, illuminazioni, cene con ostriche e vini francesi perchè se no’ nono ci siamo; l’ aliquota imu deve garantire il comune per le cose necessarie e ineluttabili. Lo stato deve eliminare gli sperperi folli, altro che patrimoniale sulla casa. Il sig. Monti o si sveglia o vada a casa, solo Napoleone, e prima gli ungari e i barbari hanno requisito la casa alla povera gente e ai contadini. Prof. studi la gabella perchè non ci siamo, e la adegui al buon senso, sono sicuro che Lei è una PERSONA SERIA.

  2. sergio says:

    grande Claudio, sono orgoglioso di averti votato!
    sai che ti ho sempre apprezzato ed una volta tanto ricevo conferme nelle convinzioni che ho espresso votandoti ed invitando a votarti!!
    spero proprio che riuscirai a trasmettere questo tuo positivo contagio anche ad altri sindaci perchè ripartire dal basso, cioè dai Comuni, è oramai l’unica speranza rimasta, ammesso che siamo ancora in tempo, perchè di tempo ne è rimasto ben poco, la fiammella è sempre più flebile

  3. clelia says:

    Caro Sindaco Bizzozzero,
    la voglio Sindaco di Milano.
    Lei ha espresso cio’ che quasi tutti gli italiani pensano, Sono convinta anch’io che ormai è l’ora di una rivolta, Qualcuno dovrà iniziare e poi sono sicura sarà una valanga di dimensioni pazzesche.
    Buon lavoro e continui così
    Clelia

  4. Marty says:

    Bell’articolo di protesta.
    Ora bisogna capire quali sono le reali soluzioni ai problemi elencati.

    Restando in italia è semplice: non ci sono soluzioni. Siamo destinati a fare tutti la fila alla caritas, o lavorare come cinesi per una vita e dei servizi da Nigeria. Se non è quest’anno sarà il prossimo o quello dopo ma finirà male.

    Una soluzione c’è ed è fattibile: basta volerlo.
    E’ l’indipendenza della Lombardia da questo stato morente.

  5. @le says:

    Le considerazione sono sacrosante da parte di Bizzozzero, ma le AZIONI IN CONCRETO contro lo stato italiano a quando?

    Basta Italia e Lombardia Indipendente subito!

  6. Mario Giusto says:

    50 MILIONI DI DEFICIT!!!
    E CATANIA CHE NE HA SUCCHIATI 200 DA ROMA PER NON FALLIRE?

  7. kappaesse says:

    E’ troppo comodo sparare contro tutti i partiti, ora che la nave sta affondando,
    da simpatizzante compagno, in un paese distrutto proprio dal socialismo reale di stampo bulgaro, per favorire i poteri forti e le caste di stato. I governi di centro sinistra degli ultimi 40 anni non hanno fatto altro che legiferare contro chi produceva, mentre quelli di centro destra in realtà non erano altro che ex socialisti ed ex democristiani, ed hanno continuato nella stessa azione predatoria.
    E’ troppo comodo escludere i comuni da tutte le altre istituzioni di questo staterello coloniale, quando non sono altro che i primi gabellieri per conto dello stato,
    (ed in maniera illegittima, vedi ad esempio la Tarsu).
    Vi invito a leggere questo post scritto da un funzionario pubblico, che rende l’idea di cosa siano i comuni, quelli che dovrebbero essere vicini ai cittadini, ma in realtà sono una fogna.

    http://www.umbria24.it/perugia-%C2%ABio-testimone-reati-abusi-potere-costretto-andare-vivere-all%E2%80%99estero%C2%BB/84072.html

    E’ troppo comodo lamentarsi ora, quando è chiaro da anni, almeno cinque, dal dopo Lehman, che il sistema sta saltando, ed è impossibile mantenere i baracconi di stato ed i loro privilegi così come sono strutturati, comuni compresi, pieni e strapieni di debiti.
    E si perché se i comuni non facevano opere, molte volte perfettamente inutili, si stava fuori dal coro debitorio, e la cosa non era corretta. Ora il conto arriva anche per queste scelte, e chiunque fosse stato nell’ambito della macchina comunale, sapeva benissimo di questa situazione, ed a cosa sarebbe andato incontro divenendo Sindaco.
    Solo ingenuità?
    Nel privato i lavoratori in esubero si lasciano a casa, nel pubblico questo non avviene, per i cosiddetti servizi, costituiti in larga parte da montagne di carta inutile, e da pochi servizi veri, strapagati.
    A casa!

    • mi associo, comuni fogna non sono una novità per chi li abbia frequentati dal di dentro, replica esatta di Roma.
      Finché i cittadini tollerano l’innalzamento delle imposte comunali in cambio di NULLA, Roma prospererà alla grande per un altro millennio.

      Che mi dite, ad esempio, del comune di Vercelli?
      http://www.quotidianopiemontese.it/2012/06/28/il-comune-di-alessandria-dichiarato-dissesto-finanziario-dalla-corte-dei-conti-verso-il-fallimento/

      • kappaesse says:

        Quando gli amministratori del comune di Alessandria sperperavano, dov’era la corte dei conti, a godersi i lauti stipendi e fregarsene, perchè convinta come tutte le “istituzioni” di stato, che la cuccagna non sarebbe mai finita?
        Quando richiedeva la documentazione in merito ai bilanci dei comuni, e poi buttava tutto in uno stanzone pieno di faldoni, sbattendosene le palle, dov’era la corte dei conti?
        E’ dov’era la procura della corte dei conti, quando riceveva denunce-esposti dei cittadini, sull’applicazione illegittima di tasse come la Tarsu, e delle sentenze delle commissioni tributarie in violazione di leggi dello stato?
        Ed ora dichiara il dissesto finnaziaro. A cosa serve allora questa istituzione superpagata?

        • Mario Giusto says:

          E dov’erano i revisori dei conti!!
          SONO TRE E DOVREBBERO CONTROLLARE CHE IL BILANCIO QUADRI!
          DOVER’ANO
          E perché al Sud si continua a salvare comuni e regioni FALLITE, invece al nord se ne infischiano!

  8. Leghistanco says:

    Pare che Bizzozzero abbia dato del “mangiapane a tradimento” al deputato leghista Nicola Molteni, all’opposizione in Comune.
    Alcuni consiglieri affermano che gli abbia anche detto:” Mi auguro che ti mandino a casa a calci nel culo !”.

    Bizzozzero: fai seguire i fatti alle parole !

    Posso prestarti i miei scarponi nuovi, non ancora calzati, n° 43, suola Vibram !

  9. Andrea Zucchi says:

    Standing Ovation per il Sindaco e … un suggerimento.

    Usi un po’ di quei fondi per organizzare la prima fiera del libero pensiero, mi propongo per collaborare.

    Libero pensiero genera libero scambio che genera uomini liberi

  10. Dan says:

    Signor Sindaco, prenda esempio da quel paese in Catalogna: dichiari il territorio del suo comune, libero, sovrano ed indipendente dallo stato italiano.
    Ammaini le bandiere italiote ed europee dal balcone del municipio, definisca dei confini e li faccia pattugliare.

    Purtroppo troppa gente crede di compiere una qualche sorta di peccato se non si svena per mantenere il moloch parassita di roma: va quindi istruita che non c’è nessun peccato ne tanto meno reato nel poter sopravvivere.

  11. Francesco says:

    bravo sindaco, solo non capisco perchè scrivere ancora italia e stato con l’iniziale maiuscola. La rivolta fiscale può partire solo dai sindaci, quindi bisogna unirsi fregandosene altamente del sistema italia, semplicemente non riconoscendolo più, come alcuni sindaci stanno facendo in Catalogna. Il nostro territorio sta morendo e, nonostante la storica pavidità della sua gente, abituata solo a lavorare e lamentasi, e per questo principale colpevole dello scempio attuale (un popolo che non si autodifende merita questa fine), i tempi potrebbero essere maturi per una storica presa di coscienza collettiva che potrebbe anche portare alla formazione di un territorio cuscinetto tra italia e Svizzera, costituito dalla nuova provincia insubre. Per tutto questo bisogna avere le palle, e Bizzozero sembra averle. Essere sudditi non ha mai avuto senso, ma la nostra gente l’ha accettato in cambio di un provvisorio benessere economico: ora che quest’ultimo non c’è più, si vedono i risultati della rinuncia all’autodeterminazione e all’identità.

  12. elisa belloni says:

    buon giorno
    è ora di togliere i privilegi ed i grassi stipendi di questi parassiti. per un po’ di anni, queste persone(sempre se lo sono) dovrebbero percepire 3000euro mensili, mi pare uno stipendio molto dignitoso e, a mano a mano che l economia migliora, si potrebbe poi aumentare lo stipendio a questi parassiti mangioni. questa, mi pare una logica migliore che non tutte le cazzate che quei “professori” del cavolo stanno attuando

  13. Teresa says:

    Caro Sindaco Lei ha ragione, a mio avviso, su tutto. Manca però un considerazione fondamentale: va benissimo prendersela coi partiti che certamente hanno tanti difetti e hanno fatto tante brutte cose, però va anche detto che questo sistema è stato sempre avvallato, insieme a tutti gli altri carrozzoni italici, da un popolo menefreghista, benaltrista, obbediente e persino contento di sventolare il tricolore, simbolo delle vessazioni che danneggiano, diciamocelo chiaramente, SOPRATTUTTO IL NORD, essendo il Sud pieno di dipendenti pubblici, falsi invalidi, baby pensionati, operai di fabbriche sostenute dai sindacati e dalle commesse statali… Parassiti! Alla stregua dei partiti politici.
    Mi fa piacere dunque che Lei insorga, che si unisca al nostro sdegno. Cerchiamo però anche di canalizzare la protesta, finalmente arrivata anche dal mondo “civico”, per costruire qualcosa di nuovo (e di buono), cioè uno Stato vero, libero, indipendente e federale, democratico e partecipativo, uno Stato dove sviluppare le nostre culture laboriose e godere anche dei frutti che esse producono… Frutti oggi sottratti sì dal “Sistema-Italia” e dalla politica, ma non solo a vantaggio dei partiti, ma anzi e soprattutto (ed è così da 150 anni) a vantaggio delle popolazioni del Meridione d’Italia, eterno fratello mutilato da mantenere. L’occasione è gradita per chiedere anche uno scatto d’orgoglio a i fratelli Meridionali: non siete stufi di essere mantenuti? Di essere considerati degli incapaci e indegni di farlo da soli??? Forza ragazzi, più libertà e giustizia (soprattutto fiscale) per tutti!

  14. Valvola says:

    Senza spegnere la luce a questi politici e politicanti per un periodo necessario al ricambio totale degli stessi non ci sara’ un futuro vero per i nostri amati e disgraziati figli

  15. Caro Sindaco, lei è esattamente come lo Stato di Roma.
    Lei alza le imposte locali e forse anche le tariffe con la solita scusa che se no non potrebbe offrire i “servizi” ai suoi cittadini, esattamente come fa Roma che continua ad aumentare le tasse agli italiani per garantire i “servizi” ai cittadini.
    Lei incominci ad ACCELERARE IL DECLINO abbassando le imposte comunali per mostrare ai suoi cittadini le contraddizioni romane.

    O forse si è già affezionato alla poltrona?

    • Giacomo says:

      Federico, io ho conosciuto personalmente Claudio Bizzozero e ti assicuro che ti sbagli di grosso. Io umanamente non riesco a capire come si possa ribattere a un’esternazione che viene dal cuore come quella di Claudio facendo della polemica sull’attaccamento allo scranno. Claudio aveva un buon lavoro prima e lo ritroverà quando smetterà di servire i cittadini. Cosa dovrebbe fare? Sopprimere dall’oggi al domani tutti i servizi comunali nel nome della scuola austriaca? Il ladro è lo stato, non i rappresentanti eletti direttamente dai cittadini al di fuori degli schieramenti partitici. Chiediamo ai cittadini se preferiscono pagare le imposte comunali per avere lo scuolabus o se sono più favorevoli alle mille forme di furto legalizzato perpetrate dallo stato maiale chiamato italia.

    • Unione Cisalpina says:

      potrebbe essere una buona proposta…

      solo ke il Sindako dovrebbe impegnarsi, nel kontempo, ad organizzare i suoi cittadini ke, a kagiòn delle poke entrate e tanti balzelli (ke ci impone lo stato, sottraendoci risdorse vitali), vedendosi privati dei servizi sociali, assistenziali, di manutenzione ordinaria e straordinaria, di skuolabus, mense, palestre, piscine e kampi sportivi, e molti altri etc. non tarderebbero a protestare…

      dicevo…ad organizzarli ed inkanalare kuella protesta x realizzare una komunitaria e solidale pubblika PERMANENTE manifestazione di dissenso, in Regione, prefetture, kuesture, kaserme di karabbbbbbineri, sedi lokali dei giornali, davanti alle abitazioni degli esponenti politici delegati a roma (di kualsiasi partito), etc.

      maturando via via e koagulandola sempre + in un kompatto movimento “antifiskale” ke agiska unitariamente e solidali tra loro, versino al komune (autorizzandolo ad usare kuei fondi a beneficio publliko lokale), le “imposte rapinatorie dal sapore di pizzo mafioso” ke roma c’impone (inkluso il famigerato ed immondo kanone rai), immoralmente ma legalmente, A MANO ARMNATA, so’ pena di passare x le sgrinfie dei suoi aguzzini (Maggggistratura, GdiF, Karabbbbineri e Forze Armate di Polizzzia) pronte ad arrestare i cittadini pacifici, indifesi e sen’armi, e manganellare pure … viltà ed orgoglio di kuesto stato bastardo levantin_borboniko romano ke ci ekuipara a sudditi e servi di lui feudatario impostore, ladro e rapinatore feroce.

    • giancarlo bonomi says:

      probabilmente hai qualcosa da perdere se un giorno si dovesse avverare quello che scrive il sindaco

  16. Alberto Pento says:

    Bravo, n’omo onesto e justo.

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