Silenzio sul federalismo, è deriva di neofascismo e neocentralismo

di BRUNO FERRETTIcattaneo

L’assordante silenzio calato sul progetto federalista coincide col ritorno di derive di stampo neofascista e fortemente centraliste. Si grida “L’Italia agli italiani” evocando la buonanima del Duce (pace all’anima sua). Dall’altra parte il Premier Renzi con pacata e paciosa arroganza cancella le “autonomie locali” puntando anche a togliere spazio anche alle Regioni. I Comuni sono ridotti ad esattori per conto terzi. Di tutte l’erbe un fascio. Si brucia il fieno con la gramigna. Rimanga solo lo stato romano e buonanotte ai suonatori.

Adesso come mai è necessario recuperare e riprendere il discorso sulla proposta federalista. Dobbiamo, facendo tesoro degli errori commessi nel recente passato, seriamente divulgare, con ogni mezzo a disposizione, il sistema di “Stato Federale”.  Il dibattito non può essere monopolizzato da una sola parte politica piuttosto che da un’altra. Il Federalismo di per se stesso appartiene a tutti e deve partire dal basso, dalle Comunità Locali. Scriveva Pierre Joseph Poudhon che “..non c’è democrazia senza federalismo e non c’è federalismo senza democrazia…”.

Che Stato vogliamo?

Prima di parlare di “Indipendenza” sarebbe necessario chiarire su quali basi istituzionali si intende costruire il nuovo Stato. E’ necessario chiarire che non nascerà una Lombardia centralista altrimenti non cambierà nulla. Il Federalismo non è un decentramento amministrativo, o un’autonomia concessa da qualcuno altrove, ma uno strumento di crescita morale e civile.

Cattaneo preferì l’esilio alla Lombardia romanizzata

Ma da dove partire ?  Chi potrebbe essere il “Padre” della Nazione ?  Noi Lombardi abbiamo la fortuna di avere una figura di riferimento incontestabile per coerenza, coraggio e pensiero. Carlo Cattaneo, Presidente del consiglio di guerra delle 5 Giornate di Milano, studioso e federalista. Preferì il volontario esilio, fino alla morte, in terra luganese che vivere nel regno dei Savoia. Da lui dobbiamo ripartire costruendo e condividendo seriamente con tutti la proposta politica chiaramente descritta in innumerevoli scritti.

Quante persone hanno mai letto qualcosa del Cattaneo? Quanti ne conoscono le vicende politiche e umane? Ebbene è nostro dovere, se aspiriamo alla Libertà,  portare alla ribalta questo nostro Padre della Nazione Lombarda.

A tal proposito lo scorso 19 dicembre abbiamo presentato la riedizione della biografia del Gran Lombardo di Romano Bracalini: “Cattaneo, il sogno di un’Italia federale e dell’autonomia dei popoli”.  L’occasione  è stata utile per far conoscere a tanti che il Risorgimento non fu che la tomba della Libertà per Lombardi,  Veneti, Liguri e produsse genocidi e massacri nelle regioni meridionali. Nasceva l’Italia nel peggiore dei modi e con i peggiori auspici. La falsità e l’imbroglio dell’intero popolo a favore di grandi speculatori sono stati il germe dal quale questa italia è cresciuta e sviluppata. Dallo scandalo della Banca Romana in poi. Oggi non è cambiato niente.

“Meglio vivere amici in 10 case che  discordi in una sola”.

 Presidente Associazione Carlo Cattaneo

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2 Comments

  1. otttimo ottimo articolo

  2. Giancarlo Pagliarini says:

    Bravo Bruno! Io praticamente non faccio altro che questo e lo sto facendo con “tutti quelli che ci stanno”.
    Dammi la tua mail, se vuoi, così ti metto nella mailing list e vedi gli incontri pubblici su Cattaneo e Costituzione Svizzera, ai quali naturalmente puoi partecipare come e quando vuoi.
    Ciao
    paglia

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