Signora Puppato, l’Italia è una tirannia ci lasci scegliere liberamente

di MICHELE BENDAZZOLI

Questo articolo è stato scritto come commento all’articolo che ha pubblicato sul suo sito la signora Puppato e che, dopo essere stato in moderazione, non ha passato per le forche caudine della censura. Anche questo ci pare un sintomo del vero spirito “democratico” che anima gli appartenenti a un partito che di democratico mantiene solo il nome, sempre pronti a dispensare lezioni di tolleranza a tutti, ma che quando vengono messi alla prova non sanno fare altro che chiudersi in un dignitoso silenzio ed evitare di replicare.

Signora Puppato, Lei chiede se ha un senso indire un referendum consultivo per sapere dai veneti, se davvero sono contenti di vivere nello stato italiano o non preferiscano invece vivere in una repubblica veneta indipendente e sovrana. La risposta va modulata in due parti, a seconda di come si decide di rispondere alla domanda se davvero, i veneti, stiano vivendo in una democrazia.

Nel caso in cui la risposta sia positiva, ovvero nell’ipotesi che lo stato italiano sia davvero democratico è ovvio, per chiunque abbiamo un minimo di buon senso, che un fare referendum consultivo per sapere se i veneti vogliono vivere in una repubblica veneta indipendente e sovrana è non solo legittimo, ma doveroso, dato che riguarda la possibilità per i cittadini di esprimere un parere sul patto fondante che li lega. Che una rappresentante, investita del mandato democratico di “rappresentare” i veneti, sostenga che fare il referendum è “un po’ costoso” è ridicolo, dato che riuscire davvero a capire quale sia la volontà dei cittadini dovrebbe avere, per una rappresentante dei cittadini come lei, pagata per realizzarla, la massima priorità. Non si capisce infatti come potrebbe anche solo sperare di realizzare la nostra volontà, se si rifiuta in modo preconcetto di conoscerla. In assoluto, non c’è in qualcosa di più importante che lei possa aspirare di realizzare di diverso da questo: se davvero i cittadini veneti volessero l’indipendenza si dovrebbe sacrificare ogni risorsa possibile per dare loro la possibilità di raggiungerla.

E veniamo ora al secondo caso, quello secondo il quale, lo stato italiano, sarebbe tirannico e liberticida: in questo caso i veneti non starebbero davvero vivendo in una democrazia, ma solo fingendo. In effetti, a leggere le sue parole sembra che sia proprio questo il caso: quando viene impedito ai cittadini di esprimere liberamente la propria opinione, quando l’unica libertà che gli viene lasciata, è quella di continuare a mantenere una pletora di burocrati e parassiti, quando i cittadini non solo non possono decidere, ma non possono nemmeno essere consultati, bé, appare ovvio che parlare di “democrazia” è un esercizio retorico che nemmeno la più bolsa propaganda di regime riuscirebbe a rendere convincente. E’ in effetti convincente, lei, non lo è per niente.

Ma allora, se davvero questo è il caso, se davvero stiamo vivendo in una tirannia che ci rende schiavi di un sistema che siamo costretti a finanziare contro la nostra volontà, volontà che non ci consentono nemmeno di esprimere, davvero, per i veneti, conviene riconoscere come “legittime” le leggi di questo stato italiano marcio, ladro oltre che tirannico? Anche in questo caso la risposta è ovviamente no.

Non c’è ovviamente nessun articolo 5 della costituzione italiana, che si sono peraltro già dimenticati di applicare nel 1975 quando con il trattato di Osimo, lo stato italiano cedette parte del proprio territorio nazionale alla Jugoslavia, che possa impedire ai veneti di riprendersi la propria libertà. Non c’è nessun paese al mondo, a parte quello italiano ovviamente, che potrebbe negare il riconoscimento del legittimo diritto del popolo veneto, con una storia di indipendenza che è durata più di mille anni, a scegliere di vivere in una repubblica indipendente e sovrana, non c’è alcun rappresentate politico che possa pensare di opporsi a questo sacrosanto diritto e sperare di farla franca. Qui non si tratta di partito, qui si tratta di una occasione storica e bisogna decidere da che parte stare: lei da che parte sta? Dalla parte dei cittadini veneti e della loro libertà o dalla parte dello stato italiano e degli aguzzini di coloro che dovrebbe rappresentare? Ci pensi e rifletta con calma. C’è ancora tempo.

Mi auguro davvero che anche lei, alla fine, non avrà dubbi a scegliere la parte giusta, che è sempre e soltanto una sola: la parte che difende la libertà. A qualsiasi costo.

Cordiali saluti, un veneto.

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11 Comments

  1. Roberto Porcù says:

    Tempo perso discutere. Se i Veneti vorranno conquistare la loro libertà non sarà con un confronto democratico che potranno farlo. Per un confronto democratico, democratici bisogna esserlo in due.

  2. Francesco Cecchini says:

    PUPPATO, UN CASO ECLATANTE DI ” IPOCRISIA” POLITICA A SCOPI CARRIERISTICI.

    Conchita de Gregorio pensa che sia una bellissima donna di quasi sessant’ anni, Zanonato la chiama massaia trevigiana, Rotondi puppona buffona. Tutti e tre esagerano. Puppato l’ anno scorso alle primarie del PD, si e’ proposta come Premier donna una specie di Angela Merkel di Crocetta de Montello, poi come la Ministra di cui il Veneto aveva bisogni, infine come Sottosegretaria al Lavoro, a condizione che Brunetta non fosse il suo capo. Poco c’ e’ mancato che non si riproponesse come segretaria del PD, proprio quello che a questo partito mancava.
    Puppato si spaccia per ambientalista e difensore delle donne ma queste due affermazioni sono in contrasto con quello che combina in realta’. Quando ha amministrato Montebelluna ha dato l’ incarico di assessore ai lavori pubblici ad un agente immobiliare e ricoperto sia i ruoli di sindaco ed assessore all’ urbanistica cementificando cosi’ la citta’, rovinando il quartiere di Mercato Vecchio, nonostante il parere contrario degli abitanti espresso in un referendum ed abbruttendo il centro con un decoro urbano osceno. In regione ha votato una legge contro l’ aborto che svuota la 194 e non si e’ opposta ad una centrale a carbone in pieno delta del Po. Puppato e’ un caso eclatante di “ipocrisia” politica al scopi carrieristici. Che credibilita’ puo’ avere un simile personaggio? Stupidi veneti che l’ hanno votata.
    Francesco Cecchini
    francesco_cecchini2000@yahoo.com

    • Lucky says:

      Pensare che ha vinto la corsa a sindaco di Montebelluna perchè la lega, che aveva la maggioranza, era favorevole all’incenertore e la signora era contraria. Noi veneti proprio ci meritiamo il peggio

  3. erik says:

    Mandate a tutti i media veneti, giornali cartacei ed online, tutte le risposte alla puppato. Come lettere al direttore oppure se censurate, probabilissimo, come commenti agli articoli. Diffondiamo il verbo, facciamo fare una bella figura di merda a questi del pd(partito dittatoriale)

  4. Comitato Ultimi Veri Venexiani says:

    Xe ora de finirla, illustrissima Puppato, de proibir de votar sto referendum. No’ ghe ne podemo più de sta arogansa in ricordo del PCUS dove chi che gera contrari de idea i vegniva fati fora. Basta sta Italia qua, no’ capimo come dopo 147 ani de disgrassie grave’ ancora el corajo de credar che se possa risolver sto falimento. Basta co’ la question che gavemo da darghe in benificiensa a Roma venti miliardi ogni ano par i poareti & bisognosi. Ciamemoli co’ el so vero nome: LADRI & COROTI !!!!

  5. gian says:

    questo è il terzo post di risposta alla puppato, se ne parla di piu cosi che in tutta la sua carriera 😀

  6. Franco F says:

    Il consiglio comunale di Verona ha approvato la “legge referendaria per l’autodeterminazione de Veneto” con 20 voti favorevoli, 9 contrari e 1 astenuto.

    Michele Bertucco del PD si diferenzia “sono altri i problemi del nostro paese. non un referendum da 20 milioni di euro. siamo anche noi per una riforma federalista, ma all’interno di uno stato unitario”: però nellas realtà lo sono a parole perche i piedini veneti prendono ordini da roma che eseguono con estrema solerzia. sorvoliamo sullo sproloquio di mauro de robertis del SEL ma quello che preoccupa sono i grillini per voce di Denis zenti: “questo referenum” afferma il grillino”è solo un pretesto in vista di una prossima campagna elettorale dalle lega nord, uno spot politico al quale la gente non crede più” questo, si può chiamare zombie?, dimostra tutta la sua ignoranza perchè il referendum e di base venetista e non della lega, quindi o mente spudoratamente o è ignorante con la patente. bisogna spiegare ai nveneti cosa sono realmente i grillini.

  7. Franco says:

    è sufficente informare i veneti chi è in realtà la puppato e chi sono i grillini che la pensano proprio come lei

  8. luigi bandiera says:

    La faccenda va vista da questo punto di vista (esperienza personale perche’ vissuta in prima linea e fila):

    i KOMUNISTI (e non dite che non ci sono piu’ perche’ vi aizzo i kani bastardi kontro) hanno nel loro DNA o religiosa attivita’ di partito, quel senso che ha un qualsiasi PASTORE, sia di pecore che di anime. Oggi di cittadini piu’ o meno imparati.

    Quindi, domanda: chi mi sa dire quante volte e’ successo nella storia della pastorizia e non solo che il PASTORE HA CHIESTO IL PARERE AL SUO GREGGE per andare su un pascolo o su un altro..?? Per quale ruscello abbeverarsi..?

    Rispondo io o lo fate voi che mi leggete..?

    8) (repetita… …ed il popolo non e’ mai stato sovrano e mai lo sara’, poi visti gli andazzi… E la chiamano demokrazia i piu’ imparati e 8) farisei).

    Altra domanda: se togliessimo dalla faccia della Terra l’ipocrisia esistente, che ne uscirebbe e che organizzazione mondiale dell’UMANOIDE ci sarebbe..?

    Ecco, i partiti (che non partono mai) servono ai PASTORI (di ogni fede) per governare come vogliono loro il GREGGE che puo’ andare a votare all’infinito che lui NON scegliera’ MAI il suo prato per brucarvici l’erba.

    Il GREGGE HA DI BISOGNO SOLO DI PORRE LA SUA FIDUCIA SU UN BUON ED ONESTO PASTORE CHE LO AMI DAVVERO E PER QUESTO LO RENDA FELICE..!!

    Salam

  9. lory says:

    la sinora Puppato si è garantita un futuro con l’elezione in parlamento,,chiamiamola stupida la tosa !?

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