Sicurezza, sul lavoro è sacra. Nella vita, invece…

Lavoro 03di RICCARDO POZZI – I dati della mortalità sul lavoro sono di libero accesso a tutti e l’INAIL , Istituto preposto alla sorveglianza statistica e operativa, pubblica annualmente tutte le rilevazioni, nonché le comparazioni storiche dei tassi di incidenza.

Questa mole di dati ci dice che, nonostante un andamento sinusoidale, la tendenza storica delle morti sul lavoro è in sistematica e inesorabile diminuzione.
Tenendo anche conto del fatto che la maggioranza dei decessi sul lavoro è costituita da casi occorsi durante il viaggio per recarsi o per tornare dal lavoro, perciò sono oggettivamente incidenti stradali più che professionali, il risultato è che la nostra percentuale di incidenti sul posto di lavoro è esattamente in linea con quella di altri paesi al nostro livello industriale e sociale.
Naturalmente la politica tuona con le sue frasi ad effetto e retoricamente ipocrite:”Anche un morto solo sul lavoro rappresenta un fatto intollerabile in un paese civile…ecc.”.
Quando la politica si occupa di numeri bisogna sempre mettersi un salvagente perché, per definizione, logica matematica e politica, specie se elettorale, non vanno d’accordo.
E’ ovvio che morire sul lavoro è così ingiusto e triste da meritare uno sforzo aggiuntivo, ma ogni attività umana, anche la più banale, implica un rischio e l’esposizione ad un pericolo.
Nessuno infatti ricorda la probabilità di morire nella propria vasca da bagno, o sul raccordo anulare, nessuno ricorda che la maggioranza dei delitti avviene tra le mura di casa, che gli incidenti per motorini e biciclette superano, nelle città, quelli in macchina.


Insomma meglio indignarsi e stracciarsi le vesta come Kaifa al cospetto anche di un solo incidente sul lavoro, piuttosto che ricordare che prevenzione e protezione dovrebbero essere allargate ad ogni campo di attività.
Curioso, perché lo stesso atteggiamento riguardo alle morti sul lavoro, la sinistra e il mondo sindacale, lo ribaltano quando si parla di sicurezza. In questo caso gli stessi che si indignavano anche per un solo morto sul lavoro, sembrano molto più ragionevoli nel ricordare che tutti i reati sono in calo e che quella della minore sicurezza è solo una percezione.


Questa discrasia politica influenza la società che ne vive ogni giorno le contraddizioni.
Un giovane operaio ha chiesto il riconoscimento di invalidità civile per una sopraggiunta sordità, ma le indagini successive hanno dimostrato che sul lavoro il soggetto indossava i necessari dispositivi individuali e le protezioni adeguate al rischio rumore, mentre nei fine settimana, per anni, si sparava decine di decibel da discoteca, quelli si senza alcun controllo, per tutta la notte senza sosta.
E’ un episodio che descrive perfettamente il nostro atteggiamento nei confronti della sicurezza, quando è sul lavoro è sacra, quando riguarda il nostro tempo libero è facoltativa.
Andare contromano in bicicletta non è ecologia, solo incoscienza.

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