Sicurezza Expo? Buchi da groviera all’aeroporto di Bresso. Gli svizzeri sgamano l’Italia dei proclami

di BRUNO DETASSISexpobresso

Leggere la stampa confinante è sempre utile, soprattutto quando dalla vicina Svizzera con pochi mezzi e dei proclami ti dimostrano che la sicurezza di Expo è quasi propaganda, perché entrare all’aeroporto di Bresso, a tre minuti di volo dall’esposizione internazionale, è un gioco da ragazzi.

Aveva già provato a denunciarlo l’Espresso, ora è la volta del Corriere del Ticino che titola, “Expo, dal cielo i buchi nella sicurezza”.

Ed  ecco la cronaca dall’inviato ticinese: “Mancano una manciata di ore all’apertura: venerdì mattina si parte. (…) Ma all’Expo è veramente tutto sicuro? Le autorità competenti assicurano di sì, ma alcune inchieste giornalistiche parlano di falle nel sistema. È il caso di quella del giornalista Fabrizio Gatti de “L’Espresso” che (come si legge sul periodico pubblicato il 17 aprile) si è finto un malintenzionato e per sei volte nel mese in corso è entrato, di giorno e di notte, nel piccolo aeroporto di Milano-Bresso, proprio a ridosso dei velivoli parcheggiati davanti all’hangar. Per terroristi addestrati, rubarli, ha affermato, «è un gioco da ragazzi». Le misure di sicurezza del più antico dei tre aerodromi lombardi (il più vicino all’Expo, a soli tre minuti di volo) sono pressoché inesistenti: una semplice videocamera e alcuni fari accesi di notte. Siamo andati anche noi del Corriere del Ticino, di giorno e di notte, all’interno dello stesso aerodromo che dovrebbe diventare lo scalo principale dei collegamenti aerotaxi con l’Expo. Da quella denuncia non è  cambiato nulla. Siamo giunti a ridosso della pista e dei velivoli parcheggiati senza alcun ostacolo”.

Ma allora l’Italia è la patria dei recidivi… in cui ci danno da bere tutto. Che tutto va bene, finchè non scoppia il disastro.

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One Comment

  1. Antonio says:

    Ma cosa si aspettano sicurezza da un paese in via di sottosviluppo?

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