Sicilia e Grecia, scoprite le differenze. Dna e conti, un comune destino

di ELSA FARINELLImare-Sicilia-Agrigento

Sui conti non ci si può sbagliare. E ora neanche sul dna dopo le recenti scoperte!

Partiamo dai numeri. Ecco qua la denuncia: “Il governo presenti subito il bilancio per il 2016 impugnato dal governo centrale e che urge essere approvato indipendentemente dalle vicende politiche”. Lo afferma il presidente dell’Ars Giovanni Ardizzone, parlando con l’AGI dopo la conferenza dei capigruppo. Il caso Crocetta rischia di travolgere il normale funzionamento della Regione e di peggiorare i conti. “Dal primo gennaio del 2016 non saremo in grado nemmeno di ricorrere all’esercizio provvisorio”, sottolinea Ardizzone che ha prorogato la sessione estiva dei lavori del parlamento regionale fino al 12 agosto per approvare i disegni di elegge urgenti. Intanto sono scaduti i termini per la presentazione del Def il 20 luglio “e dobbiamo ragionare con i dati in mano – ha aggiunto, riferendosi al tesissimo clima politico che potrebbe portare alle dimissioni del presidente della Regione Crocetta – chi si vuole assumere la responsabilità di mandare tutto in malora lo faccia, io faccio il mio dovere istituzionale”. Insomma, un discreto disastro.

Ed ecco la seconda curiosa notizia.

Per la prima volta un team di antropologi e archeologi delle Università di Pisa e di Oxford ha identificato i segnali genetici derivanti dalla colonizzazione greca del Sud Italia e della Sicilia (Magna Graecia) in età arcaica (VIII-V secolo a.C.). Lo studio, pubblicato sulla rivista internazionale del gruppo Nature ‘European Journal of Human Genetics’, ha individuato nella popolazione attuale della Sicilia orientale una chiara “impronta genetica” compatibile con una migrazione dall’isola di Eubea nell’Egeo.

L’analisi del Dna ha inoltre permesso di quantificare l’impatto demografico di questa “impronta” in qualche migliaio di maschi e in poche centinaia di femmine, a sostegno dell’ipotesi che il processo di formazione delle colonie primarie fosse sbilanciato per sesso e che non abbia assunto i connotati di un fenomeno di massa. La ricerca ha preso in esame il cromosoma Y e il Dna mitocondriale che si ereditano, rispettivamente, attraverso la linea paterna e materna. Questi due sistemi genetici si differenziano nel tempo solo attraverso la migrazione e la mutazione e sono quindi strumenti ideali per riconoscere e datare le stratificazioni demografiche che hanno formato il paesaggio genetico attuale.

 

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1 Commento

  1. Padano says:

    Caspita, l’origine della Magna Grecia è in Grecia… scopertona…

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