Sicilia, disavanzo da 7,3 miliardi di euro. Bernardelli: Come siamo diversi…

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di Roberto Bernardelli – Fate una ricerca su google e troverete alla voce comuni commissariati o sanità siciliana degli elementi di grande interesse. Bilanci per aria, conti in rosso. A catena. Eppure tutti i governi hanno un gran da fare per aiutare il Sud. Malasanità, cattiva gestione della cosa pubblica diventano sempre una questione di solidarietà. Se non sei solidale sei razzista.

A questo punto tanto valeva fare un vero piano Marshal per il Sud, e poi basta. Ma per sempre. Invece arriverà la banca del mezzogiorno, così i debiti saranno coperti da altri debiti, finanzianti dalla fiscalità generale.
Non è cambiato nulla. L’altra sera con interesse ho seguito su Rai3 a Presa diretta un reportage sulla sanità calabrese. Il procuratore Gratteri ha esplicitamente parlato di ‘Ndrangheta.
Ebbene, cosa si aspetta a mandare l’esercito a gestire la sanità calabrese? Non vedo altre alternative. Il governo ha altre idee? Va del tutto bonificata la sanità, pagata da tutti noi.

Ed ecco l’ultima notizia in ordine di tempo. Aumenta di un miliardo di euro circa il disavanzo a cui la Regione siciliana dovra’ far fronte entro la fine della legislatura. Cifra che potrebbe anche crescere dopo che la Corte dei Conti avra’ concluso l’esame del rendiconto dell’anno scorso. Numeri allarmanti che potrebbero spingere la Regione a valutare pure l’ipotesi di un blocco della spesa fino alla fine dell’anno. Una notizia che il presidente della Regione siciliana, Nello Musumeci, ha comunicato a Palazzo d’Orleans incontrando la stampa per fare il punto dei conti della Regione. “Non c’e’ un buco, ma un disavanzo di 7,3 miliardi di euro che si e’ accumulato per una serie di errori compiuti negli ultimi 30 anni – ha spiegato il governatore – questa anomalia finanziaria poteva essere corretta nel 2015, ma noi non eravamo al governo quell’anno”.

E prima del 2015 nelle legislature precedenti, chi c’era? La sinistra o il centrodestra? e Prima del centrosinistra, il centrodestra e prima la Dc… 30 anni.

Lo Stato consentiva, ha proseguito Musumeci, “di potere in parte pianificare, e quindi spalmare quella triste situazione che si era evidenziata ma chi doveva fare non l’ha fatto. Adesso le responsabilita’ di risanare il bilancio cadono sul mio governo: siamo chiamati noi a porre rimedio agli errori del passato”.
Tutto ruota attorno al decreto legislativo del 2011, ha continuato Musumeci riferendosi alla riforma contabile che prevedeva una armonizzazione di tutti i sistemi finanziari degli enti locali. L’articolo 3 stabiliva che tutti enti interessati dalla riforma dovessero fare una verifica, adeguando i residui attivi e passivi al primo gennaio 2015. “E’tutto qui il nodo della questione – sottolinea – se nel 2015 si fosse fatto quanto era dovuto, oggi non saremmo dove siamo. E allora noi non sostenevano quel governo che avrebbe dovuto applicare il 118”.

Secondo Musumeci, la regione allora avrebbe spalmare in 30 anni il disavanzo di bilancio: “Questo e’ accaduto soltanto in minima parte, e questa omissione ha determinato che tutti i residui oggi cancellati non potranno piu’ esser spalmati nei prossimi tre decenni. Questo il danno infernale provocato, salvo un nuovo accordo da raggiungere con lo Stato”.

Quale, presidente?
In effetti siamo davvero diversi. Dove è capitato al Nord di registrare più di 7 miliardi di disavanzo e 30 anni consecutivi di malagestio? Poi, mi raccomando, guai a non essere solidali. In Calabria con la ‘Ndrangheta e in Sicilia con i loro parenti.

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2 Comments

  1. Adriano says:

    L’ unica cosa da fare è che il Veneto e la Lombardia (se vuole anche l’Emilia Romagna) si prendano l’INDIPENDENZA, purtroppo ancora non abbiamo gli attributi e non vogliamo vedere quanto l’itaglia ci prende per i fondelli.

    Adriano TV

  2. caterina says:

    Ma la Sicilia non è’ oltre che una Regione uno Stato con tanto di Parlamento? Bellissima e ricchissima di storia, di monumenti, di arance, di pesca, di meraviglie naturali decantate da Goethe in giù’, di bella vita… prima e dopo Garibaldi i Florio ospitavano tutta la bella nobilta’ europea quando ancora non esisteva la Targa Florio… insomma in Sicilia sanno vivere da sempre! .. e si vede!…ma oggi chi paga? ..perche’noi tutti che non ci viviamo e paghiamo come la miriade di turisti che vi sbarca? Oltre che il Parlamento hanno anche un altro potere paraĺlelo che e’ la mafia internazionale dalla quale potrebbero farsi pagare i debiti, anziché rivolgersi a noi poveri citrulli attraverso Roma….

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