SIAMO TUTTI ULTRAS, PRENDIAMO A CALCI QUESTA POLITICA

di GIANLUCA MARCHI

“Invece di chiedere la maglia a dei calciatori dovreste chiedere le poltrone degli “dis-onorevoli”. Se solo il sentimento ultras il popolo italiano lo dimostrasse per il bene comune, avremmo risolto i nostri problemi”. Questo è il commento che un nostro lettore ieri ha postato sotto l’articolo da noi pubblicato in difesa degli ultras del Genova. Lo scritto di Carlo Melina ha fatto molto discutere nel mondo degli internauti ed è stato visitatissimo tanto che nelle prime otto ore dalla pubblicazione ha assommato oltre ottomila lettori, un record per la nostra piccola realtà. Molti hanno condiviso il contenuto dell’articolo e molti l’hanno criticato: come direttore ho ritenuto opportuno metterlo in rete perché a mio avviso rappresentava una sana provocazione e inoltre conteneva valutazioni in buona parte, anche se non totalmente, condivisibili, fuori dal coro del politically correct e soprattutto destinato a far riflettere, con la speranza di cominciare a togliere le fette di salame sugli occhi che ancora abbondano (anche se non nelle pance!).

Ho condiviso soprattutto il punto in cui gli ultras hanno contestato ai giocatori della propria squadra lo scarso impegno e lo scarso attaccamento ai colori sociali, atteggiamento che ha scatenato l’indignazione genoana fino a chiedere la restituzione delle maglie. E mentre pensavo che un’analoga indignazione i cittadini di questo sgangherato Paese dovrebbero riservarla ai politici e a buona parte della classe dirigente, ecco arrivare il commento con cui ho iniziato questo articolo, che in due righe ha condensato ciò che molti ritengono debba avvenire, ma che nessuno sembra avere il coraggio di innescare in grande stile.

La classe politica di questo Paese, e ci metto dentro anche il governo dei tecnici, checché ne pensi qualcuno secondo il quale è meno peggio Monti che Berlusconi (sarà anche vero, non voglio nemmeno discuterlo, ma per caricare i cittadini di tasse come muli, e poi far morire il malato, non c’era bisogno di chiamare in servizio il presidente della Bocconi), tutta la classe politica, dicevo, andrebbe rincorsa con i forconi, idealmente parlando, ma basterebbe anche qualche pomodoro maturo. E invece le passioni della gente sembrano concentrarsi ed esaurirsi solo nel calcio.

Mi vien da pensare, sempre più spesso a dir la verità, che gran parte di noi siamo stati e veniamo sistematicamente rincoglioniti anche grazie al pallone. Imprechiamo contro il governo ladro, ci indigniamo giusto lo spazio di qualche ora o di qualche giorno per le malefatte della casta, ma poi basta un derby o una partita di cartello e tutto il resto passa in secondo piano, se non finisce addirittura nel dimenticatoio. In fin dei conti è la celeberrima locuzione “panem et circenses” che serve a rimbambire il popolo e a distrarlo, affinché lorsignori possano continuare a fare i comodacci loro. E se durante i giochi avviene qualche fatto che indigna il sentimento comune, avanti con un bel giro di vite poliziesco e tutti sembrano felici e contenti, anche se la nostra libertà va a ramengo. E adesso che il pane, metaforicamente parlando ma neanche poi tanto , è molto meno abbondante di prima, restano i giochi, che continuano a funzionare come fattore di distrazione. A me pare un avvitamento perverso dal quale ci dobbiamo risvegliare.

Un bel giorno, probabilmente nemmeno troppo lontano, quando ci si renderà conto che coi giochi non si può (e in molti casi già non si può più) dare il pane ai propri figli, e che non ci sono più nemmeno le brioches, allora forse l’indignazione vera e finalmente corposa si indirizzerà verso una classe politica quasi totalmente incapace, spesso asservita a chi le consente di sguazzare nell’oro. QUEL GIORNO FORSE SAREMO TUTTI ULTRAS. C’è solo da sperare che i cittadini abbiano al più presto piena coscienza della necessità di prendere in mano il proprio destino, togliendolo dalle mani di chi ha pensato solo al proprio di benessere e non facendosi ingannare dai tanti trasformismi che sono già in atto da parte di chi non vuole uscire dalla stanza dei bottoni.

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13 Comments

  1. Domenico says:

    Ma se prendessimo a calci questi politici non sarebbe meglio?

  2. Concordo in pieno ma … a che può servire ???
    O mi muovo io (e qualche raro amico), stile “kamikaze” oppure non succederà niente di niente; ci si lascerà dissanguare sino all’ultima goccia.

  3. Maciknight says:

    Essendo la casta politica parassitaria italiana priva di senso del limite, dobbiamo augurarci che la magistratura riesca a metterne il maggior numero possibile in galera (anche per la loro protezione) altrimenti finiranno per essere linciati dalla popolazione esasperata ed inferocita …

  4. Cantone Nordovest says:

    La funzione dei partiti … perché no alla società civile ? =

    Quale è la funzione dei partiti ? sostanzialmente analoga a quella degli uffici del personale

    I partiti sono l’Ufficio del personale dell’Azienda Italia.. dell’Azienda Piemonte .. dell’Azienda Comune di Torino etc. etc. : essi servono a SELEZIONARE il personale politico

    Ma a differenza degli uffici del personale delle classiche aziende manifatturiere , essi svolgono ricerca e selezione nel PROPRIO interesse

    Allora io mi chiedo : la ricerca e selezione del personale politico non potrebbe essere demandata alla società civile ? Alle tante e varie ONLUS , da Italia Nostra al WWF Italia – per l’ex Regno di Napoli penso alle associazioni tipo Libera o addio Pizzo etc .

    Certo , questo suppone una sorta di transfer culturale sul modo di concepire i partiti e la politica in generale .

    Ma soprattutto presuppone , per poter funzionare , una semplice riforma elettorale : il passaggio dal voto di Lista – che è connaturato ad un maxi collegio plurinominale – al voto uninominale , correlato cioè ad un piccolo collegio UNINOMINALE

    Infatti per fare una Lista occorre una organizzazione partitica o simil-partitica : è impensabile che le associazioni presenti sul Territorio facciano riunioni per selezionare e confezionare una “lista della spesa” – da contrapporre alle liste espresse da altri cartelli di associazioni civili

    E se lo facessero devierebbero dal loro scopo istituzionale – la nuova “ragione sociale” diverrebbe quella , appunto , di fare le Liste , e soppianterebbe quella originale e istituzionale per il quale sono nate

    In altre parole , le associazioni della società civile presenti e operanti sul Territorio diverrebbero dei partiti politici mascherati

    Collegio uninominale dunque : ed è per qs ragione che i partiti , tutti chi più chi meno hanno in uggia il voto dato al COLLEGIO UNINOMINALE : temono di perdere la loro funzione di selezione della classe dirigente !

    Aggiungo che il candidato che risulterà eletto nell’uni-nominale è portato a rappresentare l’interesse del proprio collegio anzichè privilegiare quello del partito di appartenenza (come insegnano le vicende dei sindaci eletti dal popolo che si sono sganciati dai rispettivi referenti partitocratici) – il che si inquadra esattamente in una CONCEZIONE FEDERALISTA della rappresentanza politica

    Facebook > Cantone Nordovest

  5. Riccardo UPV says:

    Parole sante!

  6. Simone says:

    Il calcio è l’oppio dei popoli! (vecchio detto Anarchico)
    Ed ora prepariamoci a godere x gl europei polacco ucraini….

  7. Rinaldo C. says:

    Salve GL. Marchi
    io sono uno che è nel calcio da più di 40 anni, e sono contro la mentalità degli ultras pur ammirandoli pr un certo verso nell’amore che hanno per la propria squadra, per i propri colori. Ci chiamiamo civili però abbiamo imitato nel peggior modo gli ultras delle società estere.
    Gli Ultras Italiani sono sttai costruiti dalle società di calcio, perchè hanno sempre pensato che era il 12 uomo in campo,ed hanno accettao i conpromessi per cui ora siamo a questi limiti. Che poi il popolo non si ribella a tutto quanto i vari governi e anche l’ultimo di Monti, ci hanno e continuano a prenderci per i fondelli. Dopo di chè basta una partita di cartello o qualche ingiustizia sportiva per dimenticare i veri problemi che ci assillano tutti i giorni e che ci caricano sulle nostre schiene come se fossimo die muli, loro si fermano qualche volta come una rivolta all’eccessivo peso da portare, noi purtroppo
    siamo degli imbecilli in ogni senso, accettiamo e accetteremo per sempre perchè in ogni modo siamo devi veri coglioni come tu dici per i lombardi ma si può dire per tutto il polpolo del nord, al sud ci stanno i furbi. Per me il calcio è uno spettacolo, che purtroppo noi del nord, del centro e del sud non è nel nostro DNA, si pensa solo a vincere anche con furberia, poi possiamo dire che il calcio italiano è corrotto come i nostri governanti, per cui possiamo dire che non si crede più a niente e staimo diventando degli anarchici inefficienti.
    Rinaldo

  8. Vittore Vantini says:

    Panes, circenses et ignorantia!
    Tiranni e parassiti godono e approfittano del nostro silenzio e coglionaggine.

  9. Paolo B. says:

    Già, troppi imbecilli vivono di solo calcio praticato da milionari del pallone e troppo pochi sono ancora quelli che dovrebbero chiedere i danni salatissimi causati al paese a tutta questa classe politica di corrotti e servi della finanza. Quando ci arriveremo sarà sempre tardi.

  10. Xavier says:

    Il lettore ha perfettamente ragione e su questo tema, sicuramente, si ritrova l’unità d’Italia!

  11. Cristian Merlo says:

    “I tiranni Romani trovarono anche un altro stratagemma: festeggiare spesso le decine pubbliche, ingannando quella gentaglia che si lascia andare più di ogni altra cosa ai piaceri della gola. Il più intelligente e colto tra loro non avrebbe lasciato la sua scodella di zuppa per ritrovare la libertà della repubblica di Platone. I tiranni elargivano un quarto di grano, un mezzo di litro di vino e un sesterzio; e allora faceva pietà sentir gridare: “Viva il re!”. Gli zoticoni non si accorgevano che non facevano altro che recuperare un parte del loro, e che quello che recuperavano, il tiranno non avrebbe potuto dargliela, se prima non l’avesse presa a loro stessi” (Etienne de La Boétie, Discorso sulla servitù volontaria).
    Sono passati duemila anni, ma cosa è cambiato rispetto ad allora?

    • alberto says:

      niente, se no nche la chiamano”democrazia rappresentativa”. ricordatevi che quando ai sostantivi si aggiungono gli aggettivi è solo un modo per non attuarli (vedi il fderalismo fiscale)

    • liugi says:

      Solo una cosa: la pressione fiscale non riguarda più grano e pane, ma soldi. Per il resto, il livello di tassazione continua ad essere a un livello tirannico.

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