Siamo nella palta e loro pensano alla riforma della Costituzione. Ne sono felici gli esodati

esodatidi MARCELLO RICCI – Senato, art. 2, 5 , insomma riforma della Costituzione…, certamente dal 1948 d’acqua ne è  passata sotto i ponti. Opportunità, necessità, priorità. Nell’attuale momento storico occuparsi e impegnarsi in progetto di riforma costituzionale che richiede molteplici passaggi parlamentati è una inderogabile, utile priorità?  In questo momento storico la Penisola è presa d’assalto da una invasione di clandestini che non ha controllo di numero e nemmeno di tempo; sbarcano e basta e si ha l’obbligo di sfamarli, alloggiarli, vestirli, curali e anche farli divertire.

E’ L’ACCOGLIENZA, quella osannata anche da Bergolio, ma chi paga?  Esodati, disoccupati, incapienti , malati… vengono dopo, possono attendere, tanto in parte il problema si risolver , almeno per una percentuale, con il termine della vita che per la loro condizione di disagio verrà in anticipo. Di fronte all’angosciante quadro dell’invasione migratoria, perché il Paese non si concentri sul flagello, si apre il capitolo sacro e sacramentale della riforma del Senato. Furbi o cretini? Forse solo complici dei mandanti mondialisti artefici dell’esecuzione del progetto della  globalizzazione per la cancellazione delle identità a cui partecipa anche il gesuita Papa Francesco.
Non ritenendo gli artefici del progetto degli idioti  ma degli abili prevaricatori,  si pensa che l’urgenza delle modifiche costituzionali sia solo tesa a impegnare su un tema appassionate la pubblica opinione , con l’intento di sviare l’attenzione dal problema cardine: l’invasione di migranti. E’ attualissimo quanto è avvenuto con le attuali elezioni in Catalogna dove tutti i partiti indipendentisti di destra, centro e sinistra si sono riuniti in un unico raggruppamento  finalizzato ad ottenere l’autonomia.
Da  questo discende la riflessione, che i partiti dalla Lega a Sel dovrebbero prendere l’iniziativa, su un tema vitale quale  l’immigrazione,  di chiedere un referendum popolare sulla linea da seguire, o dentro tutti  avanti c’è posto, oppure entra solo chi ha diritto d’asilo e lo si accerta prima  delle frontiere, nei paesi da cui gli invasori partono. Le frontiere … che sono? Esistono ancora? Certamente non in Italia. Ci sono ancora le porte di casa… quanto durerà ancora il diritto di chiuderle? Nei manuali di guerra c’è il capitolo delle manovre distrattive, finti fronti d’attacco che permettono di sfondare nel punto designato. La questione della riforma costituzionale in questa fase storica può avere questa lettura?
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