SIAMO DIVENTATI DEI SUDDITI INCOSCIENTI

di MARCO FABIO GAROZZO

Sono un liberale (con la e finale, e da quando ho cominciato a masticare qualcosa di politica) e nutro grande stima per le battaglie radicali (ho la tessera dei Radicali Italiani). Scrivo queste mie considerazioni sul rapporto (ahinoi di contrapposizione) che in Italia esiste fra Stato e Libertà, spronato dalla mia amica Laura Arconti alla quale avevo inviato le stesse, tramite facebook, sperando che possano essere ritenute di qualche interesse ed eventualmente diffuse.

L’onnipresenza dello Stato non soltanto ci rende schiavi economicamente (secondo la ricerca “Index of Economic Freedom” l’Italia, quanto a libertà economica, si colloca al sessantesimo posto, ottenendo lo stesso punteggio dell’Uganda: i dati peggiori riguardano il mercato del lavoro troppo rigido, un peso fiscale eccessivo e una corruzione elevata), ma anche culturalmente. In Sicilia le proteste, che scaturiscono da motivi validi, sovente si trasformano in richieste di sovvenzioni e assistenzialismo: purtroppo chi chiede allo stesso tempo meno tasse e meno “aiuti” (clientele) resta una minoranza. La Fiat, passando alle grosse aziende, fin quando ha vissuto di aiuti e sovvenzioni per impiantare i siti produttivi non ha mai fiatato, adesso (nel momento in cui dovrebbe accollarsi maggiori oneri e rischi d’impresa) protesta, non volendo distinguere la giusta richiesta di diminuzione della pressione fiscale su lavoro e profitti dai beceri protezionismi anti-Bastiat di cui ha fruito.

Siamo diventati sudditi incoscienti: persone e imprese votate all’accattonaggio, alla ricerca del potente di turno da cui farsi “raccomandare”. Emma Bonino sottolinea che diritti e doveri sono inscindibili. Verissimo e valido anche in merito al fenomeno dell’evasione fiscale: spesso chi evade è anche colui che chiede favori allo Stato. Stesso discorso per le quote latte: una parte di chi non le paga vorrebbe introdurre misure protezionistiche. I cittadini non sono diventati sudditi perché la natura matrigna li ha fatti in questo modo. Sono diventati così grazie al leviatano, maestro di schiavitù e povertà culturale, una belva che si annida nel tessuto produttivo del nostro paese succhiandone le migliori energie e restituendo in cambio la sua “protezione”. Non per caso, Panfilo Gentile annoverava questo Stato alle “Democrazie mafiose”.

FONTE ORIGINALE: http://notizie.radicali.it/articolo/2012-01-27/intervento/la-lettera-siamo-diventati-sudditi-incoscienti

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