Siamo così politicamente corretti che anche assegnare una borsa di studio è un problema. Rischi di essere “razzista”

razzismodi MARIO DI MAIO –  Da decenni ormai il “politicamente corretto” ha deformato la nostra vita tramite una penetrazione silenziosa impalpabile e continua nelle nostre abitudini, servendosi di una comunicazione caratterizzata dall’ uso spregiudicato e scorretto del patrimonio linguistico sfociato nella creazione di una vera e propria terminologia “criminale “. Cosi’ ad es. parole come solidarieta’ e condivisione originariamente espressioni della parte migliore e libera dell’ animo umano, la fratellanza sono diventate simbolo dell’ opprimente totalitarismo di Roma e di Bruxelles, che ci impongono coabitazioni pericolosissime con intere popolazioni non integrabili alla nostra cultura, unitamente a cervellotiche redistribuzioni di risorse tra l’altro quasi mai disponibili a discapito delle piu’ elementari necessita’ di intere categorie di cittadini, a partire dai nostri giovani disoccupati. Ma la terminologia criminale ha conseguenze anche sull’ “antropologia criminale”. E’ noto infatti che in dottrina i delinquenti vengono classificati come occasionali abituali e “per tendenza”.

Ma i penalisti politicamente corretti contestano la terza categoria, cioe’ la piu’ pericolosa, e sostengono che utilizzando i dati statistici “impietosi” si possono criminalizzare intere comunita’ e quindi si tratta di una pericolosa catalogazione “razzista” e per questo non utilizzabile. Ma l’attentato piu’ grave alla liberta’ individuale e non solo e’ proprio l’ abuso del termine “razzista” il cui significato linguistico e’ ben noto ma che oggi viene spesso utilizzato contro chi compie una scelta a favore di qualcuno o di qualcosa: rischia di essere perseguito per discriminazione verso tutti gli altri. Perfino assegnare un premio o una borsa di studio e’ diventato un problema.

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One Comment

  1. luigi bandiera says:

    Come scrivevo stiamo parlando in che lingua..?
    Termini di un tempo e appunto un tempo con un bel e preciso significato oggi sono vilipesi.
    Se ne sono aggiunti tantissimi che con l’italiano non c’entrano proprio. Cosa capira’ la nonnina ed il nonnino che parlano da sempre nella loro di lingua..?
    Ebbene, questi termini con significato biforcuto non valgono un kax se non a tenerci sotto e a farci pagare sempre. Cosi’ col lessico e le altre regole linguistiche… ma da tempo si puo’ notare il cambio e che sono vilipesi anche i Poteri del Popolo.

    Mi ricordo che studiando la costituzione italiana i poteri erano (erano) tre.
    Siamo sicuri che siano rimasti tre i poteri e ne siamo davvero convinti che e’ cosi’..?

    Non vi sembra, invece, che ce n’e’ UNO SOLO E SUPREMO (anche sulle paghe)?
    In USA non lo credevo possibile ma pensando anche a quello che scrissi (inutilmente probabilmente) che il KOMUNISMO (non dite che non esiste piu’) e’ entrato da tempo negli USA oltre ad aver occupato gran parte d’Europa e si manifesta nelle sue varie forme. Ha in mano i poteri supremi e per questo e’ un potere unico e potente.

    E’ scritto, per prenderlo per il ku, che la sovranita’ appartiene al popolo, ma leggere e bene l’art. n. 1. Quando capirete che non e’ del popolo capirete di chi e’ il VERO POTERE lingua o non lingua cambiata che ci sia.

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