Si rinuncia alle vacanze e il turismo perderà posti di lavoro

di REDAZIONE

Sara’ un’estate di flessione, con arrivi e presenze in calo di oltre 7 punti percentuali. La contrazione del movimento non avverra’ “a macchie” come nel 2012, sara’ piuttosto un regolare alternarsi di alti e bassi che costringeranno i gestori a ridurre il personale stagionale. A fine estate l’Italia registrera’ significative perdite di giro d’affari e di posti di lavoro: e’ il quadro desolante che emerge dalla 22a indagine realizzata da Trademark Italia. Lo studio rivela un’Italia “avvitata” su se stessa, diffidente, decisa a risparmiare, a ridurre i budget di spesa, a contrarre le giornate di vacanza e tagliare lo shopping turistico. Il dato piu’ grave riguarda il ridotto numero delle persone che hanno gia’ deciso dove andare e quando andare: solo il 22%, mentre il 23,5% del campione prevede di fare una vacanza senza avere ancora deciso dove e quando. E chi non ha gia’ deciso, sta pensando di rinunciare o di ridurre drasticamente la durata del soggiorno. Il 54,5% risponde in modo disinteressato e nega la necessita’ di un periodo di riposo e ‘rigenerazione’. L’indagine prevede che circa 5,4 milioni di italiani in meno rispetto al 2012 si presenteranno sul mercato delle vacanze facendo perdere all’industria del turismo 2,7 miliardi di euro di ricavi lordi. Questo dato pesera’ negativamente anche sull’occupazione stagionale che scendera’ di ulteriori 250/300 mila unita’. Gli italiani che preferiscono l’estero, gia’ dimezzati dalla crisi dell’anno scorso, al momento risultano in pesante calo (-16%), ma e’ prevedibile che le offerte a basso costo di alberghi e trasporti li convinceranno ad acquistare crociere e vacanze di gruppo.

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