Si può non pagare le tasse, ecco come fare in 5 mosse

di DANIELE QUAGLIA*

Una percentuale sempre maggiore di aziende, 5 su 8  (vedi qui)  si rivolge alle banche per reperire i fondi con cui pagare  imposte e tasse alle rispettive scadenze. Qualche volta, però,  quando le banche negano i finanziamenti, accade che più di qualche azienda si rivolga a canali informali per ottenere liquidità cadendo, spesso, nella rete degli usurai dando così inizio ad un percorso senza ritorno che il più delle volte porta al disastro. Ma se un’azienda si trova in difficoltà e non ha la liquidità per pagare lo Stato è giusto che debba ulteriormente indebitarsi per rispettare le scadenze fiscali? No!

E’ estremamente ingiusto e costituisce il primo passo verso il default dell’azienda. Si può non pagare senza rischiare di perdere tutto? Certamente! Si può non pagare alla scadenza, senza rischiare di perdere  casa e fabbrica. Quanto sotto esposto è frutto di uno studio specifico e dell’esperienza di molti associati LIFE che nel  giugno 1998 hanno messo in atto la “rivoluzione fiscale”: ancora oggi  qualcuno di loro continua a pagare le tasse in questo modo perché è conveniente.

Queste sono le fasi da seguire:

1- Per non incorrere in accuse di evasione fiscale, reato perseguito a termini di codice penale (vedi recenti disavventure giudiziarie di Berlusconi) è necessario che le dichiarazioni dei redditi siano fedeli e veritiere; 

2- Alla data di scadenza per il pagamento di acconti e saldi fiscali,  potete versare, non il dovuto dichiarato  ma  quanto è nelle vostre disponibilità, anche nulla, evitando di indebitarvi  ulteriormente con la banca;

3- Il commercialista segnalerà nella dichiarazione quanto parzialmente pagato e segnerà zero se avrete pagato un bel niente;

4- L’Agenzia delle Entrate, fra 1-2-3-4-… anni (se questo Stato esisterà ancora) dopo aver incrociato i dati tra la dichiarazione dei redditi e quanto effettivamente pagato, Vi invierà un accertamento relativo alle somme non pagate, con l’invito a pagare il tutto entro 30 giorni  con una sovra tassa secca del 10%, o pagare oltre i 30 giorni con una sovra tassa del 30%. Oltre alla sovra tassa verranno applicati anche gli interessi legali per ogni anno ( 2,5%  è il tasso annuo attuale);

5- E’ conveniente scegliere l’opzione di pagamento entro i 30 giorni ed avrete pure la possibilità di rateizzare il tutto in 72 rate.

Se il 30 novembre, prossima scadenza fiscale,  non ce la fate proprio a pagare,  fate come sopra e più tardi stabilirete se pagare a rate o in unica soluzione quanto dovuto, maggiorato della sovra tassa secca e degli interessi legali.

Esempio: se l’accertamento arrivasse fra tre anni la somma da pagare sarebbe 10%+2,5%+2,5%+2,5% per un totale di 17,5% pagato.

Ricordate che quella somma sarebbe rimasta nelle vostre disponibilità per tre anni pagando solamente il 17,5% o quantomeno, se l’accertamento arrivasse prima dei tre anni, anche tra un anno, vi sarete comunque presi un po’ di respiro nell’assillante turnover delle scadenze negative; consideratelo un finanziamento extra castelletto ottenuto senza fornire ulteriori garanzie, sempre più difficili da acquisire. Quanto vi sarebbe costata la stessa somma, per lo stesso periodo di tempo, chiedendo un finanziamento alla banca? E se, invece,  la banca avesse negato il finanziamento, cosa avreste fatto? Conviene ingrassare la banca e depauperare ulteriormente  l’azienda?

Abbandonate il falso pudore che ci  obbliga, 5 su 8 aziende, a cadere sotto gli artigli della banca e sfruttiamo al meglio ciò che le norme poco conosciute e per niente divulgate dai consulenti,  ci consentono di fare;  in un momento tanto difficile per tutti gli imprenditori, facciamolo tutti!  Per sopravvivere!

*Presidente LIFE Treviso - http://www.life.it

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80 Responses to “Si può non pagare le tasse, ecco come fare in 5 mosse” Subscribe

  1. angelina F 12 giugno 2014 at 11:10 pm #

    NON è DEL TUTTO VERO !!!
    io nel 2013 ho versato solo la prima rata relativa a redditi del 2012 ed ho lasciato là da pagare tutto il resto in virtù di informazioni come questa qui scritta, che mi erano pervenute.
    ALLORA io vi comunico che il 10.06.2014 ho ricevuto una A/R dall’agenzia delle entrate in cui mi intimano di pagare il tutto entro 30 gg con aggravio del 10% di sanzioni oltre agli interessi……
    e cari scrittori di tale articolo!!! non sono passati 2/3/4 anni…..Ma E’ TRASCORSO APPENA 1 ANNO !!

    in fondo al documento c’è scritto: <<<le ricordiamo di conservare fino al 31.12.2017 (termine di ordinaria scadenza dell'eventuale attività di accertamento) tutti i documenti relativi a Unico 2013…….etc etc

    dunque ditemi : questa A/r che ho ricevuto è effettivamente l'AVVISO di ACCERTAMENTO ?

    sono costretta a pagare adesso quindi entro i famosi 30 gg ???

    grazie a tutti quelli che mi risponderanno
    angelina

  2. Giuliana 10 aprile 2014 at 2:59 pm #

    e allora? perche’ non la facciamo sta rivoluzione? o ancora sperate nelle chiacchiere di buon toscano di Renzi perche’ ha promesso 80 euro in piu’ sullo stipendio di Maggio?? BLA BLA BLA BLA BLA BLA BLA BLA BLA e intanto stanno comprando altre 250 auto blu, NUOVE!!! Anche questo e’ un gran buffone, servitore dell’Europa e della Germania, bandiera al vento basti vedere il suo passato politico, coe dice il vecchio saggio?? “chi di speranza vive DISPERATO” muore e infatti tutti i giorni c’ e’ qualcuno che non regge alla pressione e si toglie la vita!!!!!! DELINQUENTI AFFAMATORI DEL POPOLO!!!!!!LA FINE DI MARI ANTONIETTA DOVREBBERO FARE!!!!!

    • saverio 6 giugno 2014 at 11:57 am #

      Mi aggiungo alla lista. Sto cercato in tutti i modi, dal 2007 di stare a galla, di pagare tutti gli adempimenti fiscali ma alla fine non ce la faccio più neanch’io! Con un sistema fiscale folle come questo italiano e ottuso che non lascia respirare e toglie l’aria soprattutto a coloro che cercano di arrangiarsi e che chiedono solamente una tassazione EQUA! non ce la puoi fare!. In questi giorni mi è arrivato l’ennesimo avviso bonario che mi mette completamente KO! Ho resistito fino ad esso illudendomi di rialzarmi poco a poco ma niente. E ora? Cerco di pagare qualcosa prosciugando il conto già secco o chiudo! E se chiudo come campo! Come pago gli arretrati? Come faccio a farmi pagare dai miei clienti? E l’assistenza che ho sempre assicurato ai miei clienti …che figura ci faccio?!
      Di tutte quaste cose il fisco italiano non sa un caz.. Per i burocrati c’è sempre il sole e il raccolto c’è sempre. Credono di vivere in un fumentto a Paperopoli! Peccato che a farne le spese siamo noi.
      Però ci sarebbe un tentativo da fare che non ho sentito proporre da nessuno e che forse potrebbe darci una mano o farci ascoltare in modo molto forte ed è questo: la situazione è talmente grave che sentiamo ogni giorno aziende che chiudono licenziamenti suicidi. Visto che di quasto passo ci fanno morire perchè non ricattiamo il sistema con la chiusura in blocco di 50/100/150.000 patite iva!! Pensateci bene, non pagare le tasse non si può, ma se lo stato Italiano mi ammazza di tasse non può impedirmi di chiudere. Quandi se raccogliessimo tantissime adesioni con la quale si dice per esempio che il 30 settembre 2014 100.000 partite iva e aziende si presentano agli sportelli per chuidere l’attività?? E dal giorno dopo diventano un ulteriore peso per lo sato? E si va da a mangiare a casa loro che hanno lo stipendio assicurato grazie anche ai nopstri contributi? in modo molto ordinato e pacifico s’intende. Può sembrare una proposta populista ma non lo è affatto. Quando le cose sono gravi e soprattutto ingiuste si deve e si può contrattare. Mi viene in mente un episodio; a fine anni settanta il governo francese voleve introdurre la “vignette” il bollo sulle motociclette, non entro in merito se fosse giusto o sbagliato, ma piazza della Concordia a Parigi fu invasa da milioni di motociclisti per giorni fino a che la proposta fu ritirata e credo, ma non ne sono sicuro, che ancora oggi in Francia non si paghi il bollo su cicli e motocicli. Ogni tanto bisognerebbe imparare da i Francesi. Loro la rivoluzione l’hanno fatta sul serio mica chiacchere!
      Un saluto a tutti

      • silvia 24 luglio 2014 at 4:28 pm #

        In Francia è vero, non si paga il bollo su cicli, motocicli e neanche macchine !

  3. Massimo 21 marzo 2014 at 1:28 am #

    Io faccio cosi’

  4. ismael 17 marzo 2014 at 11:35 pm #

    Ciao, io mi chiamo ismael. Non ho lavoro ma veramente io voglio sapere si posso paghera la tssse di permesso di soggiorno senza lavora.

  5. Guglielmo Rinaldini 11 marzo 2014 at 7:09 pm #

    Posso suggerire una alternativa decisamente migliore.
    Chiudere l’attività in Italia e aprire in Slovenia. Noi abbiamo la possibilità di aprire società slovene in pochi giorni, aprire conti correnti, richiedere la residenza, chiedere una linea di credito securitizzata e poi andarla a garantire con una garanzia bancaria riassegnata di anno in anno e pagata come se fosse un assicurazione. La tassazione in Slovenia è al 17%.

    Hrh Prince Guglielmo Rinaldini

    http://www.guglielmorinaldinifinance.com
    info@guglielmorinaldinifinance.com

  6. tony 5 marzo 2014 at 12:39 pm #

    salve amici io o una piccola attivita e non riesco piu andare avanti sono 14 anni ce o aperto soltanto che sono 4 anni che si va indietro come il gambero xche vicino a dove o un attivita io hanno aperto dei centri commerciali e quindi la gente nei piccoli negozi non entrano piu io sono 3 anni che non riesco a pagare le tasse ecc e ora un altro po non riusciamo a pagare neppure le bollette come devo fare chiudo e che faccio se non ce un tubo da fare tutta manodopera estera prendono a lavorare sono un piccolo commerciante non sto pagando neppure qualche finanziamento che avevo fatto x saldare dei debiti e mi ritrovo ancora piu nella merda non o piu ninte di intestato ne macchina ne casa niente abito a casa affitto e attivita in affitto vorrei capire che cosa mi possono fare o un conto corrente aperto e un anno che e sempre in rosso x non parlare delle cartelle esattoriali non riusciamo a fare nessuno accordo che un dilazionamento di credito mi devo solo ammazzare io non riesco piu a capire se questo stato ci tutela o ci sta ammazzando non ci capisco piu niente sono disperato voglio capire che cosa mi possono fare magari mi mettono in carcere cosi sto meglio x non aver pagato i debiti ?

    • Vito 25 agosto 2014 at 7:03 pm #

      Che ti fanno? niente, non hai niente da perdere. Non preoccuparti non sei il solo, come te ci sono un sacco di persone compreso io, non paghiamo le tasse perchè non possiamo no perchè non vogliamo. Quando arrivano le carte non li leggere buttale direttamente. Prima poi tutti si troveranno nella nostra situazione, io credo che ci sia un complotto per prosciugare tutti i soldi degli italiani, e basta, quindi quei pochi soldi che riesci a guadagnare usali solo per il benessere della tua famiglia. In bocca a lupo! Ricorda non sei il solo!

  7. Manuel 26 febbraio 2014 at 11:55 pm #

    Grazie molto utile di questi tempi

  8. giancarlo 23 febbraio 2014 at 10:13 pm #

    io non riesco più a pagare le rate del mutuo della casa, tra poco la metteranno all’ asta cosa faccio? mi suicido per non pagare più? potrebbe essere un alternativa….

    • Vito 25 agosto 2014 at 7:24 pm #

      Credi che con il tuo suicidio risolvi qualcosa? Se fai ancora in tempo vendila, se sei sposato fai separazione dei beni e metti i soldi nel suo conto corrente un po’ alla volta. Questi non sono tempi per avere cose intestate se sei esposto fiscalmente. p.s. (hai mai pensato di fare una polizza assicurativa sull’incendio?) :)

  9. m5s 10 febbraio 2014 at 12:54 pm #

    Non vi seccate raga, pensatela come volete ma vi do una dritta per fermare tutta questa M…..DA. Si sente aria di votazioni, io all’inizio ero scettico ma mi sto rendendo conto che d’avvero è l’ultima speranza che ho, ovvero l’ultima carta… Facciamo una bella x sul movimento 5 stelle, non voglio incitarvi alla politica, ma loro sono la dentro e ascoltano noi cittadini, informatevi sul tubo se volete. é l’ultima carta e confido in questi ragazzi che sono Moooolto ingamba… Non abbattetevi, sono nella ca..cca pure io e me ne fotto dello stato che non mi pensa.
    Basta uccidersi per altri, basta disperazione!! Buona Vita

    • Catena 3 marzo 2014 at 8:16 am #

      Non basta una x. Serve la rivoluzione. Qui non si tratta solo dell’Italia, ma dell’Europa. Mes e Bilderberg. E ho detto tutto.

  10. MICHELE 9 febbraio 2014 at 11:51 pm #

    Michele da catania,salve scrivo per raccontare un pò della mia storia.3 anni fà ho perso il lavoro che credevo avrei fatto per sempre.Dopo il licenziamento ho lavorato anzi mi hanno sfruttato diverse aziende perchè avendo 1 figlio e mia moglie disoccupata devo fare tutto quello che mi capita.Ho usato parte della mia liquidazione per tirare avanti in questi anni.Alla fine decido di aprire una ditta individuale come ambulante con il principio che MAI AVREI INIZIATO A PAGARE TASSE a questi pezzi di merda ladri e schiavisti.Mi dispiace per l’INPS e altri enti che danno pensioni ai bisognosi,lo stato non mi ha mai dato una mano ne un minimo aiuto,quindi non vedo il motivo perchè dovrei pagare i loro SUPERMEGA stipendi e le loro SUPERMEGA pensioni.Mi dispiace ma non accetterò mai dei ladri al potere ne tanto meno verserò 1 solo euro per renderli + ricchi a prescindere che il governo cada o che si organizzi una manifestazione.Casomai mi multano o mi levano il mezzo con il quale lavoro,tanto oltre a quello non mi rimane niente.

    • giangi 17 febbraio 2014 at 9:49 am #

      sono d’accordo con te!

    • Vito 25 agosto 2014 at 7:28 pm #

      siamo in due, e sono sicuro che molti altri pensano e soprattutto fanno come noi. In bocca a lupo!

  11. marco 1 febbraio 2014 at 5:21 pm #

    E se uno è impossibilitato a pagare anche fra tre anni che succede?

  12. Franco 17 dicembre 2013 at 12:38 am #

    Buona sera a tutti . C’è qualcuno che mi può aiutare a capire come posso fare a stare tranquillo ? Ho un ristorante sono anni che il lavoro va in discesa ma io ho sempre investito e creduto che qualcosa migliorasse . Adesso sono 8 rate di mutuo della casa che non pago, 4 rate della macchina e 3 rate di un finanziamento . Chiudo e mando a casa 5 dipendenti con famiglia …ma pultroppo il lavoro c’è ma i conti non tornano guadagna sempre lo stato. adesso chiudo e ho tutta la attrezzatura del ristorante e del bar ,a vendere l’azienda non la prendono neanche a regalo .come posso fare con i miei debiti? Un forte grazie

    • morena 22 gennaio 2014 at 4:22 pm #

      bellissimo quello che hai fatto.. complimenti al tuo coraggio o disperazione.. tanto oggi è così o mangi o paghi le tasse

      • monique 12 giugno 2014 at 3:26 pm #

        peccato che non posso non pagare le tasse perchè su una pensione di 1200,00 euro con una trattenuta lo stato me le trattiene direttamente ed a novembre non mi da la pensione….vi piace questo !!!! ho pensato di vendere un rene sono vecchia ma in buona salute e se la casa non riesco a venderla ve lo dico il rene lo “vendo” è mio posso fare ciò che voglio!!!!

    • giampy 8 febbraio 2014 at 11:56 pm #

      un consiglio che ti do’ caro franco , rivedi i tuoi fornitori e le tue spese, rivedi i tuoi impiegati come apprendisti non fissi ma sempre a rotazione,assumi stagisti camerieri, limitati in tutto, verifica e cambia il cosumi elettrici, rivedi i prestiti che si possono prolungare con rate minori e avrai un respiro sulla tua ristorazione.

  13. puffoluciano 11 dicembre 2013 at 10:16 pm #

    Ragazzi in una sola mossa! Non pagate un cazzo! Poiché viviamo in dittatura fiscale e ora di ribellarsi… Io personalmente non pago più un mazza e delle lettere di ecquitalia me ne sbatto. Quello che avevo me lo hanno portato via ora non ho intestato una fava se non una p.i. e una montagna di debiti ma ora vivo meglio. C SN molti modi x per non farsi inculare in continuazione da questo stato d ladri.non pagate più nulla!!!!!!

    • Franco 20 dicembre 2013 at 12:42 am #

      è uno stato ladro ti succhia fino all’ultima goccia di sangue !!!

    • Luigi 11 giugno 2014 at 6:11 pm #

      Bravo

  14. Matteo Borriero 25 novembre 2013 at 11:51 am #

    Uccidiamo la bestia.

  15. Gabriella Codognotto 19 novembre 2013 at 7:44 pm #

    Agiamo subito !!!
    Fatemi conoscere i commercianti ,gli imprenditori che vorrebbero non pagare più niente e organizziamo un Mega sciopero.
    Non possiamo aspettare i “loro ” fatti, non ce ne saranno mai
    Siamo un popolo destinato a scomparire,

    Rispondetemi
    Gabriella

    • Andrea Demuru 24 novembre 2013 at 1:18 pm #

      “Roberto Corsi da anni gestisce un negozio di abbigliamento a Cosenza. Come tanti lotta per sopravvivere alla caduta dei consumi ma soprattutto sta lottando contro le tasse sempre più alte, la mancanza di prestito da parte delle banche. Da alcune settimane ha attuato una protesta che ha richiamato l’attenzione dei giornali: mette fuori dal negozio il registratore di cassa per non pagare più le tasse allo Stato. Nella vetrina del suo negozio ha esposto un’insegna “ME-MMT grazie Paolo Barnard. Non pago le tasse ad uno Stato Usuraio””.
      Continua su… http://memmt.info/site/intervista-a-roberto-corsi/

  16. Gabriella Codognotto 19 novembre 2013 at 7:41 pm #

    Fatemi conoscere i commercianti veneti ,lombardi ,etc che uniti vorrebbero dettare loro l’IVA ( come in Svizzera)…
    Mi unisco a tutti quelli che non possono scappare dall’Italia .
    a tutti quelli che hanno raschiato il “barile” e sono stanchissimi di tutte le parole e vogliono FATTI!!!!
    I fatti dobbiamo iniziarli noi ….non paghiamo proprio più niente!!!!!
    Ma dobbiamo agire subito .
    Penso che sia come organizzare un mega sciopero.
    Rispondetemi
    Non ne posso più

    Gabriella

    • giampy 8 febbraio 2014 at 11:59 pm #

      Giustissimo , io non sto’ pagando piu’

  17. Beppe 8 novembre 2013 at 2:26 pm #

    E se grossa parte (diciamo 90%) delle tasse da pagare (da non pagare x mancanza di liquidità e NON chiedere i soldi alla banca) fosse di INPS?
    Come sarebbe l’iter una volta che non sono state pagate alla giusta scadenza?

  18. Allmore 20 ottobre 2013 at 9:34 pm #

    Pare che tra le assurdità di questo governo, tipo garantire cittadinanza e stipendio statale ai clandestini, ci sia una proposta del solito ex comunista parlamentare di turno, di utilizzare una nuova imposta sulle bibite gassate, una sorta di accisa di ben 10 euro ogni ettolitro di prodotto.

    In pratica, l’acqua minerale gassata e la coca cola diventerebbero quasi un lusso, in quanto se poniamo una marca delle più economiche di acqua gassata che costa 10 centesimi al litro IVA esclusa, verrebbe raddoppiata, perchè 10 cent per 100 litri = 10 euro al pubblico IVA esclusa + la tassa da 10 euro, porterebbe esattamente al doppio il costo al litro IVA esclusa .

    Ponendo la coca cola a 80 cent al litro IVA esclusa, con lo stesso criterio essa costerebbe ben 90 cent alla quale andrebbe aggiunta l’IVA 22%.
    In pratica una bottiglia da 2 litri di coca al supermarket costerebbe 2,20 euro, contro 1,95 euro.
    Chiaramente gli aumenti del bar avrebbero ricarichi anche sulla nuova tassa, con aumenti al tavolo anche del 30% rispetto ad oggi.

    Evviva la nuova tassa italiana sulle bevande preferite dai bambini ! Acqua compresa.

  19. Carlitos 20 ottobre 2013 at 5:59 pm #

    Questo sistema lo uso da anni, non pago un cazzo e aspetto sempre l’avviso bonario.

    Mio nonno, buonanima, mi diceva: a pagare e a morire c’è sempre tempo.

    Quindi meglio pagare tra tre anni con qualche interesse, che tutti subito e maledetti.

    Mettiamo che l’itaglia fallisce, ho pagato per il cazzo….

    Quindi NON PAGO SUBITO, e se questo stato di merda fallisce mi tengo i soldi in tasca!

    • Allmore 20 ottobre 2013 at 9:38 pm #

      Con qualche interesse ? Quantificato in quanto, poniamo ogni 1.000 euro dovuti ?

      Nel conteggio di Quaglia, sono stati calcolati anche more, diritti Equitalia, diritti di riscossione e quant’altro ?

      Perdonatemi , ma ascoltando il mio di commercialista, ho un esito diverso da quanto descritto in questo articolo.

      • pierino 21 ottobre 2013 at 6:32 am #

        ovvio che non li ha conteggiati , ne convincerebbe meno ad ingrassare ancor di piu le casse dal suo amato stato

        • daniele quaglia 21 ottobre 2013 at 11:01 am #

          Pierino, ti ostini a non capire.
          L’avviso bonario dell’Agenzia delle Entrate è precedente alla cartella esattotiale, ergo oltre al 10% di penale secca e il 2,% annuo di interesse non ci sono assolutamente altre “sorprese”. Mi meraviglia il fatto che un cocciuto e ottuso come Pierino faccia l’imprenditore

  20. Riccardo Pozzi 16 ottobre 2013 at 7:12 am #

    In linea del tutto teorica se due milioni di partite iva si comportassero in questo modo il banco salterebbe per fallimento, dato che gdf e agenzia entrate non avrebbero materialmente il tempo di controllare un simile volume di pagamenti differiti, prima di nuovi differimenti.
    In linea pratica le prefetture e le caserme avrebbero l’ordine di scatenare il terrorismo fiscale e aprirebbero una campagna intimidatoria per far leva sulla leggendaria paura del padano di “non essere a posto” , così da far recedere un numero critico di contribuenti.
    In sostanza il sistema potrebbe funzionare ma richiede coraggio, simultaneità e accordo di almeno due milioni di piccoli imprenditori del nord. Ancora un po’ e neanche esistono più due milioni di imprese al nord.

  21. LUIGI 15 ottobre 2013 at 8:58 pm #

    AH, Quaglia, Quaglia: continui a copiare (male) le idee degli altri facendo sbagliare. La vuoi smettere o continui a far “casini” ? Io ti suggerisco di tagliare la corda, di acucciarti ad aspettare che la gente si dimentichi di te, altrimenti se continui, ti cercheranno per farti rendere di conto (e in solido) dei tuoi suggerimenti strampalati.
    WSM.

    • quaglia daniele 15 ottobre 2013 at 9:06 pm #

      Sono tutte cose già fatte da 240 soci LIFE dopo un piano messo a punto da vari consulenti pagati da LIFE.
      Luigi, se sei uno di loro avrei il piacere di incontrarti

    • Alberto Pento 15 ottobre 2013 at 10:00 pm #

      Coel kel ga scrito Coaja, le me par tute robe de bon senso:
      se no ghè skei no se paga, no me par on dir fora de la grasia del Signor,

      Pitosto el to dir, caroLuigi el me par fora de la grasia e bauco!

      Sito anca ti, par caxo, on fanfaron furfante de sta fameja kive?
      Fanfaroni, ciarlatani, farlopi e furfanti
      https://docs.google.com/file/d/0B_VoBnRLQEo4cVJvX19HbHFLYmc/edit

    • quaglia daniele 15 ottobre 2013 at 10:01 pm #

      Caro L.G. io ho il coraggio di mettere il mio nome e la mia faccia su quello che dico e su ciò che faccio. Non penserei mai di nascondermi dietro pseudonimi o banali nomi di battesimo e sta’ certo che avvertimenti mafiosi come il tuo sortiscono l’effetto contrario di quello che tu avrai pensato: mi esaltano e mi caricano tanto che affronterei a mani nude qualsiasi omuncolo armato

      • giorad 16 ottobre 2013 at 12:14 am #

        Bravo Quaglia. Credo tanti tuoi detrattori siano trolls… pagati da Roma.

    • Raphael Pallavicini 20 ottobre 2013 at 11:16 am #

      Certo tu che sei molto più intelligente ed acculturato di noi potresti illuminarci, nevvero caro Luigi? Indicaci tu o saggio Luigi la gloriosa e luminosa via pure un futuro prospero e felice! :-)

  22. Paolo Laires 15 ottobre 2013 at 8:33 pm #

    Assolutamente vero: io consiglio a tutti i miei clienti che sono costretti a utilizzare fidi bancari di procedere al differimento del pagamento delle imposte, visto che il ritardo con cui l’Agenzia delle Entrate invia l’avviso ex art. 36 (il cosiddetto avviso bonario che rileva la differenza fra dichiarazione e importi pagati) è mediamente attorno ai tre anni, e quindi la somma di sanzione del 10% e interesse legale al 2,5% è addirittura inferiore agli interessi che si pagherebbero alla banca per un fido di egual valore e durata. Due piccole correzioni alle istruzioni: uno, in dichiarazione non va indicato quanto si paga, ma solo quando si dovrebbe pagare; il commercialista quindi deve solo evitare di inviare gli F24 per vostro conto (se li fate fare al suo studio), e deve tener conto nella dichiarazione dell’anno successivo che non sono stati pagati gli acconti. Due, quando arriva l’avviso bonario, le rate sono 6 trimestrali se l’importo è inferiore a 5mila euro (quindi 18 mesi), oppure 60 se superiore (quindi 5 anni). In questi casi, per ottenere la rateazione, c’è solo da pagare un 3,5% annuale (sempre meno dell’interesse bancario, in genere), e non c’è nessuna formalità (basta pagare la prima rata entro 30 giorni): si guadagna in liquidità e minor esposizione bancaria. Se non si paga, dopo in media un anno arriva la cartella di Equitalia, più cara perché contiene la sanzione completa, al 30% invece che al 10%; ma anche in questo caso è possibile pagare in 72 rate mensili; fino a 50mila euro, non c’è nessuna formalità, basta richiederla.
    La stessa modalità differita di pagamento si può utilizzare anche per l’IVA, con l’avvertenza però che l’importo non pagato non può superare i 50mila euro per anno: oltre questa soglia c’è sempre la denuncia penale. E’ invece sconsigliabile non pagare le ritenute fatte su dipendenti e assimilati come sostituto d’imposta, e relativi contributi previdenziali: per queste somme la sanzione penale scatta sempre, anche se è prevista una clausola di non punibilità, ma tra seccature, avvocato, problemi vari, è meglio evitare.
    Per pierino: il DURT non esiste, è stata una insolazione estiva pensata dai grillini, mai diventata legge. Esiste invece la solidarietà fra committente e subappaltatore, ma le modifiche di questa estate l’hanno circoscritta solo agli importi dovuti come sostituto d’imposta e ai contributi relativi al personale che è impiegato nell’appalto, escludendo l’IVA e tutte le altre imposte. Altre solidarietà fra clienti e fornitori non esistono, attualmente (c’era quella nel caso di commercio di parti di computer e telefonini, ma adesso con l’inversione contabile praticamente non c’è più).

    • quaglia daniele 15 ottobre 2013 at 9:11 pm #

      Grazie per le conferme e per le rettifiche

    • pierino 16 ottobre 2013 at 12:44 am #

      non serve che sia diventato leggi. han fatto girare un doppio controllo che di fatto molti devono considerare. se non paghi sei fuori dai giochi e chiudi.

    • Franco 20 dicembre 2013 at 12:48 am #

      Ciao Paolo …mi potresti dare un consiglio su quello che ho scritto io grazie

    • Bruno 22 marzo 2014 at 6:34 am #

      Salve, vale anche x i contributi INPS questa soluzione?grazie

  23. Dan 15 ottobre 2013 at 7:00 pm #

    5 mosse ? Ne bastano 3.

    1) Non pagare. Niente dichiarazione dei redditi. Cancellazione della p.iva. Via Sciò ! Lo possono fare i clandestini allora lo dobbiamo fare anche noi.

    2) Si convocano i propri dipendenti e gli si spiega veramente bene e con sincerità qual’è la situazione (è ora di finirla con questo giochino del divide et impera, padroni presunti ricchi evasori contro poveri operai) e da quel momento si paga lo stipendio a loro direttamente bypassando inps e merdate connesse.

    3) Le armi a padroni e dipendenti. La difesa reale e concreta contro i predoni dello stato. Parole e attendismo non porteranno a niente.
    Questo stato non morirà per i debiti (basta fare un fischio alla lucertola che si mette di nuovo a stampare) ma quando la gente lo rovescerà smettendo di riconoscergli ogni forma di legittimazione.

    • quaglia daniele 15 ottobre 2013 at 9:02 pm #

      ma quanti sono disposti a fare queste tre cose?

      • Dan 15 ottobre 2013 at 9:51 pm #

        Quanti sono veramente intenzionati ad essere liberi ?

        • giorad 16 ottobre 2013 at 12:16 am #

          Come per Nextain, basta fanfaronate… Tu che fai, meglio di Quaglia?…

      • Giuliana 10 aprile 2014 at 2:51 pm #

        IO POVERA PENSIONATA A 650 EURO AL MESE DOPO 24 ANNI DI LAVORO, SAREI PRONTA DA ANNI A BATTAGLIARE MA MI SONO RESA CONTO CHE POI, IN FONDO IN FONDO, SIAMO UN POPOLO DI CACASOTTO!!!!!!!! SCUSATE LA PAROLA

        • Leonardo 10 aprile 2014 at 3:15 pm #

          :-)

  24. quaglia daniele 15 ottobre 2013 at 6:46 pm #

    ci sono recenti sentenze di assoluzione per imprenditori che hanno preferito pagare i dipendenti piuttosto che pagare l’IVA ed erano stati accusati di evasione IVA.
    E’ assurdo chiedere prestiti bancari per pagare le tasse.
    Non fatelo mai più

  25. Coro Cosimo 15 ottobre 2013 at 6:45 pm #

    Figuriamoci.. a me è successo che vogliono farmi pagare la tassa che non esiste.
    Vi racconto la mia odissea con l’Agenzia delle Entrate, è di interesse collettivo poiché, ogni qualvolta inviano una richiesta di pagamento secondo le informazioni in loro possesso, chiunque potrebbe avere l’amara sorpresa di pagare la tassa che non c’è.
    La mia ultima busta paga del 31/12/2008, alle dipendenze dello stabilimento di laterizi Ala Fantini di Montemesola (Taranto) del Gruppo Fantini di Lucera (Foggia), è gonfiata di cifre in modo disordinato, magicamente però tutti questi numeri spariscono e non corrispondono al netto da percepire, infatti ricevo soltanto € 3.126 pur tenendo conto della mensilità di dicembre, assegni familiari, lavoro straordinario, ferie non godute, 3 anni e 2 mesi di TFR dal 03/11/2005.
    Pertanto, dopo svariate insistenze, avvio un procedimento legale contro tale azienda per chiedere il risarcimento degli emolumenti “reali” spettanti.
    Premetto che ho lavorato già precedentemente con tale azienda con un intervallo di 4 mesi e che il TFR del precedente rapporto di lavoro mi fu regolarmente tassato, e questo particolare della nuova assunzione è stata la causa di una parte del disordine in busta paga, poiché sono stati riproposti i Dati del TFR del precedente rapporto di lavoro, peraltro in modo confuso e senza incasso effettivo, e quindi l’Agenzia delle Entrate di Taranto mi ha chiesto la riscossione di € 2.897 di tasse relative ad esso.
    L’altra parte del pasticcio, più che pasticcio è appropriazione indebita, è che tale azienda si è trattenuti in busta paga €5.000, intesi come “restituzione dipendente” come per stare a significare di aver acquisito un prestito o un anticipo, che io non ho mai chiesto né tantomeno ottenuto.
    Mi sono recato ben quattro volte nell’Agenzia delle Entrate di Taranto, ogni volta hanno mostrato un vistoso disorientamento nel ricercare la causa di tale anomalia e infine per rispondermi, il direttore ha rimediato con un secco “è evidente che i Dati che ci ha fornito questa ditta sono falsi, ma noi abbiamo questi Dati, quindi paghi”. Oltre al danno di essere stato derubato dal mio ex datore di lavoro, anche la beffa.
    Venerdì 27 luglio 2012 mi sono recato nella sede del Gruppo Fantini di Lucera (Foggia) via san Rocco 45, per provare ancora una vola a discutere le incongruenze della mia busta paga direttamente con chi a suo tempo l’ha elaborata, il direttore amministrativo in persona, e nonostante le mie proteste mi ha riconfermato che la busta paga è a posto.
    I 30 giorni utili per il pagamento sono scaduti il 03/08/2012 e non ho assolutamente intenzione di pagare “la tassa che non c’è”.

    Osservo:
    • In busta paga c’è una serie di voci TFR in apparenza figurative ed in conflitto con la matematica e la data di assunzione, messe a caso nella colonna delle competenze che non vanno a sommarsi nel Totale Competenze. Per cui mi chiedo che criteri usa l’Agenzia delle Entrate per avvalorare un presunto reddito in realtà mai incassato? nonostante che anche la documentazione da me portata in visione prova che non è possibile.
    • I Dati falsi forniti dall’azienda Ala Fantini all’Agenzia delle Entrate sono considerati conformi, quindi secondo tale agenzia sarebbe regolare se ciò avvenisse sistematicamente con 15 milioni di dipendenti in Italia, se va bene per uno.. dimostra che va bene per tutti.
    • Se all’Agenzia delle Entrate sono incapaci a respingere al mittente l’immondizia che gli giunge, o perché sono scarsi e non sanno usare gli strumenti che hanno a disposizione o perché sono pigri.. come si può contrastare l’evasione fiscale? poiché è possibile anche consegnar loro informazioni in malafede, tanto poi nessuno chiederà conto se sono autentiche.
    • Ma non è un reato “falso ideologico” se un pubblico ufficiale procede nonostante la consapevolezza del contenuto non veritiero di un documento anche se redatto da secondi? (riferimento ai Dati inviati dal Gruppo Fantini di Lucera all’Agenzia delle Entrate di Taranto, fasulli ma considerati a norma da questi ultimi).
    • E’ da riflettere che un imbecille, solo un demente può fare una busta paga in queste condizioni e a perseverare che è tutto normale, riesce ad intasare il lavoro e a trascinarsi dietro due importanti apparati statali (Giustizia e Fisco), senza che nessuno gli abbia chiesto una rettifica dei Dati prima ancora di far danni.
    • Il dirigente dell’Agenzia delle Entrate di Taranto, a cui mi sono rivolto ufficialmente con una lettera di presentazione e reclamo, mi ha ingannato; la documentazione: cud 2005 e 2008, buste paga, lettera di licenziamento e assunzione, estratto contributivo inps ecc., che mi ha personalmente chiesto e fatti protocollare per ricostruire e correggere i Dati in loro possesso, a conclusione degli accertamenti non li ha più ritenuti validi sebbene provano che il contenuto di quel documento è falso. Non capisco per quale motivo me li abbia chiesti, visto che non sono serviti a nulla.. si poteva almeno risparmiare di chiedermeli. Mi pareva più un estorsore che un esattore.
    • Dopo aver manifestato il mio disappunto con l’Agenzia delle Entrate di Taranto, mi sono recato nella sede aziendale a Lucera e prima di discutere del problema con il direttore amministrativo, ho chiesto un incontro con la Proprietà in persona, ma ha rifiutato di ricevermi.. pertanto tra il non far niente e ciò che è nelle mie limitate possibilità ho optato per il web, poiché la facoltà di trovare la “soluzione” l’hanno rimandata al sottoscritto, l’unico tra le parti a non avere nessun potere decisionale.
    Stiamo parlando della più grande azienda italiana che produce laterizi, per cui avrebbero avuto sicuramente interesse ad evitare un danno d’immagine per poche migliaia di euro, poiché li ho avvertiti che sarebbe finito tutto online, compreso il filmato che immortala la bonifica dell’amianto fatta in modo illegale nello stabilimento di laterizi di Montemesola. Avvisato delle mie intenzioni anche il mio interlocutore, il dirigente dell’Agenzia delle Entrate di Taranto.
    • Per obbligare poi gli uffici di Taranto a svolgere semplicemente il loro misero compito di rivolgersi direttamente all’azienda e non al sottoscritto, ho dovuto protestare e scomodare ministeri e uffici generali; mi hanno risposto, affermando l’impegno a risolvere la questione ed ho ricevuto “per conoscenza” la lettera di sollecito per tale azienda a inviare nuovamente il mio carteggio fiscale senza errori, e ancora oggi sono in attesa degli eventi
    • Metto online il video dell’amianto bonificato illegalmente, contro la spettabile ditta Ala Fantini di Lucera, perché, per aver approfittato dei miei €10.000, è stata favorita dalla stupidità di un proprio dirigente nel redigere la mia busta paga e penso che non sia stato affatto un errore in buona fede, poiché il direttore generale in questione insiste che la busta è a posto, quindi faccio in modo che non si concretizzi uno strampalato proverbio “la stupidità premia”, per cui cerco di rovesciare questa condizione, sperando che tenerli sotto pressione possa convincerli a restituirmi il maltolto ed a mettersi in regola con l’Agenzia delle Entrate… Video: http://www.montemesolaonline.it/Tassa.htm

  26. quaglia daniele 15 ottobre 2013 at 6:36 pm #

    il DURC e non DURT, si riferisce esclusivamente alla regolarità contributiva, quindi INPS, INAIL e Cassa Edili.
    Non riguarda assolutamente Tasse e Imposte

  27. Albert Nextein 15 ottobre 2013 at 6:00 pm #

    Io già lo faccio, e mi va bene.
    Se non ne ho, non pago.
    E’ semplice.
    Poi, attuo tutta una serie di adeguati comportamenti per risparmiare altre tasse.
    Lo stato ha bisogno?
    Che aspetti, ed aguzzi l’ingegno.
    Aumenta le tasse ancora?
    Per quanto mi riguarda aspetta di più.

    • quaglia daniele 15 ottobre 2013 at 8:49 pm #

      Non tenere per te questa tua esperienza.
      Divulgala e insegna agli altri come fare

    • giorad 16 ottobre 2013 at 12:07 am #

      Einstein, hai rotto con le tue spacconate. Dai prove o taci.

  28. pippogigi 15 ottobre 2013 at 5:58 pm #

    Il problema è che così facendo alla fine i soldi all’italia bisogna sempre darli. E’ vero che così non ci indebita ma non si ottiene nulla, si rateizza un debito e basta.
    L’italia continuerà ad ammazzarci di tasse, tanto anche se in comode rate noi le paghiamo sempre e tutte.
    Il mostro va affamato.
    Immaginatevi invece uno scenario diverso: in Veneto (ma anche in Lombardia o in Piemonte) gli artigiani, i commercianti, gli industriali si riuniscono e decidono tutti insieme (morte a chi tradisce!) di portare la pressione fiscale a livello europeo.
    Quindi smettono di fare i sostituti d’imposta, fatturano con l’Iva ad aliquota massima 8% (come in Svizzera), versano della tasse pari ad un massimo del 33% del risultato d’esercizio civilistico (e non fiscale).
    Magari comprano una pagina dei giornali annunciando la loro intenzione e dicono che preferiscono combattere piuttosto che morire in silenzio (tanto a questi ritmi una sola cosa è certa: la chiusura dell’azienda).
    Il mostro invierà i suoi sgherri, minaccerà, vi additerà come evasori, infami, ladri. Ma se sarete in tanti e compatti, determinati nel vincere alla fine il mostro di fronte ad una intera popolazione (a parte i soliti traditori) unita dovrà alzare bandiera bianca.

    • quaglia daniele 15 ottobre 2013 at 8:48 pm #

      questo mio messaggio ha solo il compito di far capire agli imprenditori che “non pagare le tasse” in questi sistema si può.
      Siccome a parole tutti sono rivoluzionari ma nei fatti c’entrano sempre gli interessi personali: ci rimetto la casa, ci rimetto tutto ……!
      Prova pensare se il 30 novembre, sapendo che poco si rischia, gran parte degli imprenditori decidessero di non pagare le tasse in questa scadenza!
      Prova un po’ ad immaginare …… e prova un po’ a divulgare l’idea

      • Dan 15 ottobre 2013 at 9:55 pm #

        Il punto cruciale è essere tanti e compatti.
        Questo stato se ne sbatte se 300 mila persone manifestano con i palloncini ma si caga addosso davanti a poche centinaia di clandestini e zingari violenti infatti i primi continua a vessarli, i secondi si mette a rispettarli.

      • pierino 15 ottobre 2013 at 10:43 pm #

        il sistema è solo per pagare DOPO e DI PIU.
        ma sei sponsorizzato dallo stato Ladro o cosa ?

        • quaglia daniele 16 ottobre 2013 at 8:56 am #

          allora vai in banca, chiedi un mutuo (se te lo danno), con questo paga le tasse e confronta quanto hai pagato in più rispetto a quanto ho indicato io

          • pierino 16 ottobre 2013 at 9:54 am #

            la mia azienda non chiede mutui, e pur comprendendo oggettive mancanze di lavoro, per me chi non ha le spalle coperte non ha lavorato come un vero Veneto.
            quello indicato da Lei (10+2,5+2,5+2,5) è un 18,46% in piu di quello che pago alla data giusta.

            • daniele quaglia 16 ottobre 2013 at 11:34 am #

              Se uno paga in contanti si, ma ci sono 5 aziende su 8 che chiedono un prestito alla banca: questa è la norma ed a queste aziende mi rivolgo.
              L’eccezione è il pagamento in contanti e chi ne ha tanti non è interessato né allo sciopero fiscale né al cambiamento di questa situazione, si fa gli affari suoi e prega perchè nulla cambi.
              Ma purtroppo resta solo un’eccezione

      • pippogigi 15 ottobre 2013 at 11:16 pm #

        Quaglia, scusa se ti do del tu, ma in realtà tu non stai dicendo agli imprenditori come “non pagare le tasse” tu stai dicendo come diluirle nel tempo, il costo, il debito però rimane invariato.
        Qualunque imprenditore ha un commercialista, lo paga per quello, che sa consigliargli e da anni, che se non può pagare quali siano i mezzi per “diluire” o “rimandare” il pagamento delle tasse.
        Ad esempio, alla scadenza del secondo acconto del 30 novembre prossimo venturo gli si consiglierà di pagare entro 30 giorni con ravvedimento operoso, oppure di pagare a luglio in sede di saldo, ma poi gli arriverà l’avviso bonario per ritardato pagamento, se non può al saldo allora attendere l’avviso bonario e rateizzarlo. E’ un po’ la scoperta dell’acqua calda.
        Se tutti non pagassero al 30 novembre lo Stato avrebbe un vuoto di cassa, a cui seguirebbe immediatamente qualche tassa per coprire il buco, Imu, aumento dell’acconto Iva, aumento delle tasse sulla benzina, ecc tassa che da temporanea per coprire un buco diventerebbe ben presto permanente.
        Ho l’impressione che questa tattica di colpire lo Stato italiano (anzi stato con la s minuscola) ritardando il pagamento le tasse sia purtroppo già in opera da anni per cause di forza maggiore….
        Il messaggio da divulgare è che 146.000 aziende hanno già chiuso nel 2002, erano 20.000 nel 2011 (11.000 per fallimento) nel 2013 la situazione è peggiorata e non ci sono segni, vedi l’ultima manovra finanziaria, che le cose possano cambiare. Il messaggio è che o si rassegnano a chiudere l’azienda oppure devono lottare per tenerla aperta. L’unica lotta “pacifica” ed efficace è lo sciopero fiscale.
        Sono consapevole che alcuni, spero pochi, faranno i furbi: se gli altri scioperano loro pagheranno ugualmente le tasse, se lo sciopero funziona loro ne godranno i vantaggi, se lo sciopero fallisce loro non saranno penalizzati. In una guerra, e noi siamo in guerra economica con l’italia, non esistono i “neutrali”, esistono gli amici o i nemici. Chi paga le tasse all’italia è un nemico, finanzia l’occupante e all’indomani dell’indipendenza ne pagherà le conseguenze.
        Questo è il messaggio da dare dopo aver organizzato per bene lo sciopero fiscale.

        • daniele quaglia 16 ottobre 2013 at 9:12 am #

          Per lo sciopero fiscale mi trovi pienamente d’accordo.
          Ma lo sciopero ha bisogno dei grandi numeri per centrare i suoi obiettivi e per avere i grandi numeri è necessaria la consapevolezza.
          Se tutti già ce l’hanno, siamo a posto, possiamo indire lo sciopero fiscale per il 30 novembre p.v.
          Magari!
          Ma troppa gente non sa ancora che può “non pagare” ed ha il terrore della repressione.
          Se tutti sapessero che si può “non pagare” e che il rischio è nullo sarebbe più semplice convincerli allo sciopero.
          Quello che è ovvio e banale per te, magari non lo è per l’artigiano che hai accanto.
          Divulga anche tu l’idea e faremo lo sciopero fiscale, magari ad oltranza e vedremo se lo stato non scende a compromessi

          • pierino 16 ottobre 2013 at 9:51 pm #

            nessuno puo ‘non pagare’
            puo pagare subito, o dopo molto di piu.

  29. pierino 15 ottobre 2013 at 5:46 pm #

    DURT.
    peccato che chi non paga gli segano il lavoro.
    con lo spavento verso i clienti di dover concorrere al pagamento del non pagato dei propri fornitori…

    quindi il tutto scritto sopra , per chi vuole davvero sopravvivere, non è applicabile.

    • pierino 15 ottobre 2013 at 6:19 pm #

      e aggiungo che la sommare cosi le percentuali è pure un grossolano errore.

      • Paolo Laires 15 ottobre 2013 at 8:39 pm #

        no, pierino: è proprio così, perché l’Agenzia delle Entrate non pratica l’anatocismo, quindi calcola l’interesse legale a giorni: se pago con 1095 giorni di ritardo (sono 3 anni giusti), pago il 10% di sanzione fissa, e il (1095/365)*2,5 di interessi, cioè il 7,5%. Per il DURT, che non è mai esistito, già altri ti hanno risposto. Direi che i tuoi interventi sono infarciti di grossolani errori.

        • pierino 15 ottobre 2013 at 10:39 pm #

          e il 10+2,5 che non fa 12,5 %.
          il durt l han progettato e sospeso, resta il durc.
          ma la sostanza non cambia. o paghi o non lavori, altro che pagare in ritardo

          • daniele quaglia 16 ottobre 2013 at 9:15 am #

            io, la corda al collo, non me la metto per colpa dello Stato. Tu sei libero di farlo

            • pierino 16 ottobre 2013 at 11:46 am #

              dalla pianta raccolgo la frutta, perchè l ho coltivata nel tempo con sacrifici e fatica.
              buoni tutti fare la cicala e lamentarsi di come van le cose
              e per fortuna ci son pochi stolti che propongono agli altri d indebitarsi ancora di piu…

              vuoi far mancar i soldi allo stato facendo pagare DI PIU le ditte … davvero sei pagato dall italia per fregarci ancora .

              • daniele quaglia 16 ottobre 2013 at 12:50 pm #

                Pierino devi essere parente di Paperon de’ Paperoni.
                Beato te che non hai problemi, che raccogli bei frutti perchè hai seminato bene, che paghi le tasse in contanti e non daresti 50 cents di tutti i tuoi soldi per cambiare qualcosa perchè a te va bene tutto così come sta.
                Fra poco quando tutti saranno nella disperazione dovrai chiuderti tra mura di cinta e difendere con le armi quei bellissimi frutti che gente affamata, povera e disperata, tenterà di portarti via.

                • pierino 16 ottobre 2013 at 11:18 pm #

                  ai miei tempi ai giovani s insegnava a far le formichine, non di viver sul debito come gli americani. e sempre ho speso se e quando avevo la possibilita. nessun dipendente/collega ha il minimo sindacale e li ho sempre agevolati aiutati e siamo ben cresciuti assieme.
                  Chi ha fatto scelte scellerate, passi piu lunghi della gamba, etc… bhe se son messi male non li scuso per nulla. ripeto per me i Veneti son gran lavoratori che devono aver lavorato talmente tanto da aver le spalle coperte.

                  puoi suggerire pure collaborazioni con p.i. d intestatario cinese che evade tutto e dopo un paio d anni sparisce …

              • Simone Tretti 20 ottobre 2013 at 3:57 pm #

                Guardi che è palese nell’articolo che il signor Quaglia intende una massiva posticipazione dei pagamenti per mandare a gambe all’aria tutta l’itaglia!

                Infatti mi permetto di citare “4- L’Agenzia delle Entrate, fra 1-2-3-4-… anni (se questo Stato esisterà ancora) ”

                Dopo indica anche di (eventualmente) pagare la prima rata e fottersene ancora, ritardando ulterioramente.

                Questo si chiama “affamare la bestia”. Si svegli!

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