Si crepa sotto neve o macerie e la burocrazia del cartellino ride. Le intercettazioni dell’indegnità seriale dei dipendenti statali al caldo

terremoto belicedi STEFANIA PIAZZO – Vi ricordate l’Aquila? E giù risate per le lacrime di circostanza. Ora si va avanti a scoprire nuove intercettazioni anche sul caso di Rigopiano.

Tutti ridono. Tutti prendono sottogamba la catastrofe.

Caso ricostruzione del sisma del 2009.

La neo prefetto siciliana de L’Aquila,   insediata il 25 maggio del 2010, fa un sopralluogo fra le macerie del terremoto, c’è una intervista davanti alle rovine.

Ecco l’amabile conversazione con un prefetto calabrese. Si sghignazza… Ecco alcuni passaggi dell’eccellente conversazione:

Prefetta: Eh allora sono arrivata là, nonostante la mia…cosa che volevo…insomma essere compita…mi pigliai, mi caricai questa corona e la portai fino a…
Prefetto: Ti mettesti a piangere…sicuramente!
Prefetta: Mi misi a piangere.
Prefetto: Ovviamente, non avevo dubbi (ride).
Prefetta: Ed allora subito…subito…lì i giornali: “le lacrime del Prefetto”.
Prefetto: Non avevo dubbi (eh, eh ride).
Prefetta: Ehhhhhhh (scoppia a ridere) i giornali : “le lacrime del Prefetto”.
Prefetto: Non avevo dubbi (eh, eh ride).

Secondo episodio, salto temporale nell’Abruzzo dell’Hotel Rigopiano.

“E insomma, mica deve arrivare a Rigopiano? Perché se dobbiamo liberare la spa, al limite ci andiamo a fare pure il bagno”. Parla il dipendente Anas alle 15.35 del 18 gennaio 2017, poco più di un’ora prima che una valanga travolgesse l’Hotel Rigopiano di Farindola. E’ a colloquio con il responsabile del settore viabilità della Provincia, che ride della battuta del suo interlocutore.

Anche il dipendente Anas, si legge nell’informativa della Squadra Mobile di Pescara inviata alla Procura di Pescara, ride e aggiunge: “Cioè, ho capito che dobbiamo arrivare fin lì, però insomma è una bella tirata, lo sai meglio di me”. I due stanno parlando della possibilità di distaccare una turbina, che ritengono stia operando nel circondario di Penne e incidentalmente fanno dei riferimenti alla situazione dell’Hotel Rigopiano. Il funzionario della Provincia chiede: “quanto tempo… oggi pomeriggio non si può fare niente?”. E il dipendente Anas risponde che “mò, penso… oggi… la Madonna che c’è qua… eh… mo’ penso no”. L’altro a quel punto chiede se se ne parli per la mattina seguente e il dipendente dell’Anas conferma che “sì, almeno domattina, anche perchè quello con la turbina fino a mò ha faticato…”.

Massì, la morte può aspettare. Importante è timbrare il cartellino statale.

 

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2 Comments

  1. giancarlo says:

    Tutta questa gente va licenziata in tronco e poi incarcerata.
    Ma, state sicuri che alla fine nessuno pagherà veramente.
    Questi sono i dipendenti pubblici che abbiamo e che andrebbero presi a calci nel c… !!!
    A quando la prossima disgrazia provocata e non accaduta ???
    WSM

  2. caterina says:

    sti prefetti poltronari inutili e costosi, con codazzo di scorta sirene e divise…. forse ce ne sono ancora in giro nonostante l’abolizione… o no?

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