Spagna e crisi: una legge sospende gli sfratti a chi non paga il mutuo

di REDAZIONE

La Spagna corre ai ripari per fermare gli espropri delle case: il decreto legge per bloccare i pignoramenti a causa dell’insolvenza dei mutui sara’ varato giovedi’ dal Consiglio dei ministri. A confermarlo e’ stata la vicepremier e portavoce dell’esecutivo del Partito popolare (Pp), Soraya Sanz de Santamaria, che ha annunciato il varo delle misure ”piu’ perentorie e urgenti” per dare una soluzione al dramma degli sfratti e degli espropri, che richiede ”soluzioni agili”. Misure che il governo ha continuato a negoziare oggi con il partito socialista all’opposizione, senza raggiungere un accordo definitivo sui requisiti per rientrare nella moratoria. Ma, con o senza intesa, le norme saranno in ogni caso varate giovedi’.

Non saranno retroattive, ne’ riguarderanno gli sgomberi per morosita’ degli affitti, secondo quanto anticipato oggi dal segretario di Stato all’economia, Fernando Jimenez Latorre. La parola d’ordine e’ fare presto, per far fronte al dramma divenuto autentica emergenza sociale, che ha provocato due suicidi in una settimana: almeno mezza dozzina negli ultimi mesi, in un Paese in cui, secondo le stime dei costruttori, ci sono almeno due milioni di case sfitte o invendute. La crisi si accanisce sulle fasce piu’ deboli. Dal suo inizio, sono stati stimati fra 350.000 e 400.000 i pignoramenti e gli sgomberi coatti per insolvenza delle ipoteche, che hanno mandato in strada altrettante famiglie. Una media di 400 al giorno, con un incremento del 20% nell’ultimo anno. E il numero e’ destinato ad aumentare, secondo il rapporto pubblicato nei giorni scorsi da sette magistrati del Consejo del Poder Judicial, il Csm spagnolo, in cui si denuncia che le banche, protette da una normativa sull’esecuzione ipotecaria che risale al 1909, stanno alimentando la tragedia. I magistrati propongono che una parte degli aiuti alle banche venga destinata a coprire i debiti ipotecari dei nuclei familiari e che venga modificata la normativa sull’esecuzione ipotecaria, dal momento che la dazione in pagamento della casa non esaurisce il debito contratto con l’ente finanziario.

Perfino i poliziotti incaricati dell’esecuzione degli sfratti si oppongono agli espropri – almeno secondo quanto affermato dal sindacato Sup di Ceuta – secondo il quale ”ci sono alcuni colleghi che fanno gli operativi con le visiere dei caschi abbassati, per nascondere le lacrime”. Il suicidio di Amaya Engaya, 53 anni, ex consigliere comunale socialista di Barrakaldo, nei Paesi Baschi, il 10 novembre scorso, seguito da quello di un 53enne che si e’ impiccato a Granada e di una giovane suicida a Valencia, tutti in attesa dell’ufficiale giudiziario, hanno scosso il premier, Mariano Rajoy, che ha promesso la rapida revisione di ”una normativa profondamente ingiusta”. E ieri l’Associazione Spagnola della Banca e la Confederazione spagnola delle Casse di risparmio hanno annunciato la sospensione dell’esecuzione degli sfratti per morosita’ nel pagamento delle ipoteche, per motivi umanitari, nei confronti dei ”collettivi particolarmente vulnerabili”.

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3 Comments

  1. Nibbio says:

    Ma a chi, nell’insicurezza del futuro, non ha voluto rischiare e non ha contratto mutui ed a chi li ha contratti in misura oculata e li sta rimborsando con regolarità chi pensa ?

    Anche la capacità di risparmio è individuale: al medesimo reddito corrispondono comportamenti famigliari opposti !

    Viviamo, anche nell’Italia continentale, in una sorta di caotico pronto soccorso dove tutto è estremizzato e fuori dalle regole, dove le priorità sono sorteggiate o contrattate ed i risultati vergognosi !

    Diamo invece credito, in tutti i sensi, alla gente comune, quella che, col buon senso, ha sempre saputo risolvere i problemi delle famiglie e degli stati !

    • Dan says:

      In italia non ci pensa nessuno perchè da noi fino adesso siamo stati bravi solo a parlare e minacciare rivoluzioni ma di atti concreti s’è visto poco o niente, neanche un cazzo di sciopero dell’imu.
      Se in Spagna pignorano la casa per un debito risibile, la gente scende in strada e spacca tutto mentre da noi gli imprenditori s’impiccano e se va bene il commento più gentile che parte è “se l’è meritato”.

      Stupisce che fino adesso nessuno s’è attivato per far notare l’ingiustizia per cui un debito relativamente ridotto possa portare all’asta un immobile dal valore nettamente più elevato, senza offrire un minimo di garanzia per cui il debitore possa rientrare della differenza del valore al netto dei debiti.
      Il tizio che ha dato fuoco alla banca aveva un debito di circa 20 mila euro ma il tribunale vuole mettergli all’asta un podere che vale 5 volte tanto.

      La politica, interessata a difendere le speculazioni si guarda bene dall’intervenire e la gente, tranne in Spagna, non fa una mazza.

  2. Dan says:

    I suicidi non hanno scosso un bel niente: è la reazione successiva di chi è rimasto in vita e si trova nella stessa situazione che ha portato qualche movimento.
    Se la gente dovesse prenderci gusto e dare fuoco ad una banca ogni volta che scatta uno sfratto o un pignoramento, a dare fuoco al parlamento il passo sarebbe veramente molto breve.

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