Sesso e tradimenti, la clava di cartone di Vittorio Feltri su Libero

feltri

di SERGIO BIANCHINI – Partendo da un articolo di Libero c sviluppo alcune considerazioni.

Sembrerebbe di malavoglia e solo per necessità distributive, comunque Libero, giovedì 2 agosto, ha aperto una rubrica intitolata “Tradimenti d’estate” ed invita i lettori a segnalare “corna fatte e subite” e “colpi di testa mai confessati”. Evidentemente la questione è centrale anche se Libero la affronta artigianalmente,  senza arzigogoli e pareri di autorevolissimi pisicologi come fa continuamente il Corsera.

Ad una donna che lamenta il tentativo del marito di coinvolgerla in un menage a tre risponde direttamente Feltri, con un linguaggio tranciante e dilettantistico. Sembra difendere spazientito il vecchio senso comune. Ma non è così.

La sua risposta comincia così: “ cara Bruna,….tu hai sposato, senza forse saperlo, un porcellone”  cioè non “un normale cornificatore, bensì un tipo affetto da perversione acuta”. Ma, a quanto afferma Feltri, di tipi affetti da perversione acuta ne esistono parecchi, sia maschi che femmine “molte donne gradiscono a loro volta l’ammucchiata….pur fingendo inizialmente di essere contrarie”  Feltri continua dicendo che episodi così “sono molto ricorrenti, altrimenti non esisterebbero centinaia di locali in cui lo scambio di coppia è la ragione sociale dell’azienda.”

Nella sua reprimenda dell’eccessivo peso dato dalla donna alla vicenda col ”porcello” Feltri si defila dalla valutazione del dilagare, anche da lui ammesso, del fenomeno del ”pluralismo sessuale”

Non solo, si dice contrario ai menage plurimi con argomenti da spalatore orobico “ io con mia moglie non mi sono mai esercitato in maialate promiscue……non siamo santi, però siamo consapevoli che si fa già fatica a scopare in due, figurati in tre o quattro” ma critica la signora che rifiutando le proposte del marito ha chiesto il divorzio. ”Spaccare una unione per un capriccio diffuso non è mai vantaggioso. La solitudine non è più confortevole di una convivenza tribolata”

Tutto sommato Feltri consiglia le antiche corna ed anche il perdono e la riconciliazione” “Ciò che conta è rendersi conto che non merita una separazione, tantomeno un divorzio la circostanza che lui o lei sia andato a fare legna fuori dal bosco”. Confuta la signora che dichiara irreparabile un rapporto guastatosi dopo un tradimento perché secondo lui” Una toppa si può sempre mettere e continuare a volersi bene”.

L’apparente tradizionalismo e antico sentire di Feltri continua a esprimersi con altre dichiarazioni ardite ”L’orgoglio nel matrimonio è un cattivo consigliere….Il sesso non è fondamentale sebbene importante…. Dio ha sbagliato a  dire: andate e moltiplicatevi. Doveva specificare con chi”.

Lo stato confusionale di Feltri che faticosamente ha cercato di cavalcare la problematica si esprime con la “orobica” dichiarazione finale quando conclude il suo discorso dopo aver segnalato che in Inghilterra un bambino su tre risulta non concepito col marito: ” pertanto la mamma non sarà una zoccola però nemmeno una santa. Ergo le spose sono probabilmente meno pure degli sposi oppure entrambe le categorie fanno schifo”.

Il fenomeno del dilagare  delle separazioni, delle convivenze di ogni genere, dell’avventurismo sessuale divenuto quasi obbligatorio non viene analizzato. Feltri se ne dissocia parzialmente e sbrigativamente ma non lo comprende minimamente. Si limita a suggerire una resistenza soft, senza orgoglio.

Ma l’orgoglio e l’onestà  possono essere espulsi dal rapporto di coppia, liberamente scelto, in nome di un vantaggio, di una condizione migliore della solitudine? L’orgoglio e l’onestà, indispensabili all’uomo perbene, dovrebbero essere azzerati proprio nella relazione fondamentale? E se la trasgressione di massa è indispensabile non vuol dire che bisogna cercare soluzionoi organizzative della vita quotidiana moderna capaci di coniugare limpidamente  sia le necessità  degli individui che della comunità?

Nella lettera della signora e  nella risposta di Feltri non si parla poi dei figli. Sembra che la loro presenza non conti nulla. In fin dei conti sia la lettera che la risposta hanno qualcosa di artificioso che esprime si il rifiuto istintivo della “modernità sessuale” ma anche l’incapacità di inquadrarla teoricamente , storicamente e moralmente e quindi in fin dei conti la  subalternità.

Ciò conferma quello che sostengo costantemente e cioè che l’etica matrimoniale non è più difesa da nessuno in occidente, nemmeno dalla chiesa, che si la sostiene nel catechismo dogmatico ma perdona facilmente e soprattutto non contrasta le tesi avverse con la forza che sa esprimere in altri campi. E una delle tesi più “vetero- nuoviste” è che la sperimentazione del “tradimento” migliora o può migliorare la relazione di coppia.

Eppure nella dinamica mondiale, di cui tutti si riempiono la bocca, il rapporto uomo donna , la gestione della comunità domestica e la crescita dei figli sono  alla base del gigantesco disorientamento e scontro culturale e politico che anima sia i conflitti oriente occidente sia la cronaca quotidiana nelle nostre aree.

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2 Comments

  1. Ric says:

    Ha ragione Feltri , se è La Famiglia parte dalla prospettiva assoluta di una conquista di centralitá , un contratto sacrale che valorizzi ogni singolo elemento ma da intendersi “super partes” , tanto da richiamare “ amor c’ha nulla amato amar perdona “ ; bene rifugio affettivo ed economico senza fronzoli universalmente riconosciuto , origine e riferimento sicuro contro tanti smarrimenti , cosa volete che sia qualche sfogo con corna et affini ? Nel suo manuale , “l’ Adulterio “ Muhldorf individua soggetti catalogabili per affinitá comportamentali e propensioni da esserne destino vincolante nella relazione sentimentale affettiva sessuale : il donnaiolo , l’infedele , la virago , come tratti somatici .
    Addomesticare l’istinto pertanto è opera dell’uomo e non dell’animale , è opera laica e non religiosa !
    È conoscenza e disciplina attuativa necessaria a non combinare cazzate.
    Ergo , la chiesa non è il ginecologo ed il ginecologo non è Dio ; la chiesa è zeppa di “malati” ed ambulatori non idonei a curarli . Avvalersi di tale considerazione come incipit di pensare altrimenti , invito di precondizione a filtrare con analitica freddezza manifestazioni emozionalmente fuorvianti .
    Abbassare le mutande davanti ad un ginecologo destruttura per convenzione sia la vergogna che la paura che il senso di colpa ; è una razionalizzazione che il cervello impara , una forma di abitudine stereotipata dal comune senso di “normalitá” . È uno sdoganare il pudore svuotandone la perniciositá ;
    una via d’ uscita la fornisce il sostantivo di “NON PERSONA” :
    chi ha paura dello schiavo , dell’inferiore , del diverso , del diversamente abile , dell’entitá aliena non giudicante ? NESSUNO .
    Quando si è nudi l’evidenza di attributi differenti , come la forma di un naso , il colore degli occhi , il colore della pelle ; il discrimine non arriva dalla constatazione oggettiva di caratterizzazioni e funzioni ma da suggestione psicologica di riflesso “moral/ culturale “ somatizzata .
    La storia dell’uomo è la storia della sua socializzazione , non necessariamente della sua evoluzione .
    Da ignoranti e poveri , ad evoluti e ricchi ;
    Decodifica infatti l’ancoraggio al” frame semantico “ attualizzante , per offrire come si suol dire , la chiave di lettura idonea al netto di ogni valutazione morale e o modaiola .
    La destrutturazione sistematica della figura di padre , di madre di famiglia , l’introduzione del gender , delle giurisdizioni di finta tutela sono la prova provata di una costruzione strumentale ; che nulla osti liceitá di generico diritto ma l’insistita preponderanza sia devianza è più di un sospetto .
    Che la cartina di tornasole della felicitá interna lorda , indice di capacitá individuale nella visione e condizione delle libertá , sia il fissante di equilibrio alla saggezza esistenziale , amare se stessi nella dialettica inter relazionale è mostrare rispetto di una ricchezza intangibile riflessa come occasione ed opportunitá , tensione d’infinito , motivo e passione che tale “infinito” si realizzi .
    L’irreprensibilitá personale , conseguenza e precondizione per ricevere “certificazione “ dal rapporto di sillogismo tra aspetti complemetari Benessere e qualitá di vita attraverso un vivere “preventivo” fa scuola.
    Quando si verifica che attraverso il bacio passionale di due innamorati fluisca energia , è indispensabile “capacitá d’uso” , altrimenti il famoso seme , invece di cadere nella terra fertile , cade sulla roccia delle Alpi Orobiche e spunta qualche stella alpina , cara al bergamasco Feltri Vittorio , al professor Bossi ( sessuologo) su Antenna Tre Lombardia negli anni ’80 /90 con pertinente scientismo , o la dottoressa Grazziottin , una piacevole erudizione di complemento , quasi elegia come un Vittorio Sgarbi al commento introspettivo di capolavori artistici , da far resuscitare i morti .
    Brivido blu della trasgressione ?
    Che cosa , quel fluire per certi versi preoccupante di lascivitá verso il genere canino ed affini di dilagante esibizionismo o il quadro desolante degli scambisti , dei locali bi , tri , sopra , sotto , ammucchio o meno che possa determinare seria riflessione sulle esigenze nella scala dei bisogni ?
    Ma fatemi il piacere , che se non ci sono alcolici + pasticche + fumo + Facebook + non si muove nemmeno il briciolo di un pelino , tanto per gradire .
    Quando arriva il modernismo , lusinga del progressismo “invertito” che ti frega con “omosessuale è bello” , operaio è sfigato , lavoro è roba tribalist , terzomondista , tutti insieme appassionatamente per disperdersi è mai più ritrovarsi , bell’affare !
    L’affare in veritá qualcuno lo fa , indovinate chi?
    Siccome è necessario alzare l’asticella per sopraggiunto vento di “cambiata” , la conservazione pro domo sua sviluppa e fa prosperare male piante , seminati distruttivi e raccolti contaminati , per meglio godere rendite di posizione da ignoranza montante diffusa ; così come il re sole , con parrucca , pidocchi ed infezioni sessuali a carico pensava di essere Dio circondato da una élite di invasati , similmente la decadenza attuale concede onori ed imprimatur alle teorie bislacche e “progressiste “ che i re sole del mondialismo finanziario e caste , parassitismo statalista criminogeno italico , impongono al restante popolo che affaccendato d’ansia esistenziale , si appresta ad emulare , scimmiottare , rincorrere , esattamente la condizione d’ infelicitá cronica , inglobante naturalmente valvola di sfogo , che guarda caso , non sfoga un “ cazzo” .

  2. caterina says:

    Non ricordo chi l’ha detto, ma in un consesso serio ho sentito dire che il sei per cento degli italiani non sono figli di entrambi i genitori che hanno sempre avuto e per fortuna creduto che lo fossero.

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