Sesso e multe, ma il vigile capo è REINTEGRATO. Il giudice: “Grave errore” dell’ex sindaco leghista, sbaglia procedura licenziamento

di CASSANDRAvigili

E’ una storia ai confini della realtà quella che si sta consumando a Veniano, comune con  poco più di 2900 abitanti, a due passi dalla Pinetina di Appiano Gentile. La storia è questa: il comandante della polizia municipale e il suo collaboratore vengono licenziati dal Comune dopo una poco edificante vicenda giudiziaria infarcita di quel mix da film all’italiana, sesso e multe, così pare.  La donna fermata per strada che sarebbe stata invitata a risolvere in maniera bonaria, a conciliare senza pagare, avvisa i carabinieri e il colloquio negli uffici della polizia municipale viene così sentito dai militari dell’arma…

Scatta la denuncia e nel comando dei vigili vengono anche trovati oggetti non necessari all’esazione delle contravvenzione.

L’amministrazione comunale è a dir poco indignata, i provvedimenti sono drastici, sospensione e poi licenziamento per tutte e due i vigili. Ma…

Come è andata a finire?

E’ finita che il comandante licenziato due anni fa, è stato reintegrato con una sentenza del tribunale del lavoro, ed è   tornato in servizio, nei comuni limitrofi. Il comandante aveva patteggiato in sede penale 6 mesi di reclusione limitando la sua responsabilità al solo abuso d’ufficio; la pena era poi stata sospesa. Il collega era stato invece condannato  ad un anno e otto mesi, da svolgere (come Berlusconi) in 360 ore di lavori socialmente utili dopo le pesanti accuse.

Ma sul piano lavorativo le cose cambiano… Perché un vigile è stato reintegrato e l’altro no?

In questi giorni nella cassetta delle poste dei cittadini di Veniano, la giunta comunale ha inviato una lettera che di seguito riportiamo. La sostanza? Il vigile “semplice”, licenziato con provvedimento del segretario comunale, secondo quindi la procedura, non ha potuto appellarsi. Il comandante invece, licenziato dal sindaco, quindi, da persona giudicata giuridicamente incompetente dal tribunale per emettere il provvedimento, riprende il manico della paletta. Si vede rimborsate le spese legali e in più avrà gli arretrati degli stipendi.

 

La ricostruzione di cronaca

Da Il Giorno del 6 febbraio 2014:

“…le contestazioni che i due agenti avrebbero dovuto muovere istantaneamente alla conducente, si erano tradotte in una serie di condotte che hanno portato ieri entrambi davanti al giudice. La donna venne infatti convocata al comando di polizia locale, dove fu destinataria di una serie avance, da parte di Caldarelli, prospettandole che poteva essere la strada per risolvere il suo problema. Dapprima le aveva offerto di accompagnarla a casa, poi le aveva chiesto di tornare due giorni dopo, per risolvere la questione relativa alla sua auto. Tuttavia la donna, era andata direttamente dai carabinieri di Appiano Gentile, che avevano riempito gli uffici comunali di microfoni per le intercettazioni ambientali. Avevano così registrato tutto ciò che era accaduto al secondo incontro, quando Caldarelli l’aveva invitata alla macchinetta del caffè, reiterando le sue avances sempre più pressanti.

Era poi riuscito a trascinarla in un ripostiglio, ma la donna era riuscita a divincolarsi e a tornare negli uffici della polizia locale, dove i due agenti le avevano restituito l’auto, consentendole di andare a casa nelle stesse condizioni in cui l’avevano fermata. Durante la perquisizione nell’ufficio, i carabinieri avevano trovato una scatola di profilattici e due pistole giocattolo senza tappo rosso”.

Ecco il testo della lettera che l’amministrazione comunale ha fatto ora recapitare nelle cassette dei cittadini di Veniano.

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2 Commenti

  1. Simone T. says:

    No comment va, c’è poco da ridere.

  2. lucia says:

    E’ una brutta storia.Bruttissima storia.

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