Serve un manifesto per la nuova Europa dei popoli

 

brexit

di MARCELLO CAROTI – Manifesto per una Nuova Europa. Dobbiamo iniziare questo Manifesto rendendo onore al merito. E’ stata una iniziativa del Primo Ministro Cameron di dare al popolo del Regno Unito il potere di decidere se questa Unione Sovietica Europea potesse restare come è o se dovesse essere ridimensionata o, è possibile, se dovesse disintegrarsi.

Sappiamo che non era questa la vostra intenzione, Signor Cameron, ma nel fare questo voi avete dato all’Inghilterra il ruolo di un leader. Avete fatto vedere al mondo che gli inglesi non hanno paura del popolo e avete deciso, nella migliore tradizione anglosassone, di mettere ai loro piedi il potere di decidere. Noi sappiamo che questo è anatema per i Soviet Europei e quindi apprezziamo il vostro coraggio per avere sfidato la loro ira. Ci dispiace che voi non siate andato fino in fondo a questa iniziativa e non abbiate guidato voi stesso l’Inghilterra fuori da questa unione disgraziata; comunque, dobbiamo riconoscere che senza il vostro coraggio ora noi non saremmo dove siamo.

Ora che abbiamo ottenuto l’impensabile vogliamo prendere il testimone e promuovere altre iniziative impensabili che dovrebbero guidare gli europei verso la nascita di una Nuova Europa. Per questo sono necessari nuovi leader, è un problema di leadership. Uno spettro si aggira per l’Europa, lo spettro del Populismo. Tutte le potenze della vecchia Europa si sono coalizzate in una sacra caccia alle streghe contro questo spettro: intellettuali, economisti, la grande industria, l’alta finanza, le èlite al potere, i ricchi e famosi, e così via. Di qui due conseguenze.

Il Populismo viene oramai riconosciuto da tutte le potenze europee come una potenza. E’ gran tempo che i Populisti espongano apertamente a tutto il mondo la loro prospettiva, i loro scopi, le loro tendenze, e oppongano alla favola dello spettro del Populismo il manifesto di un movimento politico. Sappiamo che le élite europee usano questa definizione come un dispregiativo e noi non vorremmo descriverci con questo termine ma la cosa non ci preoccupa: dato che ci viene detto da loro non c’è motivo di prendersela. Il motivo che ci ha spinto a dare voce a questa iniziativa è stato il disastro prodotto da questa Unione e dalla sua moneta.

Abbiamo capito che questa Unione Europea è una idiozia. E’ iniziata sessanta anni fa grazie a un enorme contributo di buona volontà da parte di tutti i popoli europei. Dopo la guerra, sulla soglia dell’annientamento, hanno trovato la determinazione di avviarsi sulla strada di una iniziativa che avrebbe eliminato per sempre lo spettro di un’altra guerra. Per capire quanta buona volontà sia stata investita dagli europei pensate che nessuno ha mai fatto questo prima di noi.

Mai nella storia tanti paesi che avevano dedicato, per secoli, le loro migliori energie ad annientarsi a vicenda, mai erano riusciti a mettere assieme una unione politica. Questo è sempre stato il compito degli imperi. Sfortunatamente la buona volontà non è sufficiente. Sin dall’inizio questa unione è partita senza un programma che definisse gli obiettivi finali dell’unione. E’ iniziata come un’area di libero scambio ma poi è cresciuta, di nascosto, verso una unione politica, irrazionale e insensata, che sfugge a una qualunque definizione.

Questo fu dovuto al fatto che il nazionalismo degli europei avrebbe bloccato ogni tentativo di realizzare una unione politica ben definita: i paesi europei non si sarebbero mai accordati su nulla. Così, senza il consenso dei popoli, gli eurocrati si sono presi il compito di fabbricare una unione politica a loro insaputa.

Lentamente ma inesorabilmente questa area di libero scambio è cresciuta verso una organizzazione politica, indefinibile e indefinita, che ha usurpato i poteri dei singoli paesi fuori della portata di un qualunque elettorato. Considerate che il NAFTA, un’area di libero scambio ben definita, funziona senza parlamenti, commissioni, presidenti, grandi burocrazie e tutti gli organi che gli eurocrati ci hanno imposto. Una struttura assurda e incomprensibile, fonte di sprechi, corruzioni e normative che hanno trasformato l’Unione in un problema per le aziende europee, in particolar modo quelle medio piccole. La conseguenza imprevista di questa Unione è che gli eurocrati stanno distruggendo il capitale di buona volontà che gli europei ci hanno investito: sognavamo uno stupendo cavallo da lavoro e ci troviamo con una balena piaggiata. Sta marcendo e puzza.

Per questi motivi nuovi movimenti nazionalisti stanno alzando la testa e molti europei si avvicinano a partiti che sembra vogliano tornare alle brutte abitudini del passato. E’ per questa ragione che noi alziamo la nostra voce e indichiamo a tutti gli europei di buona volontà una nuova via: la nascita di una Confederazione Europea. La Confederazione deve iniziare con una Costituzione che definisce i poteri del governo centrale e degli stati. Gli stati delegano alla Confederazione alcuni dei loro poteri per mezzo della Costituzione quindi la Confederazione non potrà mai esercitare i poteri che non gli sono stati delegati. Gli stati restano indipendenti e sono liberi di lasciare l’unione per mezzo di un accordo ben definito che dovrebbe eliminare i problemi che si prospettano oggi per la Brexit; una lezione che dobbiamo imparare. Se volete che vengano dovete lasciarli liberi di andarsene.

Oggi leggiamo nei media che da diverse capitali europee si chiede vendetta, si vuole punire gli inglesi per questo tradimento. Un intellettuale ha definito la Brexit una infamità. Questo da solo giustificherebbe di lasciare questa compagnia. Tutto questo è incompatibile con lo spirito di una Confederazione che è e deve restare una associazione di popoli liberi. Sembra che gli europei non siano maturi per una Confederazione.

Servono nuovi leader. E’ indispensabile chiarire ai popoli che è per mezzo di una Costituzione Confederale che i poteri del centro sono tenuti sotto controllo perché gli sono stati delegati dagli stati che quindi sono liberi di sperimentare le politiche che vogliono nell’ambito dei poteri che si sono riservati. Una Costituzione è indispensabile per garantire la libertà degli stati; è stata la mancanza di questa Costituzione che ha consentito agli eurocrati di afferrare tutto il potere che gli riusciva.

Il nazionalismo degli europei ha reso impossibile di ottenere un accordo, una Costituzione, perché tutti temevano la perdita della propria libertà e così l’Unione Europea ha preso di nascosto tanto potere quanto nessuna Confederazione avrebbe mai fatto. Un altro esempio della inerente stupidità del nazionalismo. Una struttura confederata dà ai paesi ampi poteri di governarsi, innanzi tutto sulle materie di tasse e lavoro. Nessuna integrazione. Nessuna armonizzazione. Non ci servono. Ogni paese può adottare le politiche che vuole e solamente il tempo ci può dire quali sono le migliori. Sono necessari nuovi leader per convincere la gente a cambiare il loro modo di vedere e di pensare, per ripulire le loro menti dai due flagelli della psiche europea: nazionalismo e socialismo.

Il nazionalismo deve essere sconfitto per consentire agli europei di entrare in questo nuovo stato, la Confederazione, che non solo non usurperà le loro libertà ma ne sarà un garante. Il socialismo deve essere sconfitto in modo che gli europei abbandonino la fissazione di far diventare tutti uguali. E’ indispensabile che i popoli mantengano le loro identità e tradizioni, nessuno deve diventare quello che non è. La bellezza dell’Europa è la diversità dei suoi popoli e delle sue culture, tutto questo deve essere mantenuto. Nessun crogiolo di popoli. Inoltre una Confederazione non può esistere senza un forte impegno per una economia di mercato, la libera iniziativa e la libera concorrenza.

Noi sappiamo, non pensiamo, sappiamo che queste sono le sole condizioni che consentono al 99% di noi di guardare a un futuro di progresso e la sola salvaguardia dagli abusi dell’1%. Nessun trasferimento automatico di ricchezza può avere luogo tra gli stati. Ogni trasferimento può avvenire solamente con l’approvazione della assemblea degli stati, deve essere fatto per uno scopo preciso e deve avere una scadenza. Se alla scadenza il problema non è stato risolto il trasferimento deve essere interrotto e si devono studiare altre iniziative. In poche parole: la lurida solidarietà dei socialisti deve essere cancellata dalla psiche degli europei. E’ sotto gli occhi di tutti il disastro prodotto dalla moneta comune, l’Euro.

C’è un solo modo di risolvere questo problema: una Confederazione. All’interno di una Confederazione il debito degli stati non è più un debito sovrano, sarebbe come è ora negli USA ove, sotto la protezione del Capitolo 9, tutti gli enti pubblici possono fare fallimento. Infatti, in una situazione con così tanti popoli in così tanti stati è inevitabile che a volte uno stato o una regione o una città divengano inadempienti sui propri debiti. I fallimenti devono essere gestiti da tribunali specializzati e solamente una Confederazione può amministrare questi tribunali. Questa Unione Europea ha tolto agli stati la possibilità di stamparsi le proprie monete senza dar loro una protezione dai debitori per mezzo di una procedura di fallimento. Che follia! Che idiozia!

L’agonia del popolo greco è dovuta alla mancanza di questa procedura di fallimento; è il risultato del tentativo assurdo di far funzionare un’idiozia. L’Euro è una follia perché non è stato lanciato da uno stato Confederale ben maturato nel tempo. Un problema particolarmente doloroso è il manifesto di benvenuto verso tutti i “bisognosi” della terra che i progressisti hanno messo sulla nostra porta. Sembra che abbiano preso a cuore le parole scolpite ai piedi della Statua della Libertà; parole nobili e generose, ben dette nel diciannovesimo secolo ma che sono un delirio oggi in un mondo di sette miliardi di persone che sta sprofondando verso il traguardo dei dieci miliardi. Oggi quelle parole sono un delirio, il prodotto di allucinazioni cristiano-progressiste.

Una psicosi collettiva si è impadronita dell’opinione pubblica dei popoli occidentali e ci sta trascinando verso il suicidio collettivo della nostra civiltà. Per mezzo di questa psicosi gli attuali leader europei sono riusciti a convincere la gente che loro hanno il dovere di ricevere, integrare, assistere, curare tutti i popoli “perseguitati” da qualunque parte del pianeta vengano. Delirio. La realtà è che nessun disastro può dare ad alcuna persona alcun diritto nei nostri confronti né a noi alcun dovere nei loro. Sono solamente loro che hanno il dovere di mettersi in ordine. Questa psicosi ha potuto impadronirsi della opinione pubblica occidentale a causa di una specie di nostalgia per il colonialismo di due secoli fa, quando la razza superiore europea dominava il mondo. E’ il sottoprodotto della fine del colonialismo con il razzismo che gli era associato. E’ l’ultima, grottesca manifestazione del “fardello dell’uomo bianco”.

Questa immigrazione ha portato in casa nostra idee, religioni, fedi e costumi che sono estranei alla nostra civiltà che è, e deve restare, fermamente ancorata al principio della laicità dello stato. Ci sono stati necessari secoli di sofferenze e fiumi di sangue per tirarci fuori dal medioevo, i secoli bui, e non ci vogliamo tornare. E’ indispensabile dichiarare apertamente e senza esitazioni che non tutte le fedi, religioni, idee sono le benvenute e hanno diritto di cittadinanza nella nostra terra. Chi viene nei nostri paesi deve innanzi tutto dichiarare di accettare i valori della nostra civiltà e rinunciare chiaramente e per sempre a tutto ciò che gli è contrario. In particolare, per evitare un qualunque arbitrio, dobbiamo esigere dai nuovi arrivati che condannino chiaramente, senza se e senza ma: schiavismo, poligamia, sacrifici umani e animali, mutilazioni.

Sono queste delle pratiche talmente ripugnanti che non dobbiamo accettare alcun compromesso; per nessun motivo. Per quelli che non intendono cambiare, la nostra risposta è semplice: fate le valigie. Siamo sicuri che riuscirete a sistemarvi con soddisfazione nel restante 90% dell’umanità. Sappiamo che quello che abbiamo appena scritto ci mette in contrasto con i principi espressi nella costituzione americana, nel Bill of Rights, e in molte altre costituzioni. E’ indispensabile che le costituzioni siano emendate per stabilire che il governo ha il dovere di prendere tutte le misure necessarie a che nessuna religione, fede, ideologia che non aderisce ai summenzionati principi possa stabilirsi sulla nostra terra. Queste disposizioni devono essere considerate degli strumenti indispensabili per uno stato laico.

Noi non pensiamo che i padri fondatori degli USA fossero degli ingenui, il problema è che loro non potevano prevedere fino a dove potesse arrivare la follia umana. Neanche nei loro peggiori incubi avrebbero potuto immaginare che oggi una così gran parte della opinione pubblica americana, sotto la solerte guida del loro presidente, si sarebbe battuta per obbligarci ad accettare la presenza in mezzo a noi di gente che vuole distruggere i più fondamentali principi della nostra civiltà e possono continuare a farlo impuniti perché sono protetti dalla Costituzione. E’ sulla base di questi principi che invitiamo tutti gli uomini di buona volontà d’Europa a combattere questa Unione Sovietica Europea: non è possibile riformarla.

Gli eurocrati si batteranno con le unghie e con i denti per difendere i loro privilegi. Loro si considerano i soli depositari della verità, pensano di essere il solo futuro possibile per i nostri figli, sono così ottusi, ostinati, arroganti che non cambieranno mai. Se vi sembriamo esagerati considerate questo: noi non abbiamo né sentito né letto che nessuno di loro abbia mai ammesso una qualche colpa o responsabilità per questa Brexit.

Secondo loro tutto questo rivolgimento è colpa della perfidia dei Populisti, dell’egoismo degli inglesi e dell’ignoranza di quei vecchi scemi che hanno votato così male. Nessun ripensamento, nessun dubbio, nessun senso di colpa. Loro non si sbagliano mai! Non possiamo lasciare il nostro futuro nelle mani di questi disgraziati. Ora come è normale i Soviet Europei tenteranno qualche loro trucco e cercheranno di far ripetere il referendum finché voi non votate come vogliono loro. Indecente! Dobbiamo renderci conto che questo scontro non cesserà mai perché i progressisti non cederanno mai. Ora l’Europa è diventata il campo di battaglia di uno scontro che ripeterà la tragedia della guerra civile Cattolici-Protestanti che sconvolse l’Europa nel diciassettesimo secolo.

Siamo alla vigilia di un’altra guerra dei trent’anni che, speriamo, sarà combattuta solamente nella cabina elettorale. Noi vi preghiamo di non farvi trascinare dal risentimento contro questa Unione e rinunciare a ogni ulteriore progetto per una Nuova Europa. Vi invitiamo a dedicare del tempo per riflettere su queste parole perché noi non abbiamo un’altra alternativa! Una Confederazione Europea è la sola alternativa che abbiamo. Non c’è alcuna altra soluzione, nessun altro futuro perché solamente una Confederazione può unire così tanti paesi che da secoli sono stati sovrani. Lasciate che i progressisti vadano alla deriva verso il loro delirio. Lasciate che le classi dominanti tremino alle vittorie dei Populisti. Dobbiamo rovesciare le classi dirigenti d’Europa.

Dobbiamo riconquistare i nostri paesi. Dobbiamo riconquistare la nostra civiltà. Abbiamo bisogno di nuovi leader; chi vuole raccogliere il testimone? Uomini di buona volontà d’Europa, alzatevi, fate sentire la vostra voce, sollevate le teste e non lasciate che i nostri confini ci impediscano di unirci in questo progetto. Nessuno di noi ha la forza di rovesciare questa dirigenza UE, è indispensabile unire le nostre forze. Spezziamo le catene che il nazionalismo e il socialismo ci hanno attaccato al collo. Uomini di buona volontà di tutti i paesi d’Europa, unitevi!

 https://independent.academia.edu/MarcelloCaroti

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