16 anni fa l’impresa dei Serenissimi: dalla cronaca alla Storia

di REDAZIONE*

Gli 8 Uomini della Veneta Serenissima Armata, divenuti noti con l’appellativo di Serenissimi, sono partiti dall’abitazione di Domenico Brunato, a Terrassa Padovana, la sera dell’8 Maggio 1997 con un camion che trasportava il famoso Tanko blindato, direzione il Tronchetto di Venezia. Ad accompagnarli fino all’imbarcadero che li porterà poi in Piazza San Marco, ci sono Segato, Brunato e Severino Contin alla guida del camion.

Gli 8 salgono a bordo dell’ultima corsa disponibile del servizio ACTV di Venezia, verso mezzanotte. Questo servizio di linea trasporta uomini e mezzi al Lido. Appena imbarcato il camion ed un camper di supporto sul fatidico traghetto San Marco dell’ACTV di Venezia, il percorso subisce una piccola ma significativa deviazione: destinazione la Piazza più famosa del Mondo. La squadriglia “Serenissima”, affiatata metodica e determinata a portare a termine la propria missione, prende il possesso della motonave, ingiunge al comandante di salpare e giunta davanti alla piazza effettua lo sbarco più clamoroso che la città sorta dalle acque abbia mai visto sul proprio suolo: un Tanko autoblindo MB 007 , della stazza di   80 quintali tocca il selciato, passa in mezzo le colonne di Todaro e San Marco dissuadendo col suo aspetto minaccioso le tenui resistenze che giungono dal molo adiacente all’attracco, mentre il camper segue a ruota.

Il Tanko diventa padrone della piazza, e sei membri della squadriglia si asserragliano all’interno del Paron de Casa issando la bandiera veneta dal loggione. Sì, quella incredibile notte di primavera, Venezia, il grande leone tornò sul tuo mare! L’antico Spirito Veneto non si è ancora spento ed 8 tuoi figli, come una volta, hanno rischiato tutto per te. Mancavano solo tre giorni al bicentenario del “tremendo zorno”, quando la classe dirigente della Serenissima aveva ceduto ingloriosamente il potere allo straniero Napoleone senza combattere, indegna di un Popolo che agognava San Marco. La notte fra l’8 ed il 9 Maggio 1997 la squadriglia della Veneta Serenissima Armata, composta dai discendenti diretti di quel Popolo ha riportato il gonfalone nel punto più alto di Venezia riscattandone l’onore.

Quella notte da leoni il mondo intero ha guardato attonito questo nuovo sussulto della Serenissima. Mentre la piazza veniva progressivamente circondata e militarizzata dalle forze dell’ordine verso mattina il gruppo dal campanile lanciava l’incitamento alla popolazione veneziana con proclami sulle frequenze di Rai1.
Gli 8 resistono all’interno fino alle 8.30 del mattino. La squadriglia Serenissima, per trattare con le autorità italiane, aveva incaricato il proprio Ambasciatore, Giuseppe Segato, che sarebbe giunto poco prima di mezzogiorno. Ma da Roma l’ordine è perentorio: neutralizzarli prima.Un reparto speciale dei carabinieri italiani irrompe maldestramente all’interno del monumento, pone fine all’impresa Serenissima, e tortura due componenti della VSA dopo averli arrestati.

L’impresa dei Serenissimi, in quel preciso momento, esce dalla cronaca ed entra nella Storia.

*Tratto dal sito http://www.bepinsegato.org

INNO ALLA BANDIERA VENETA

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20 Comments

  1. luigi bandiera says:

    GLI OTTO SERENISSIMI DIMOSTRARONO CHE SI PUO’ CONTESTARE LO STATO ITALIA CHE CI TIENE SOTTO ABUSIVAMENTE O CON L’IMBROGLIO PIU’ O MENO MAFIOSO E O POLITICO..!! IL KE NON VUOL DIRE DEMOCRATICO.

    At salüt

  2. Roberto says:

    Io c’ero, e fin dal primo momento.
    Purtroppo a San Marco, tutti i presenti erano muti, direi con la coda tra le gambe.
    Adirittura qualche commerciante italo-veneziano, plaudeva alle forze dell’ “ordine” che tornavano a restituire ai loro clienti la più bella e famosa piazza del mondo.
    Nessuno, ripeto nessuno, aprì bocca mentre li portavano via, l’unico “Viva San Marco” è uscito dalla mia bocca, poco, troppo poco. Poi venne costituito il comitato di sostegno per gli otto di San Marco, definiti poi serenissimi dal sottoscritto. E’ stato l’inizio.
    Gli “eroi” indipendentisti odierni, quei giorni erano lontani sia fisicamente e, purtroppo, anche ideologicamente. Tutti italiani insomma… lo specchietto per allodole “padania” non era ancora stato partorito dal più gran traditore della storia del Popolo Veneto: Umberto Bossi. Ne prese le distanze, adirittura li accusò di essere dei servizi segreti italiani… Patetico. Chi era da sempre sul libro paga italiano lo ha dimostrato la storia vigliacco traditore.
    Se allora la lega nord non fosse esistita, chissà forse a San Marco oggi mancherebbe il tricolore (massone).
    Ma la storia non si fa ne con i se ne con i ma.
    Ora vi sono altri specchietti per allodole in giro, che dell’indipendenza del popolo veneto non hanno fatto un fine, ma un mezzo per arrivare a sedere da qualche parte, ben remunerato, direttamente ed indirettamente aspettando che il padrone italiano getti qualche avanzo dal tavolo… cani.
    Chiudo e cito due proverbi:
    Chi và al mulino s’infarina.
    Nessuno taglia il ramo sul quale è seduto.
    Meditiamo Veneziani…

    • Crisvi says:

      Molto interessante il tuo resoconto Roberto, che m’invita a riflettere su diverse questioni che da tempo sospettavo, visto che non sono mai stato un sostenitore del ” senatur” .

      Appresi dalla TV in modo frammentario, l’intera vicenda dei Serenissimi e al tempo, non mi vergogno di dire, che non capivo, nè cosa li spingesse a un simile gesto, nè da che fonte provenisse la loro iniziativa.

      Sinceramente, ritenevo che fosse un drappello leghista d’estrazione venetista.
      Rimasi alquanto disorientato, quando lessi, che Bossi prendeva nettamente le distanze dai nostri otto patrioti.

      La cosa però che mi fece più male in assoluto, oltre alla persecuzione giudiziaria che investì barbaramente i protagonisti della vicenda ( Bepin Segato gravemente carente di salute, fu ammanettato alla barella ), fu quel carabiniere dei GIS, che strappò con disprezzo e ferocia, il nostro gonfalone dal Tanko.
      Il gonfalone marciano, è sempre stato importantissimo per la mia famiglia e per la sua storia.
      Diversi miei antenati perirono anzitempo per difenderlo, specie contro lo stramaledetto nano corso.
      Gli organizzarono anche delle rivolte, con altri nobili lealisti della Serenissima, assieme ai popolani e istigando i loro contadini.
      Per spregio, i francesi passarono per le armi i nobili, assieme alla plebe.
      Al tempo, la consuetudine recitava che il nobile venisse distinto, dai popolani anche durante le rappresaglie, se catturato.

      Ecco la ragione per cui dattiloscrissi per il sopraccitato episodio ( lo strappo del gonfalone dal Tanko ), una nota di protesta indirizzata al Comando Generale dell’Arma.
      Con mio rammarico, non ho mai ricevuto risposta conseguente !

      CrisV 🙁

  3. Miki says:

    Bossi ha detto che erano al soldo (anzi al soldone) dei ssT. Cio’: chi g’ha rason?

    • luigi bandiera says:

      Bossi a quel tempo SBAGLIO’.

      Punto

      PSM

      • Bossi purtroppo non sbagliò, era in malafede.

        • luigi bandiera says:

          No, sbaglio’ perche’ NON SI INFORMO’..!!

          Ne ha combinata una anche a me di ignorantata..!

          Scusami ma la verita’ e’ questa. O almeno circa questa, dato che l’umanoide non ha il mandato di averla.

          Mi dispiace sostenerlo…

          PSM

        • luigi bandiera says:

          Federico,
          Bossi non voleva qualche forma di concorrenza.

          Infatti ha sempre TAGLIATO chi era a lui oppositore.

          Faceva il bello e il cattivo tempo…

          Poi si sa, la verita’ magari e’ altrove e non nelle mie tasche. O nostre…

          At salüt

      • Dan says:

        Bossi anche a quel tempo aveva altri interessi che non fare sul serio la secessione. Punto

    • Orso Mannaro says:

      Bossi si era corretto, ammettendo di aver sbagliato valutazione. O forse aveva finto di credere che si trattasse di una manovra degli italiani? Non lo e non lo voglio sapere, solo lui lo sa. Io so solo che se Bossi avesse dato il via in quel momento, oggi non ci sarebbe più un solo tricolore sopra il Po, se non fuori dall’ambasciata italica. Poi siamo arrivati alle vicende di un anno fa quando prese il via l’operazione di demolizione e delegittimazione di Bossi. Non ci sono prove, rinvii a giudizio, processi, sentenze, ma ci sono i beneficiari della situazione : in primis lo stato italiano, che si è tolto dalle palle una mina vagante che, per quanto potesse essere accondiscendente, aveva un carisma tale da costituire di per sé un potenziale e costante pericolo per il marcio e debole stato italiano. Poi ci sono i politici leghisti più amati dallo stato italiano, quelli della cosiddetta versione 2.0 (quasi tutti dei voltagabbana che si sono smepre definiti prima bossiani che leghisti) i quali hanno fatto proprio quello che resta del Movimento, uccidendo ufficialmente la Lega Nord – come scriveva giorni fa il Grande Leghista Gilberto Oneto – e trasformandolo in un qualcosa di informe, ma che agli occupanti italiani non dispiace, un di cocktail con tanto di ombrellino tricolore i cui ingredienti sono DC, MSI, PSDI e altri ingredienti tipici italiani.
      Al momento l’indipendentismo Padano, quello dei leghisti veri (che ancora fortunatamente ci sono) e di tutti quelli che condividono il sogno della secessione dalla maledetta italia, non ha una casa e non ha una strategia , ma solo una furiosa e disperata voglia di libertà.
      Padania Libera.

  4. Eugenie Tica' says:

    Ma sto Brunato: l’era un stra-Cee per entrargli in casa con un autoblindo? Oppure era Concorde con l’operazione?

  5. corrado says:

    Stasera alle ore 20.30 a Brescia in Piazza Loggia ci sara’ la fiaccolata in onore dei Serenissimi e della loro impresa del 1997, organizzata da Brescia Patria.

    L’appello a parteciipare e’ rivolto a tutti.

  6. Crisvi says:

    Ho sempre affermato che con la loro azione simbolica, i Serenissimi diedero inizio alla nuova era del popolo Veneto.

    Ritengo che il consenso popolare odierno a favore dell’Indipendentismo, non sarebbe mai stato raggiunto senza il loro sacrificio.

    Ho anche dichiarato, che un giorno, una targa, avrebbe ricordato il nome di questi uomini coraggiosi in piazza San Marco a Venezia.
    Quel giorno di Libertà, se non lo potrò fare personalmente per causa forza maggiore, spero qualcuno raccolga il mio invito e ponga in sede a imperituro ricordo detta incisione.

    Mi spiace, oltre alle varie strumentalizzazioni, che ogni volta che si citano i Serenissimi, anzichè rammostrare foto degne del loro emblematico gesto, vengano pubblicate le foto segnaletiche del tempo ( a parte l’immagine a mio parere molto bella, di Bepin Segato ).
    Sarebbe opportuno, che gli interessati fornissero proprie foto in primo piano del tempo, che acclarino il loro sacrificio a favore del popolo Veneto e non una schedatura sulla similitudine del brigantaggio contemporaneo.

    Onore e rispetto per questi uomini semplici e onesti, che tanto hanno sofferto per il loro ideale.

    Senza il loro sacrificio, molto probabilmente oggi, lo scrivente non sarebbe indipendentista.

    Ad Maiora

    CrisV 🙂

  7. luigi bandiera says:

    Un BRAVO’ va a Lodovico Pizzati..!

    Grazie.

    VIVA I OTO SERENISIMI..!!

    I NOSTRI EROI..!

    PSM

  8. michele vantini says:

    Onore eterno a questi Patrioti veneti.
    Ma il loro errore è stato quello di non avere idee precise su come trasformare questo disgraziato Paese. E Gianfranco Miglio era ancora vivo! Bastava rivolgersi a lui…

    • luigi bandiera says:

      michele,

      il peccato dei venethi e’ che vogliono fare tutto da SOLI.

      Sono tanto bravi a produrre perche’ il loro vivere e’ il LAVORO.

      Questo li frega perche’ nessuno pensa come fa un POLITICO, specie del meridione.

      E come ragiona il meridionale..??

      Che se decide di fare o volere -A- deve avere un suo tornaconto.

      La presunta sua solidarieta’ non esiste.

      Invece, nel settentrione accusato di pensare solo ai soldi, ai SCHEI, la SOLIDARIETA’ e’ piu’ viva che mai tanto che basta vedere dove vanno i loro soldi per capirla.
      Anche confrontando i dati dell’AVIS e ecc..

      E’ veramente ora di FINIRLA col dare del mona ai settentrionali. (Veramente se lo meritano se stanno ancora uni e indivisibili).

      Lo stato sta fallendo non per colpa dei MONA settentrionale, ma per i MINKIA meridionali..!

      Te kapi’..?

      Gaveu kapio..?

      Cappittommiavete..?

      ONORE AI VERI PATRIOTI VENETHI SERENISSIMI..!!!

      PSM

  9. patrizia says:

    questi Patrioti i ga traccia la via da seguire………..stasera saranno a Brescia…vediamo chi ci sara’ …dei veneti…….
    poi mi chiedo…chi sarebbe pronto oggi a tale sacrificio??????
    per favore risparmiatem la saga del referendum del pacifico democratico…tutte balle che tra 40 anni saremm ancora qui a parlar de lettere de barroso di raccolta firme europee..e cavolate varie …
    W.S.MARCO
    W.I SERENISSIMI……..

  10. mv1297 says:

    I tempi sono maturi. Ormai l’Italia è un paese fallito da cui staccarsi irrimediabilmente. Il popolo veneto deve riprendersi ciò che è suo da migliaia di anni.

    • Sawa Selvatico says:

      Pì che stacarse, mi diria che ghe xe da stacarseo de doso..
      ì se iori tacai noialtri.. a tratenerxe.. no noialtri tacai de iori!

      par cualcosa de organisà mi saria anca pronto.. ma a xente a dorme ncora.. no gha ciapà sufisienti legnae drio a sc’iena!!

      mi credo che ghe sarà ncor da spetar almen naltri siè mesi.
      Tristessa no me magnar..

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