SERBIA, NIKOLIC SI INSEDIA E NEGA IL GENONIDIO DI SREBRENICA

di GIANMARCO LUCCHI

«A Srebrenica non vi è stato genocidio». È cominciato in maniera decisamente movimentata il mandato del nuovo presidente serbo, il conservatore nazionalista Tomislav Nikolic, che solo ieri ha giurato in parlamento per succedere a Boris Tadic, il riformista e europeista convinto da lui battuto a sorpresa nel ballottaggio del 20 maggio scorso. Un’intervista alla tv montenegrina nella quale ha negato il genocidio di Srebrenica, e una nuova improvvisa fiammata di violenza nel nord del Kosovo, con duri scontri fra militari della Kfor e manifestanti oltranzisti serbi, hanno segnato la prima giornata di Nikolic presidente.

«A Srebrenica non vi è stato genocidio, ma un grande crimine commesso da alcuni esponenti del popolo serbo, che bisogna trovare, processare e condannare», ha detto Nikolic alla tv di Podgorica. E a Srebrenica, ha aggiunto, non intende andare, sarebbe inutile essendoci già stato il suo predecessore Tadic, che ha condannato tale crimine, così come lo fatto il parlamento di Belgrado. «Perchè si vuole continuamente riaccendere questo problema?», ha osservato.

Ma le parole del neopresidente rimettono pesantemente in causa l’abbandono delle sue vecchie posizioni ultranazionaliste e le sue ripetute enunciazioni a favore dell’integrazione europea e della riconciliazione con i paesi vicini, i cui rapporti con la Serbia sono ancora segnati dalle sanguinose guerre degli anni novanta. «Negare il genocidio di Srebrenica, che è stato provato dal Tribunale penale internazionale dell’Aja (Tpi) non è una maniera per cooperare e ripristinare la fiducia, ma è precisamente il contrario, è fonte di nuovi malintesi e nuove tensioni», ha detto a Sarajevo Bakir Izetbegovic, membro musulmano e presidente di turno della presidenza tripartita bosniaca. Che ha aggiunto come le parole di Nikolic «mettano in dubbio le sue affermazioni filo-europeiste».

Per il nuovo presidente serbo si tratta in realtà del terzo incidente diplomatico in pochi giorni. In una intervista alla Frankfurter Allgemeine Zeitung ha infatti definito Vukovar, la città martire del conflitto serbo-croato degli anni novanta una città serba, cosa questa che ha provocato la reazione dura e contrariata del presidente croato Ivo Josipovic. E nel colloquio con il presidente russo Vladimir Putin una settimana fa a Mosca si è mostrato favorevole al riconoscimento dell’indipendenza di Abkhazia e Ossezia del sud, le due repubbliche secessioniste della Georgia, provocando reazioni risentite del governo di Tbilisi.

Spetterà a Nikolic, che non nasconde le sue forti simpatie per Mosca, rassicurare i responsabili della Ue sull’autenticità delle sue posizioni europeiste nella visita che effettuertà a Bruxelles il 14 giugno.

E ad appesantire l’avvio del mandato presidenziale di Nikolic, vi è stata oggi la nuova improvvisa esplosione di violenza nel nord del Kosovo, dove in duri scontri fra militari della Kfor (la Forza Nato in Kosovo) e manifestanti serbi sono rimaste ferite non meno di cinque persone, tre serbi e due soldati Nato, sulla cui nazionalità la Kfor non ha fornito precisazioni. Secondo i media kosovari si sarebbe trattato di due americani, mentre da Berlino la Bundeswehr ha detto che erano entrambi tedeschi. Gli incidenti sono scoppiati quando i militari Nato, con grande dispiegamento di uomini e mezzi, sono entrati in azione per smantellare due barricate erette dai serbi la scorsa estate al confine con la Serbia per protestare contro la presenza di poliziotti kosovari albanesi ai posti di confine. È possibile che i serbi del Kosovo si sentano ora più protetti e spalleggiati con un presidente conservatore e nazionalista (già ultranazionalista), il quale ha più volte sottolineato che la Serbia intende integrarsi nella Ue, ma senza rinunciare al Kosovo, «parte integrante del suo territorio».

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3 Comments

  1. Carolus says:

    Nikolic nega i massacri di Sebrenica.
    I neonazisti tedeschi negano l’esistenza dei campi di sterminio.
    (neonazismo, cioè nazionalsocialismo tedesco)
    -I comunisti negano i massacri di Katin, i gulag in Siberia, le atrocità a Cuba, in Corea del nord, ecc.

    Guarda caso, il nazional socialismo è una costola del socialismo, il comunismo è una costola del socialismo, il fascismo è stato fondato da Mussolini, socialista e direttore dell’Avanti.
    La stessa matrice di sinistra accomuna le più feroci dittature della storia, nazismo e comunismo e in casa nostra…..

  2. Sasa says:

    Ha ragione. Giacomo, non ofendere, la storia non conosci come la maggioranza di italiani.

  3. Giacomo says:

    che pezzo di merda.

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