SERBIA, OK ALLA SUA CANDIDATURA PER ENTRARE NELL’UE

di REDAZIONE

Il via libera è arrivato ieri sera, dunque strada spianata alla concessione alla Serbia dello status di candidato all’Unione Europea.

L’ultimo ostacolo, che era rappresentato dall’opposizione di Bucarest, è caduto con la firma a Bruxelles di un accordo sul rispetto dei diritti delle rispettive minoranze tra l’ambasciatore serbo all’Ue, Roksanda Nincic, ed il collega rumeno Mihnea Motoc. Al suo arrivo al vertice Ue, che dovrebbe dare stasera il via libera alla candidatura di Belgrado, alla domanda se avessero risolto la questione, il presidente rumeno Traian Basescu ha risposto: “Sì, la Serbia è già dentro”.

La decisione di ieri è solo una nuova tappa. Ci vorrà altro tempo ed altri esami prima che venga fissata una data per i negoziati. Ma questo passaggio può essere definito “storico”. Il merito va soprattutto al presidente serbo Boris Tadic che ha sempre mantenuto la rotta del paese verso la Ue. Sotto la sua guida, Belgrado ha consegnato al Tribunale penale dell’Aja per i crimini commessi nella ex Jugoslavia tutti i criminali di guerra ancora latitanti, incluso il generale serbo bosniaco Ratko Mladic, il boia di Srebrenica. E soprattutto è riuscito a “normalizzare” le relazioni con l’ex provincia kosovara, pur senza accettarne l’indipendenza.

La Serbia si affianca così a Montenegro e Macedonia che hanno già ottenuto lo status e sono ora in attesa di una data per l’avvio dei negoziati. La Bosnia non ha fatto alcuna domanda di ingresso, mentre la Croazia ha ultimato tutti gli esami ed entrerà il primo luglio 2013.

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