SENZA EURO LA NOSTRA ECONOMIA RIPRENDEREBBE

di REDAZIONE

«Il vero problema è l’euro. Con l’introduzione della moneta unica la Germania ci ha tolto di mezzo come concorrenti commerciali. Numeri alla mano l’euro è una moneta che premia pochi paesi». Non va per il sottile Gianluca Gabrielli di “Soprarno Sgr”, uno dei più premiati gestori di fondi italiani. La sua è un’analisi economica a tutto tondo. E il suo, è stato l’intervento più atteso l’altra sera a Schio, nella sala del ridotto Civico, dove davanti a un folto pubblico si è discusso dei “Nostri soldi supereranno la crisi?”.

Simone Rosti vice presidente di iShares BlackRock (il più grande produttore di strumenti finanziari al mondo), ha spiegato cosa sono gli Etf, ovvero fondi comuni senza gestione e per questo a basso prezzo, ma che battono regolarmente nei rendimenti i fondi tradizionali. Prodotti snobbati dalle banche perché poco remunerativi, ma di grande efficienza per i clienti. Lo scledense Andrea Zanella, consulente indipendente e coordinatore dell’incontro, introducendo Gabrielli ha spiegato che questa figura professionale, remunerata solo dal cliente e che agisce nel suo unico interesse, partendo dall’analisi degli obiettivi e delle esigenze finanziarie, pianifica una strategia di investimento e previdenza, senza conflitto di interessi. Gabrielli ha indicato nell’euro, e nella concezione del “cambio fisso”, una delle cause più profonde dei maggiori squilibri economici italiani. «È sotto i nostro occhi – ha aggiunto – che abbiamo abdicato alle funzioni di stato sovrano.

Se usciamo dall’euro diventiamo più poveri? No. Oggi ci chiedono sacrifici per mantenere l’economia della Germania, ma siamo condannati all’impoverimento, alla deindustrializzazione. Fuori dall’euro diventeremo competitivi». Inevitabile la domanda dal pubblico, su come investire. Gabrielli non ha avuto dubbi. «Se si è convinti dell’euro allora comprate Btp e investite sulla Borsa tedesca. Se invece pensate che l’euro sia destinato a schiantarsi impostate una diversificazione valutaria. Alla larga quindi dal debito italiano e dalle borse europee. Prendete titoli di stato di paesi extra euro, e guardate a Usa e Giappone». (Gli atti del convegno su info@andreazanella.com)

di Emilio Garon 

FONTE ORIGINALE: http://www.ilgiornaledivicenza.it/stories/Provincia/330535_perch_senza_euro_leconomia_italiana_invertirebbe_rotta/

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One Comment

  1. Domenico says:

    E’ quello di cui sono convinto da tempo. Ma Pagliarini, che stimo moltissimo, mi pare abbia una opinione diversa. Sarebbe importante sentire il suo parere.
    Per salvare il peculio sopravvissuto alle rapine di stato io guarderei anche a Londra, Canada, Svizzera, Australia, Danimarca, Svezia e Norvegia… Mi dicono bene anche della Nuova Zelanda, ma è un mercato che non conosco ancora. Comunque trasformare gli euro in altre valute forti è la cosa da fare senza indugio. E’ possibile anche aprire conti in valuta estera in italia: ma chi si fida di questo paese?

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