Senatori a vita e “manovre di alleggerimento” di Napolitano

di MATTEO CORSINI

“Mi sento sempre alleggerito, come sempre quando si compie un adempimento, ho compiuto quello che mi toccava compiere per i senatori a vita”. Così si è espresso il presidente della Repubblica dopo aver nominato quattro nuovi senatori a vita: Claudio Abbado, Elena Cattaneo, Renzo Piano e Carlo Rubbia.

Non voglio certo mettere in discussione che questi signori (due di quali già residenti a Montecarlo) abbiano “illustrato la Patria per altissimi meriti nel campo sociale, scientifico, artistico e letterario”, come prevede l’articolo 59 della Costituzione. Mi chiedo, tuttavia, se fosse proprio necessario nominare dei senatori a vita. Dal tono usato dal presidente pare che fosse obbligato a farlo, ma non lo era affatto. Poteva farlo, se lo voleva. Evidentemente lo voleva.

Non voglio neppure fare considerazioni politiche, che pure tanti hanno fatto subito dopo le nomine, soffermandomi invece sulla questione economica. Dal sito del Senato risulta che ogni mese un senatore percepisce, tra indennità, diaria e rimborsi vari, 19.715 euro lordi. Senza considerare le coperture assicurative, che aumentano il conto.

Le tasche dei contribuenti saranno quindi alleggerite di altri 78.861 euro ogni mese a tempo indeterminato. Questo mi sembra l’unico alleggerimento degno di nota.

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