TRUFFA MILIONARIA: SENATORE DEL PD PRONTO A PATTEGGIARE

di REDAZIONE

Si è sollevato un polverone in merito all’inchiesta che coinvolge il “cassiere” della Margherita (ora dimissionario), ma dal quartiere generale del partito – la cui esistenza in vita è da verificare – arrivano le prime voci ufficiali.

«Le attività di verifica sono iniziate, negli uffici della Margherita, già nel pomeriggio di ieri. La divulgazione sulla stampa delle notizie sull’indagine non muta la strategia della Margherita, che sarà di esigere il pieno recupero, in sede penale e civile, delle somme sottratte». Così ha riportato una nota relativa al caso Lusi.

I vertici della Margherita danno conto di un riunione che si è tenuta questa mattina, con Francesco Rutelli, Gianpiero Bocci, Enzo Bianco, alla presenza dei legali e dei revisori Kpmg incaricati di attuare la due diligence dei bilanci della Margherita. Questi i fatti, secondo la ricostruzione della Margherita:

“1) La Margherita-Dl è un partito che ha bilanci sani; tra i pochi ad aver concluso l’attività senza contrarre debiti ma, anzi, con un attivo di bilancio, anche dopo aver risolto ogni contenzioso con i 4 partiti fondatori; 2) Nei 4 anni successivi alla nascita del Partito Democratico, restavano da sciogliere gli ultimi nodi. Il personale (circa 100 persone), le residue attività politiche e gestionali, la sede di v. S. Andrea delle Fratte, il rapporto con il quotidiano Europa». «3) Il potere amministrativo, in base allo Statuto, era interamente nelle mani del senatore Luigi Lusi: persona da tutti stimata, che aveva iniziato la propria attività, in quanto direttore generale degli scout (Agesci), apprezzato dal sindaco Rutelli e quindi eletto due volte come amministratore del partito, sino alla fase – non breve, per motivi tecnico-amministrativi – di scioglimento del partito. Funzioni di indirizzo e controllo sulle politiche di bilancio erano svolte dal Comitato Federale di Tesoreria; le scritture contabili erano validate dal Collegio dei revisori dei conti”.

Prese di posizione di circostanza, insomma, anche se i tre dirigenti di cui sopra con un formale incarico ricevuto dal Congresso e dall’Assemblea federale hanno “rivolto a Lusi la formale richiesta di dimettersi, di delegare i propri poteri ai tre medesimi in forma congiunta, di mettersi a disposizione dei soggetti incaricati di verificare i bilanci del partito oltre che, attraverso gli avvocati, di confermare una completa cessazione da qualsiasi attività amministrativa”.

Lusi, che si è dimesso il 25 gennaio scorso, risulta abbia manifestato ai magistrati inquirenti la volontà di restituire immediatamente alla Margherita una parte importante delle somme di cui si è appropriato depositando una fideiussione. Vuole restituire i soldi sottratti dalle casse della Margherita e patteggiare la pena Luigi Lusi, attuale senatore del Pd ed ex tesoriere del movimento guidato da Francesco Rutelli, indagato dalla procura di Roma per appropriazione indebita di somme accreditate al partito sotto forma di rimborsi elettorali. Trattative tra Lusi e la Margherita per la restituzione dei 13 milioni di euro, o di parte di essi, sono in corso tra i legali delle due parti. Il parlamentare, si è appreso, ha ammesso le proprie responsabilità, ossia di essersi appropriato del denaro attraverso decine di bonifici destinati a se stesso e ad una società a lui riconducibile. Soldi utilizzati per l’acquisto di una casa a Roma, in via Monserrato, e di una villa a Genzano (Roma), dove risiede. Il resto dei soldi è finito in Canada. Dai 13 milioni sottratti cinque sono stati utilizzati per il pagamento di tasse. Il procuratore aggiunto Alberto Caperna ed il sostituto Stefano Pesci, titolari degli accertamenti, hanno avviato le indagini in seguito alla segnalazione della Banca d’Italia di un’anomalia dietro l’acquisto dell’abitazione di via Monserrato. Rutelli, sentito come testimone dal magistrato, ha detto di non essere a conoscenza della sottrazione di danaro ed ha poi annunciato la costituzione, come parte offesa, nel procedimento.

Dal fronte del PD, con cui la Margherita ha stretto alleanza politica, molte voci si sono levate ed hanno mostrato tutta la loro sorpresa.

Giratela come volete, ma – per dirla con Roberto Gervaso – un parlamento di onesti è come un bordello di vergini.

 

Print Friendly, PDF & Email

Recent Posts

3 Comments

  1. Chiara says:

    autodeterminatevi pure..però auto informatevi meglio. Nell’Agesci, che un’associazione educativa i cui soci sono volontari, non ci sono “direttori generali”, non siamo un’azienda.
    http://www.agesci.org/news.php?readmore=318
    magari da giornalisti, la prossima volta, appurate le fonti e le notizie.
    Buon lavoro

  2. Domenico says:

    Sono sempre democristiani.. 🙁

Leave a Comment