Sempre più povere e sole, non è più un paese per partite Iva

rassegna stampa

di GIANNI BALDUZZI – Sono calati ancora. A settembre la diminuzione anno su anno era di 60 mila unità, ma rispetto al 2007 sono invece 500 mila in meno. Si tratta dei lavoratori autonomi, i liberi professionisti o “padroncini”, coloro che per decenni, dopo l’esaurimento del boom economico, hanno incarnato l’immaginario di un modello italiano di crescita. Elogiati o bistrattati, da alcuni anni la loro crisi sembra irreversibile. E non solo e numericamente.

Innanzitutto perchè in Europa rimaniamo il Paese con più partite Iva: 4 milioni e 774 mila, davanti a Regno Unito, Germania (che pure ha 22 milioni di abitanti in più) e Spagna. Sono 1 milione e 900 mila più che in Francia, nonostante i 5 milioni di persone in meno.

(…) Oggi, a differenza di prima, non è più l’Italia il Paese che ne ha di più in percentuale nell’Unione Europea, bensì il Regno Unito.

Ma chi sono questi autonomi, chi è rimasto con la partita Iva in questi anni?

Sempre parlando solo di coloro che non hanno dipendenti, a livello di età l’Italia la una percentuale più alta di persone che lavorano in proprio tra i 25 e i 49 anni, ovvero nel pieno della carriera. La differenza rispetto a quelli tra i 15 e i 24 anni e tra i 50 e i 64 non è enorme, tuttavia.

(…) In particolare negli anni è calata la quota italiana di autonomi laureati, soprattutto tra i giovani. Non si tratta tanto dei 15-24enni, segmento in cui i laureati sono numericamente pochissimi in valore assoluto, ma di quello successivo, dei 25-49enni, il più popoloso. Nel 2007 in questa fascia d’età era italiano il 18% delle partita Iva con una laurea. Eravamo primi, ma oggi siamo scesi al 14,9%.

segue su http://www.linkiesta.it/it/article/2017/11/23/sempre-piu-povere-e-sole-non-e-piu-un-paese-per-partite-iva/36256/

 

datieurostat

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