Secondo il TAR il Territorio Libero di Trieste non è mai esistito

di ROBERTO GIURASTANTE

La sentenza n. 530/2013 del T.A.R. del Friuli Venezia Giulia con cui è stato rigettato il ricorso presentato da 57 cittadini di Trieste iscritti al Movimento Trieste Libera, non può non essere valutata come un preoccupante passo in avanti nella strategia illegale della tensione che una parte delle autorità locali italiane sta innescando sulla questione del Territorio Libero violando la stessa Costituzione italiana. Ed è una parte che ha radici evidenti, più che a Roma, nei circoli trasversali che a Trieste lucrano sul degrado della legalità e dell’economia. Di fronte alla più che legittima richiesta dei ricorrenti di vedere ripristinata la regolare amministrazione provvisoria della Zona A del Territorio Libero sostituita in violazione del Trattato di Pace del 1947 da quella dello Stato italiano, il T.A.R. ha prodotto una sentenza antigiuridica che si risolve in una serie di dichiarazioni politiche per accusare addirittura di eversione chi ha presentato il ricorso, e questo ad uso evidente di ambienti politici e del quotidiano locale che sta attaccando Trieste Libera con menzogne ed accuse inaudite.

Secondo il T.A.R. il Territorio Libero di Trieste giuridicamente non è mai esistito e non esiste in quanto sarebbe stato abrogato dal Memorandum di Intesa di Londra del 1954, il che sarebbe stato confermato dal Trattato di Osimo del 1975 e da quello di Helsinki sempre del 1975. Una teoria ad uso locale, che in sede internazionale non può reggere,. Si tratta infatti di affermazioni contrarie a verità, in quanto il Trattato di Pace non poteva essere modificato che per accordo scritto da parte dei Paesi firmatari, cosa mai avvenuta, mentre sia il Memorandum di Londra, che il Trattato di Osimo e quello di Helsinki non avevano la possibilità di cambiare lo status giuridico del Territorio Libero essendo i primi due accordi tra alcune parti (non tutti i firmatari del Trattato) sulla esclusiva amministrazione, mentre il terzo anzi ha confermato i confini del TLT, non essendone possibile la modifica da parte dei due Paesi amministratori a danno dello Stato amministrato. Non potendo aggirare questi ferrei vincoli dettati dai trattati internazionali ai quali l’Italia deve adempiere, ecco quindi il tentativo di giustificare, con motivazioni inconferenti rispetto alla questione di diritto sollevata dal ricorso, lo status quo di quella che è a tutti gli effetti soltanto una occupazione di fatto, attuata aggregando di prepotenza allo Stato italiano il TLT ed il Porto Franco Internazionale di Trieste. Ed i giudici del Tar arrivano addirittura all’assurdo di dire che sarebbe “pericoloso per il mantenimento della pace” mettere in discussione tale abuso, che può essere sanato con semplici e pacifici provvedimenti di ripristino della legalità da parte dello stesso governo amministratore provvisorio italiano! È davvero inaudita per i giudici di un paese di ordinamento democratico la violenza politica ed offensiva con cui, derogando dal loro ruolo super partes, definiscono il ricorso di “natura intrinsecamente e dichiaratamente eversiva” arrivando ad ipotizzare la punizione del ricorrente per “istigazione a delinquere”, “istigazione a disobbedire alle leggi”, per il reato di “abuso della credulità popolare”, e per completare “attentato all’unità dello Stato”.

Tutte ipotesi di reato assurde ed inesistenti, la cui applicazione costituirebbe pura repressione politica dei diritti politici e d’opinione, come nei regimi totalitari, e con tutte le coseguenze anche internazionali di simile abuso. Il vero comportamento eversivo è infatti utilizzare, come al tempo del fascismo, il ruolo giudicante per operazioni politiche, e per incitare alla punizione di cittadini che si rivolgono alla giustizia reclamando il rispetto dei i propri diritti. E per violare, da parte di giudici italiani, la Costituzione italiana che impone l’osservanza degli obblighi internazionali che la loro sentenza invece nega, stravolge e viola a scopi politici in abuso del loro stesso ufficio. Gli stravolgimenti del diritto internazionale osati nella sentenza, e che ora non possiamo spiegare nel dettaglio, sono infatti macroscopici e tali da giustificare ricorsi alle sedi di giustizia internazionali nei confronti dello Stato italiano. A completamento di una sentenza che rischia di diventare “storica” sia per le violazioni di tono persecutorio fascista dell’ordinamento democratico per quanto riguarda i diritti politici e la libertà di pensiero, sia per le sue implicazioni internazionali, i giudici del T.A.R. hanno pure rifiutato di adempiere all’obbligo di depositarla anche in sloveno come richiesto dai ricorrenti. Così violando anche i livelli di tutela della minoranza slovena stabiliti dagli obblighi internazionali e dalle leggi interne dello Stato italiano, e di rango costituzionale sotto ambedue gli aspetti.

In sostanza, la decisione del TAR le dichiara inesistenti! La sentenza contiene inoltre un insistito tentativo ingannevole di implicare nella materia del ricorso anche la Slovenia e la Croazia, che non vi hanno invece nulla a che fare. Per l’annullamento di questa sentenza abnorme ed antigiuridica, che è più esattamente un’operazione politica antigiuridica e repressiva in forma di sentenza, per giunta amministrativa, il Movimento Trieste Libera ricorrerà ora sia davanti al Consiglio di Stato che in sede internazionale, e ne sta valutando anche gli aspetti penali per il carattere appunto politico e gravemente minaccioso di una decisione che sarebbe dovuta comunque avvenire in puro diritto. E per gli aspetti che vorrebbero assegnare ai tribunali della Repubblica italiana ruoli che furono dei famigerati “Tribunali speciali per la difesa dello Stato” del regime fascista. Lo scopo di questa sentenza abnorme ed impropria è divenuto inoltre evidente quando il quotidiano del potere nazionalista, Il Piccolo, l’ha usata per un attacco violentissimo contro Trieste Libera, tentando (non per la prima volta) di spaventare la gente. Le tesi di costoro sono infondate, comunque tentino di imporle ed applicarle, ed è anche evidente che le stanno usando per creare tensioni e ribellioni per poterci accusare di chissà cosa ancora. Occorre quindi tenere i nervi saldi, non lasciarsi intimorire ma anche non rispondere alle provocazioni. Siamo noi dalla parte della ragione, della legalità del buon diritto, che è anche il diritto di noi triestini al lavoro e ad una vita dignitosa e libera. Uniti e consapevoli si vince, ed anche questa fase difficile verrà superata.

In collaborazione con: http://robertainer.blogspot.it

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10 Comments

  1. Sergio says:

    Esistono anche gli ignoranti e deficienti che fanno casino.
    Caro Dan !

  2. immigrato says:

    Ma che problemi vi fate…tra un po sara’ l’ISLAM a guidarvi ! e noi immigrati islamici imporremo la nostra cultura…tempo al tempo !

  3. Paolo L. Bernardini says:

    Gentilissimi, non sono ancora molto ferrato su quest’argomento, ma sto scrivendo un libro sui territori liberi “italiani” dopo il 1861. Non so se questo lavoro possa essere utile per la vostra lotta:
    Udina, Manlio, Scritti sulla questione di Trieste sorta in seguito al Secondo conflitto mondiale ed i principali atti internazionali ed interni ad essa relativi, Milano:Giuffre, 1969, ma immagino già lo conosciate.
    Best
    Paolo

  4. A.G.Calvagno says:

    Sento il bisogno di chiedere al TAR del Friuli da quale pianeta arrivano dal momento che non conoscono i trattati internazionali e se li conoscono perché si comportano da fascisti; a quale pericolo di pace si riferiscono, di quale eversione, a delinquere su che cosa, di disobbedire alle leggi di quale Stato (ammesso che ne esista uno!), perché reputa (il TAR) demente il popolo di Trieste e di quale unità d’Italia si parla.
    Fate bene voi triestini a tenere i nervi saldi, perché questi italiani sono veramente pericolosi, sono capaci di mettere la pena di morte per i cosiddetti sovversivi.

  5. FRANCO says:

    Purtroppo, posso dare solo il mio sostegno morale a TLT. Davide ha sconfitto Golia.

  6. pierino says:

    ma la sede internazionale perchè non risponde ?

  7. el noddego says:

    Scusate, non vorrei sembrare indiscreto, ma adesso cosa intendete fare ?

    • Dan says:

      Visto l’andazzo finora proposto organizzeranno l’ennesimo referendum, la gente si volterà dall’altra parte perchè stufa di azioni fuffa e questi eroi incompresi potranno scrivere altri libri ed organizzare altri convegni dove faranno sembrare il prossimo come un ignavo paraculo.

      • Salice triestino says:

        Nessun referendum, il TLT già esiste per legge internazionale, va solo riattivato, obbligando le autorità italiane al rispetto dei Trattati che sono anche legge dello Stato italiano.
        Se non conosci la nostra realtà, astieniti da commenti ridicoli.

  8. Dan says:

    Esiste chi fa casino.
    Esiste chi si impone.
    Esiste chi fa pesare la propria esistenza.

    Bandierine, fischietti e manifesti non fanno casino, non hanno alcun potere di imposizione e pesano solo del materiale di cui sono fatti.

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