Secondo il Fatto Quotidiano il sistema delle nomine: “La portavoce che decide le carriere dei prefetti”

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ANSA – Portavoce Maroni, ‘Tronca vuol diventare prefetto Milano’  Intercettazioni sul Fatto, parlerebbe anche Berlusconi e Salini
(ANSA) – REGGIO CALABRIA, 8 DIC – L’ex prefetto di Milano e  attuale commissario di Roma Francesco Paolo Tronca avrebbe  chiesto alla Lega Nord che si “caldeggiasse” la sua nomina a  prefetto nel capoluogo Lombardo. Lo scrive il Fatto Quotidiano  pubblicando alcune intercettazioni telefoniche di Isabella  Votino, ex collaboratrice dell’attuale presidente della Regione  Lombardia Roberto Maroni, effettuate dalla Dia di Reggio  Calabria nell’ambito dell’inchiesta Breakfast coordinata dalla  Direzione distrettuale antimafia nella quale è indagato, tra gli  altri, l’ex tesoriere della Lega Francesco Belsito.
Intercettazioni, scrive il quotidiano, dalle quali  emergerebbero questioni che riguarderebbero Silvio Berlusconi,  l’amministratore delegato di Impregilo Pietro Salini, il  presidente del Coni Giovanni Malagò e varie situazioni interne  alla Lega e che “a prescindere dalla rilevanza penale, devono
essere pubblicate perché i fatti che svelano sono di rilievo  pubblico”.

 

Nessun commento è venuto dalla Procura della Repubblica di  Reggio Calabria in merito alle intercettazioni. Secondo quanto  si è appreso, parte delle carte in cui sono contenute le  intercettazioni sono state trasmesse alla Procura di Brescia lo  scorso anno dopo che nell’inchiesta sono emerse intercettazioni
tra Domenico Aiello, avvocato di origini catanzaresi, legale di  Roberto Maroni, e l’ex procuratore aggiunto di Milano Alfredo  Robledo.
In una delle intercettazioni pubblicate, del 18 dicembre  2012, la Votino, parlando con Luciana Lamorgese, allora capo del  dipartimento personale e risorse del ministero dell’Interno,  riferisce di una conversazione avuta con Tronca e dice: “No no  lui ovviamente voleva in qualche modo che si caldeggiasse…  perché non ne fa mistero che vuole venire a Milano. Ma questo  cioè legittimamente e allora ma sai fuori dai giochi tu che,  ovviamente voglio dire … meglio lui che un altro, cioè, che  noi neanche conosciamo. Luciana, io non te lo devo dire che …  cioè, noi preferiamo che vieni tu che”.

Al che Lamorgese  risponde “io voglio prima capire qual è la situazione …  cioè, nel senso, anche da vedere Roma che cosa…”.

Sentito dal Fatto, Tronca, scrive il quotidiano, ha detto di  non ricordare la telefonata con la Votino. “Non avevo – ha  aggiunto – una confidenza particolare con lei. Può darsi che le  abbia detto, come mi è capitato con tante altre persone, che  aspiravo a diventare prefetto di Milano. E’ una carica così
importante che ci vuole la non controindicazione soprattutto  delle istituzioni più rilevanti, e Maroni era allora il  presidente della Regione Lombardia”. (ANSA).

 

 

 

Dal Fatto Quotidiano dell’8 dicembre 2015

di Marco Lillo – A chi ha chiesto una mano per agguantare la poltrona di prefetto di Milano nel 2013 Francesco Paolo Tronca? Secondo Isabella Votino, la storica portavoce di Roberto Maroni, il prefetto si sarebbe raccomandato a lei e al potere leghista. Non è l’unica questione che emerge dalle intercettazioni telefoniche di un’indagine della Procura di Reggio Calabria che oggi sveliamo (…)

E quali trattative ci sono tra Matteo Salvini e i vecchi leghisti dietro al patto del febbraio 2013 tra il nuovo segretario federale del Carroccio e Bossi? Perché la Lega ha evitato di costituirsi parte civile contro l’ex tesoriere Francesco Belsito nei processi per le ruberie dalle casse del partito? Come rispondono i vari procuratori interessati dalle manovre dell’avvocato Domenico Aiello quando il legale dei leghisti chiede con tono perentorio informazioni e audizioni? (…)

Infine, come si decidono le nomine dei commissari strapagati delle grandi aziende in crisi firmate dal ministro dello Sviluppo economico Federica Guidi nel 2014?

E tanto altro ancora. A partire da oggi, per molti giorni, Il Fatto Quotidiano pubblicherà le intercettazioni telefoniche e ambientali dell’indagine Breakfast della Procura di Reggio Calabria, condotte dal Centro operativo della Direzione investigativa antimafia di Reggio Calabria sotto il coordinamento del pm Giuseppe Lombardo e del procuratore capo Federico Cafiero De Raho. L’indagine va avanti in gran segreto da tempo. Tanto segreto. Troppo tempo. Probabilmente le intercettazioni nei confronti dell’avvocato Aiello (attivate nel 2012 per appurare i suoi rapporti con il consulente legale Bruno Mafrici, che era indagato) e sulla portavoce di Maroni Isabella Votino non porteranno a nulla. A prescindere dalla rilevanza penale, quelle conversazioni devono essere pubblicate perché i fatti che svelano sono di rilievo pubblico. La sensazione anzi è che qualcuno abbia messo un coperchio su un pentolone pieno di storie imbarazzanti per i poteri dello Stato. Il Fatto ha visionato le telefonate e ha deciso di far conoscere all’opinione pubblica come funziona dietro le quinte il potere sull’asse Roma-Milano.

http://www.ilfattoquotidiano.it/2015/12/08/tronca-e-le-carriere-dei-prefetti-a-decidere-e-la-portavoce-le-telefonate-svelano-il-sistema-delle-nomine/2286922/

 

(….)

Il 18 dicembre del 2012 a Palazzo Chigi c’è Mario Monti e al Viminale c’è la Cancellieri. La Votino è “solo” la collaboratrice più intima del neo-segretario della Lega Nord, Roberto Maroni quando Luciana Lamorgese, Capo del Dipartimento personale e risorse del ministero dell’Interno, la chiama. Votino le racconta i retroscena della carriera del prefetto Francesco Paolo Tronca. L’attuale commissario nominato da Alfano e Renzi al Comune di Roma, secondo Votino, si sarebbe fatto raccomandare dalla Lega per diventare prefetto di Milano nel 2013, trampolino di lancio per la sua carriera.

Isabella Votino (V): Avevo incrociato Tronca, dopo di che lui mi ha chiamato dicendomi..
Luciana Lamorgese (L): Ma lui ti ha chiamato?
V: Perché io l’avevo incrociato… poi avevo parlato con te e tu, onestamente, mi avevi lasciato intendere che, come dire, non se ne faceva nulla e allora io gli ho detto guarda dico, vuoi che ti dica, cioè…
L: Ma perché lui voleva sapere da te i fatti?
V: No no lui ovviamente voleva in qualche modo che si caldeggiasse… perché non ne fa mistero che vuole venire a Milano
L: Eh certo! (ride)
V: Ma questo cioè legittimamente e allora ma sai fuori dai giochi tu che, ovviamente voglio dire … meglio lui che un altro, cioè, che noi neanche conosciamo (…) Luciana, io non te lo devo dire che … cioè, noi preferiamo che vieni tu che…
L:(ride) (…) io voglio prima capire qual è la situazione … cioè, nel senso, anche da vedere Roma che cosa…

 

Dal Fatto Quotidiano dell’8 dicembre 2015. Per leggere l’articolo completo si rimanda al link del Fatto Quotidiano.

http://www.ilfattoquotidiano.it/2015/12/08/tronca-e-le-carriere-dei-prefetti-a-decidere-e-la-portavoce-le-telefonate-svelano-il-sistema-delle-nomine/2286922/

 

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1 Commento

  1. luigi bandiera says:

    Ripetiamolo: in talibanania o Islafritalia vige una legge che solo la banda dei quattro vede e rispetta.
    E’ invisibile al popolo, anche detto sovrano per prenderlo per il CU (simbolo chimico del rame).
    Non ne usciamo… non ne usciremo mai e poi mai se non cominceremo a demolire la BANDA DEI QUATTRO..!!
    Auguri…

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