Secessionisti: il Riesame fa cadere l’accusa di associazione ai fini di terrorismo

di REDAZIONE

«Si dichiara l’incompetenza territoriale del Tribunale di Brescia in favore di quello di Padova per tutti i reati contestati», e si esclude la «gravità indiziaria relativa alle contestazioni dei capi A e B», ovvero l’associazione eversiva ai fini di terrorismo. È il passaggio principale – secondo quanto si apprende dai difensori degli indagati – dell’ordinanza del Riesame di Brescia che, invece, per i soli accusati della costruzione e custodia del tanko (ora ai domiciliari), trasferisce la competenza a Padova.

Soddisfatto il legale di Franco Rocchetta, Fabio Pinelli, il quale sottolinea «Allo stato, per il Tribunale della libertà di Brescia – spiega Pinelli – cade in modo inequivoco il reato più grave, ovvero la contestazione per coloro che secondo la Procura di Brescia avevano promosso (capo A) o partecipato (capo B) all’associazione eversiva ai fini di terrorismo. Quindi, restano solo l’accusa riguardante la costruzione e la custodia del tanko, la competenza territoriale passa a Padova». Naturalmente, osserva Pinelli, questa è una decisione ‘interlocutorià, che attiene solo ai provvedimenti cautelari, non al giudizio di merito, e che la Procura di Brescia potrebbe decidere o meno di impugnare.

Ha definito un abominio Franco Rocchetta la sua carcerazione per l’inchiesta sui Secessionisti. Appena lasciata la casa di reclusione di Treviso, su decisione del Tribunale del Riesame di Brescia, l’ex parlamentare ha sfogato la propria amarezza per i 17 giorni trascorsi in cella, con l’accusa di associazione eversiva. «Sono stato prigioniero dello Stato italiano colonialista», ha affermato il venetista, aggiungendo tuttavia di essere stato trattato bene e di non aver mai pensato allo sciopero della fame. Rocchetta ha anche accennato al tanko, ovvero il trattore artigianale la cui scoperta ha convinto i magistrati della pericolosità del sodalizio venetista. «Per me il tanko – ha detto – era solo un mezzo simbolico, non certo un’arma, da usare nelle manifestazioni pacifiche».

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4 Comments

  1. niki says:

    Più li tenevano in galera più la rabbia aumentava… e poi, anche se di facciata, devono mantenere una parvenza di legalità perfino loro. La UE non è più democratica dell’Italia ma deve mostrare di essere politicamente corretta e qui eravamo a livelli da repubblica delle banane… avrebbero dovuto intervenire.

  2. gigi ragagnin says:

    si può notare che in maggishtradura non sono tutti stronzi.

    • lucyrrus says:

      No! E’ solo paura per le conseguenze della cazzata fatta.
      Qualcuno comincia a pensare che “forse” il veneto fa sul serio.

  3. Unione Cisalpina says:

    spero ke ciò non vi distolga la mente cirka l’immondezzaio giuridiko dei kodici, procedure ed applikati ke fanno della giustizia italiana putrescente merda inkuinante e letale alla demokrazia e cittadini …

    altro ke felicità del popolo persegue ! … delinkuenza sofistikata e mafiosa !

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