Secessioni! Il mondo è in fermento e la libertà non si ferma

di PAOLO L. BERNARDINI

Ho aderito con piacere all’invito degli amici di Pro Lombardia Indipendenza per parlare stasera a Magenta sul tema “Lombardia, prossimo Stato in Europa”. Da residente in Veneto, ma docente di un’università lombarda che credo d’eccellenza, seppur molto giovane, non posso che augurarmi che la Lombardia tagli per prima il traguardo dell’indipendenza, ma che il Veneto la segua, e insomma sia una vittoria, come si suol dire, sul filo di lana. Da innamorato della Sardegna, mi auguro finalmente che anch’essa salga sul podio. Un podio dove, ovviamente, ogni medaglia sarà d’oro. Dovrei forse iniziare con il risultato del consiglio regionale veneto del 17 scorso. Ero presente, con una maglietta fatta ad hoc per la giornata, “Veneto, Secede or Die”, (do i giusti credits a Mike Church che l’ha disegnata originariamente: ecco qua) e certamente sono uscito alquanto perplesso, dopo aver appreso, ma è solo una chicca fra tante, che i Veneti antichi si erano alleati con Roma per sconfiggere i Barbari. Sic. L’alleanza è del III secolo avanti Cristo, o la federazione, piuttosto, i Barbari sono venuti sei secoli dopo. La lungimiranza della politica di allora. Ahi ahi, l’Italia dei Valori non annovera, si vede, la cultura tra di essi. Ma in fondo sei secoli, in un universo di eoni, sono poi così importanti? Oh Italia dai pochi valori…

E tuttavia non voglio scoraggiarmi. Né mandare messaggi pessimistici. Con il pessimismo, il vittimismo, l’avevo-dettismo (che bel neologismo!), il disfattismo, ovviamente, non si vincono né le guerre, né questa partita a scacchi così complicata che ha per posta, appunto, l’indipendenza di Veneto, Lombardia, Sardegna, e tutto quel che sappiamo ne conseguirà. Bisogna tener duro. E parare gli attacchi. E imparare a schivarli.

Anche solo leggendo “L’Indipendenza” si imparano, ad esempio, diverse cose. Il mondo degli stati centralisti è in difficoltà ad accettare le regioni ribelli, mentre solo quello degli stati federali, veri o falsi, lascia qualche spazio, ad esempio il Telangana che si vuol scindere, in India, dall’Andhar Pradesh, con cui poco condivide (situazione tipo Giura Bernese, insomma). Ma se torniamo all’Italia bella, così ben rappresentata dal vecchietto che sventolava ben due tricolori all’Isola del Giglio mentre prodi ingegneri e splendide maestranze rettificavano la Concordia, “navicula reipublicae”, immagine indimenticabile (ma ridare la vita ai morti, questo è più difficile), la situazione mi pare in movimento. Lento, contrastato, arduo, ma da quando in quando simili guerre di fioretto si vincono in un giorno o in un anno?

In Sardegna, dove ho appena trascorso giorni bellissimi, si potrebbe configurare già a febbraio una situazione catalana: la maggioranza del Consiglio Regionale potrebbe essere fatta da indipendentisti. Certamente, si dovranno trovare accordi, ma a questo punto i sardi – che sono più o meno tanti quanti coloro che in Catalogna si sono tenuti per mano alla Diada memorabile dell’11 scorso—si troveranno ad avere indipendentisti di destra, sinistra, centro, identitari, reazionari, progressisti, etc.  In Sud Tirolo Eva Klotz raccoglie le firme tra 400.000 potenziali indipendentisti, con gran coraggio. Il numero è lo stesso degli “italiani” liberati da altri “italiani” (un po’ diversi) all’indomani della vergognosa strage mondiale number 1. (Vorrei parenteticamente e pateticamente ricordare che questa liberazione costò 600.000 vite, solo da parte italiana, ovviamente, cui si aggiungono i milioni austriaci e tedeschi). In Veneto pari e patta, ma intanto i comuni che sono a favore del referendum crescono. Vedremo come si comporterà il Consiglio alla prossima riunione. In Lombardia Color44 avanza. La Lega è al redde rationem. Se diventerà in toto indipendentista, non solo supererà la crisi, ma avrà finalmente ritrovato lo spirito originario. Perché la Roma ladrona da troppo tempo è divenuta Roma padrona. E del tutto antipadana.

Tutto questo nel contesto di movimenti di massa in Catalogna, di un referendum scozzese già bello e fissato, per cui oggi 19 settembre è cominciato un grandioso count-down (con i consensi in ascesa, anche per l’adesione di Annie Lennox, star internazionale del rock). Non dormono neppure i Corsi, i Fiamminghi, i Groenlandesi. Non dormono alla Faroe Islands, non dormono nelle Filippine. Ma perfino in Maryland, nella parte occidentale dello Stato atlantico, si parla di creare il 51° stato dell’Unione: leggete qua.

Insomma, il mondo è in fermento. La pazienza è la virtù dei forti. Anche dei morti. Ma è meglio pensarla dei primi. Che dire poi dei coraggiosi triestini, che rivendicano un territorio libero proditoriamente annesso dall’Italia? Ci sono anche loro. E combattono anche loro. Per cui sono lieto di portare stasera la mia testimonianza a Magenta. Anche stasera combattiamo, ma in direzione contraria, una battaglia per l’indipendenza. La Storia non si ferma mai.

Print Friendly, PDF & Email

Related Posts

11 Comments

  1. Castagno12 says:

    Rispondo a GIORGIO DA CASTEO – 22.9.2013 at 6:22 pm.

    e a tutti quelli che approvano la sua “scuola di pensiero”.

    Ci risiamo: l’atteggiamento cronico è sempre quello di aspettare, fiduciosi , che altri provvedano.

    1) L’intervento del Prof Berrnardini potrà avere “una valenza inestimabile”.

    2) “Le informazioni e le parole” forse “daranno coraggio e speranza”. A chi? Agli attendisti ?

    3) San Marco vi potrà aiutare.

    Ma non salta fuori, da parte del popolo, un impegno a fare cose utili che sono state suggerite, mai una proposta realizzabile, una idea degna di considerazione.
    Nulla e poi nulla che porti all’azione una massa di persone.

    Sempre un grande entusiasmo per ciò che devono fare gli altri, ma impegni personali ZERO !

  2. Giorgio da Casteo says:

    In questo momento ,Direttore, questo intervento del prof. Bernardini sull’Indipendenza ha una valenza inestimabile.
    Sono informazioni e parole che ai Veneti danno coraggio e speranza. Ben sapendo che la sfida è ancora dura e tutta da giocare. Ad entrambi comunque un grazie profondo !
    E che San Marco ci aiuti.

  3. Castagno12 says:

    ” …. LA LIBERTA’ NON SI FERMA …. ”

    Penso sia meglio dire che “La Libertà non si dovrebbe fermare, non dovrebbe essere tolta”.

    Perchè la storia ci dice che la Libertà è stata soppressa tante volte, troppe volte.
    Capita anche che la Libertà non possa essere recuperata a causa del comportamento scellerato di chi dice di volerla ottenere: vedi Lega Nord.

    Si può riprendere la Libertà solo se c’è anche una attiva partecipazione di popolo, con azioni concrete che siano di ostacolo all’oppressore.
    E quando queste azioni sono fattibili nel rispetto della Legge, il non farle denota vigliaccheria e demenza.

    Inoltre chi promuove il raggiungimento della Libertà deve dare al popolo informazioni adeguate ed istruzioni sul da fare.
    Invece Movmenti, Organizzazioni ecc. continuano a tacere circa i problemi fondamentali dell’attuale crisi che sono trattati ampiamente da libri, riviste e siti Internet.

    Per capirci, le azioni concrete non contemplano l’occupazione delle piazze e lo sventolio di bandiere.

    ” …. LA STORIA NON SI FERMA MAI …”

    Certo, ma il non fermarsi non è garanzia di successi e di benessere. Nella maggioranza dei casi porta disastri che potevano e che dovevano essere evitati.

    I Mondialisti ci avevano promesso e garantito un mondo migliore.
    Ora il disastro globale, ancora non completato, è sotto gli occhi di tutti.

    1) Perchè politici inqualificabili hanno sostenuto questo Progetto ?
    2) Perchè popoli “illuminati” hanno approvato ed approvano detti politici ?
    3) Perchè Lorsignori hanno potuto impunemente danneggiare la scuola a partire dal 1968 ?

    E’ anche su queste sgradevoli e mefitiche realtà che si dovrebbe lavorare.

    Sì, UN LAVORACCIO INFAME !

  4. hospiton says:

    Caro Paolo L. Bernardini ( caro amico, oserei dire, se solo me lo consentisse) grazie per le belle parole di speranza riservate alla nostra Nazione sarda. L’auspicio, naturalmente è che si realizzi quanto da lei preconizzato in questo suo bellissimo articolo e che d’avvero a febbraio, quando il popolo sardo sarà chiamato a rinnovare il suo “Parlamento”, possa realmente fare una scelta indipendentista. C’è è vero grande fermento ( il deputato mauro Pili, già presidente della Regione, ha costituito un nuovo soggetto politico “Unidos”, e credo si appresti a lasciare il Pdl, da cui proviene, per virare decisamente verso l’ipotesi indipendentista). Non solo, dunque, la scelta di campo della scrittrice Michela Murgia, fresca candidata presidente indipendentista, ma anche di tantissimi altri che si stanno convincendo che il futuro della Sardegna sta ormai nel separarsi dall’Italia. Ora possiamo aspettare fiduciosi. Incrociamo le dita.

    • Paolo L. Bernardini says:

      Grazie Signor Hospiton,

      se la Sardegna diventerà indipendente, attraverserò di nuovo a nuoto, come feci da ragazzo, le Bocche di Bonifacio, per portare il messaggio agli amici corsi.
      Speriamo bene, dunque. La Sardegna farebbe finalmente aggiungere nuove note al discorso un pochino monocorde del “saldo attivo”, “saldo passivo”. Dunque, incrociamo le dita, davvero.
      Cordialmente
      Paolo

  5. Enrico Lettone says:

    latino?

  6. Carla says:

    Illustre professore.Ho visto la sua maglietta col logo in foto che ha donato a Crisvi.Veramente bella e con un messaggio profondo che mi ha tradotto Crisvi perchè conosco le lingue estere ma non il latino.Spero di conoscerla anche io di persona molto presto.I suoi articoli quando li leggo sono una spanna culturale sopra agli altri.Saluti stimati.

  7. Sante Carraro says:

    Grazie prof. P.L.Bernardini ! ! ! ! !
    le sue pagine sn border line con la poesia
    ================================

Leave a Comment