GALERA E SECESSIONE? NEANCHE PER SOGNO

di FRANCO MIROGLIO

Tra i primi a ritenere buona l’idea di un partito indipendentista  leggo ora   proposte  di lettori  e redattori che  si distanziano molto dalla mia posizione in merito. Innanzitutto per indipendentismo intendo  il pervenire ad una repubblica federale tipo U.S.A nel quale i singoli stati ( nel nostro caso regioni o macroregioni) hanno  competenze proprie che vanno ben al di la’  di quelle delle nostre regioni (giudici dello stato con competenze diverse dai giudici federali- polizia locale con competenze diverse da quella federale- sistema fiscale  con imposte locali che si differenziano da quelle federali e non ne costituiscono un doppione -legislazioni locali talmente tipiche che arrivano addiritttura a prevedere in certi stati la pena di morte, in altri no, tanto per citare alcuni esempi).

Il sognare secessioni o cose del genere  in Italia  lo ritengo utopia assoluta in quanto   il popolo , anche al nord, nella sua stragrande maggioranza  e’ assolutamente contrario e i cambiamenti radicali  o le rivoluzioni hanno un senso  solo se il  popolo e’  in sintonia, altrimenti e’ come  “sparare” con le pistole ad acqua.

Non c’e’ bisogno di galera, anzi  deve trattarsi di partito che si muove in pieno rispetto della legalità e in piena trasparenza . Oggigiorno le idee ,anche le piu’ innovative e” rivoluzionarie” non si muovono piu’ sulle punte  delle baionette ma  cambiando la consapevolezza degli uomini.  I pionieri e i rivoluzionari di oggi sono quelli che  sanno comunicare   cosa significa essere individualmente autonomi  e artefici  e causa del proprio destino, anziché effetto del mondo esterno. Sembra utopia? Credo lo sia molto meno di tante teorie squisitamete “politiche” o pseudo tali.

Print Friendly, PDF & Email

Related Posts

12 Comments

  1. il brambi says:

    Facendo riferimento agli Stati Uniti d’America, mi duole ricordare che hanno fatto due guerre prima di pensare a federarsi, la prima contro gli stati europei che li sfruttavano quali colonie nel nuovo mondo e la seconda tra se stessi per decidere quale modello di società si dovesse adottare.

  2. il brambi says:

    Un appunto a ciò che leggo da parte di molti.
    Se fosse possibile o lo fosse stato in precedenza fare come proponete voi, avremmo già fatto da parecchio tempo.
    Pensare invece che chi ci ha dissanguato ed è “costretto” a farlo perchè con tutto l’impegno e la voglia di sudare che possiede non trova altro metodo per mangiare, ci lasci andare tranquillamente per la nostra strada, lo vedo utopico, per non esagerare.

  3. fabio ghidotti says:

    condivido lo spirito dell’articolo, e il commento di Vittorio Strada.
    Se per ipotesi (sempre più remota, veramente) arrivassimo a convincere la steragrande maggioranza dei Padani (o più realisticamente dei Lombardo-Veneti) dell’opportunità di una separazione dall’italia, non ci sarà bisogno di molta forza per imporsi.
    Finchè restiamo minoranza, una sollevazione sarebbe suicida anche per la causa.
    Quanto alla vocazione al martirio che qualcuno vomita, ha senso (forse) per i disperati (tipo islamici). I pasdaran dell’insurrezione mi devono spiegare perchè parlano di galera e contemporaneamente si dichiarano convinti che la maggioranza sia con loro…

  4. FdV77 says:

    “Innanzitutto per indipendentismo intendo il pervenire ad una repubblica federale tipo U.S.A”… non riesco a smettere di ridere! E questo sarebbe indipendentismo? Ridicolo… chi la pensa come l’autore non può che morire italiano, poche palle, perché l’auspicio parrebbe essere quello di diventare po’ meno schiavi di adesso, ma non certo quello di essere liberi.

  5. Riccardo says:

    Sarà l’economia a fare ciò in cui non sono riusciti i pavidi pseudo indipenden-federal-autonomisti.
    Fra non molto si dovrà scegliere se morire sulle barricate o impiccati in qualche solaio…

  6. eridanio says:

    poi arriva un papalia qualsiasi e ti fa vedere i sorci verdi perchè lui è sottoposto solo alla legge e non c’è nessuna legge che impedisca eventualmente di giocare sporco con il potere di cui si dispone in forza di legge.

    E’ anche per questo che la gente più infiammata di indipendentismo si trattiene.
    Sapere poi che ci sono in giro una manica di perbenisti che non sarebbero disposti a muovere le loro flaccide chiappette per salvare chi si è esposto non è consolante.
    Ah… ma no! Cosi non si fa….è troppo ……o troppo poco. Vorrà dire che moriremo italiani e questuanti e mai contenti.

    Gandhi era un rivoluzionario che ha rotto con la legalità come era costituita. Essere una nazione o una comunità indipendente implica rifondare il concetto di cosa è legale. L’unica cosa che non tollero è la violenza fisica o la minaccia di violenza.

    Ma dico come si può ragionare con gente che pensa che lo stato sia sovrano e che i suoi interessi vengano prima dell’interesse del singolo, come la legge prescrive in più occasioni.(presunzione di sovranità e preordinamento rispetto alla indipendenza e responsabilità di ogni individuo) popolo e stato sono nella costituzione sinonimi astratti di qualcosa o qualcuno che nessuno ha mai incontrato per strada.
    Come si può ragionare con un ordinamento che liquida ogni divisione impossibile sanzionando specificamente i comportamenti.
    Come si può ragionare con gente che ha posto le regole a tempo infinito.(presunzione di eternità)
    Come si può ragionare con qualcuno sapendo che per ognuno di noi lo stato è irresistibile. Infatti non possiamo resistere allo stato nemmeno in gruppo. (monopolio della coercizione) io, al contrario, non posso costringere nessuno con le buone e tanto meno con le cattive a sedersi ad un tavolo.
    Leggetevi un po’ del migliore Lottieri o di Hoppe vi convincerete che senza prima l’autodeterminazione dei migliori principi di azione ed il perseguimento degli stessi per indipendente volontà a prescindere da chi o da cosa si intende secedere o affrancarsi è l’unica cosa da fare. Rimarrà più indifferenza che rancore verso la relitta Italia, splendida terra di chi l’abita; organizzazione diversa ed aliena che tanto amiamo e tanto ne deprechiamo alcuni costumi, come fraternamente ma distintamente possibile. Da uomini liberi.

    • Dan says:

      “L’unica cosa che non tollero è la violenza fisica o la minaccia di violenza.”

      Quando avrai la pancia vuota e l’avranno anche i tuoi figli, ti stupirai di cosa sarai in grado di tollerare. Io la tollero già da adesso anche con la pancia piena perchè per poter parlare veramente di indipendenza prima bisogna chiudere con l’ipocrisia.

  7. SONIA says:

    Fatemi capire perché c’ è la foto della “passeggiata per l’indipendenza” (c’ero anch’io) organizzata dal movimento INDIPENDENZA VENETA?
    Molti veneti stanno capendo che è l’unica via di uscita.

  8. gigi ragagnin says:

    e vai arroma a discutere con l’itagliaseddesta ?

  9. pippogigi says:

    Questa frase mi preoccupa “Innanzitutto per indipendentismo intendo il pervenire ad una repubblica federale tipo U.S.A”.
    Indipendenza è una cosa, morire italiani in una Repubblica federale italiana è un altra.
    Mi auguro che il senso della frase sia che tramite l’indipendenza, su cui siamo tutti d’accordo si pervenga ad una Repubblica federale (meglio confederale sul modello svizzero) distinta e staccata dall’entità statale artificiale denominata Italia.

  10. Dan says:

    Non stiamo tanto a menarla: la verità è che il frigo è ancora pieno, il serbatoio della macchina pure e pensa un po’ c’è ancora il calcio che occupa i nostri pensieri.
    Si vivrà un po’ peggio di ieri ma non siamo ancora scaduti al punto in cui si è veramente pronti a fare il salto di qualità.
    Come dice grillo, qui deve veramente crollare tutto, deve diventare tutto un cumulo di macerie e spazzatura con noi tutti costretti a ravanarci dentro con la speranza di tirare fuori qualcosa da mangiare allora lì forse avremo lo scatto d’orgoglio necessario per tirarci fuori.
    Quando finalmente verremmo messi tutti quanti all’angolo e non ci sarà alcuna via d’uscita pacifica o “legale”, quel giorno renderemo legale solo il nostro bisogno naturale di essere liberi e prosperi, facendo tutto ciò che riterremo necessario per uscirne.

    Fino a quel momento qualsiasi pensiero un minimo audace rimarrà seppellito nell’ignavia generale di vigliacchi e venduti.

  11. Vittorio Strada says:

    Giusto. L’unica battaglia indipendentista è legale: chi parla di galere o cose simili… o è un fesso, o un provocatore. Facciamo una confederazione, e poi lasciamo che chi vuole andare se ne vada.

Leave a Comment