Europa: sta crescendo il separatismo. Ma anche il nazionalismo radicale

di PETR ISKENDEROV*

Alla fine dell’anno in Europa si e’ riaccesa la discussione sui problemi legati al nazionalismo e alle crescenti tendenze separatiste. Dopo il via libera al referendum in Scozia che potra’ tenersi nel 2014 e dopo il successo elettorale dei separatisti catalani anche Serbia ha invocato la “riformattazione” del Kosovo. Scrive il nostro osservatore Piotr Iskenderov. Le autorità serbe hanno elaborato un documento che prevede la concessione ai serbi del Kosovo di un “alto grado di autonomia”, simile a quanto avviene in Catalogna, passando a loro tutti i poteri decisionali che riguardano la vita quotidiana, compresi i problemi relativi all’istruzione, polizia, giustizia, economia e finanze. In Europa esistono opinioni diverse in merito a quanto sta accadendo nei Balcani. Lo spagnolo “El Pais” scrive della crisi europea che ha portato alla “disintegrazione della fragile unita”. Il quotidiano rileva che in Europa, che formalmente e’ unita, esistono alcuni livelli di contrapposizione – centro contro periferie, Sud contro Nord, austerità economiche contro sperpero. C’e’ anche la crisi di identità.

Il quotidiano Wall Street Journal, da parte sua, ha scritto che “a quanto pare, l’epoca dell’integrazione europea è rimasta nel passato”, per tanto bisogna essere pronti all’avvento di nuovi gruppi politici di pessimo stampo. Naturalmente una nuova guerra per la revisione delle frontiere, come e’ accaduto nella ex-Jugoslavia, o l’avvento al potere in Grecia dei nazionalisti radicali, sono poco probabili. Vladislav Belov, esperto dell’Istituto di studi europei dell’Accademia delle scienze, ha rilevato che c’e’ molta differenza tra l’Europa degli anni ’60 e quella di oggi. Anche allora era difficile immaginare un golpe militare in Grecia. Oggi sarebbe ancora più difficile, perché la Grecia fa parte della NATO e dell’unione politica ed economica europea. Tuttavia l’inasprimento dei problemi sociali ed economici conduce tradizionalmente all’instabilità politica e alla crescita della popolarità delle forze fasciste e della sinistra radicale.

Infatti, in Scozia come in Catalogna, nel Paese Basco come nell’alt’Italia i leader dei partiti e movimenti separatisti sventolano la bandiera dell’autonomia finanziaria, assicurando che ciò e’ la chiave di soluzione di tutti i problemi economici e sociali. Il giurista italiano Francesco D’Agata dell’associazione no profit “Sportello dei Diritti”, col quale ha parlato il nostro corrispondente, ha osservato: Gli umori separatisti stanno crescendo e per l’Europa il pericolo principale e’ che persino la soluzione dei problemi dell’euro potrebbe non bastare per placare queste tendenze.

Riportiamo un articolo tratto da “la Voce della Russia” relativamente ai fronti secessionisti che si sono aperti, durante tutto quest’anno, in Europa.

 

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2 Comments

  1. Pedante says:

    Che io sappia il Wall St Journal difende l’identità etnica di un solo paese al mondo, e quel paese non è di certo gli Stati Uniti.

  2. Dan says:

    Tutto sta nel grado di credibilità che sapranno dimostrare eventuali nuovi partiti radicali ovvero chi picchierà più duro guadagnerà rispetto e potere

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