SECESSIONE, DA TABU’ A IPOTESI POSSIBILE

di LUCA PODESTA’

E’ un argomento, quello della secessione, sempre più dibattuto ed emergente tra chi si cimenta nell’affrontare la spinosa situazione sociale ed economica italiana, suscitando sentimenti contrapposti, sostanzialmente due. Da una parte i favorevoli, o comunque i possibilisti, all’ atto separatista di una o più parti nazionali autodeterminatesi come nuove realtà indipendenti e dall’ altra coloro ai quali l’idea suscita reazione contraria o addirittura indignata. La realtà dei fatti è che al di là della stantìa e retorica celebrazione ultima del recente 150° anniversario dell’ Unità d’ Italia c’è sempre più diffusa, e non in una parte sola della Penisola, la consapevolezza che la tenuta stessa  di questo unione stia significativamente vacillando. Tale situazione è innescata dalla sensazione, sempre più radicata, in alcune regioni, penso decisamente al Veneto ed alla Lombardia,  ma non solo, che i benefici dei legami con Roma in 150 anni siano rimasti solo sulla carta e che le situazioni preunitarie in fondo fossero molto più convenienti all’ interesse diretto delle relative popolazioni.

La nascita e lo sviluppo sempre più marcato, negli ultimi anni di numerosi, piccoli e meno piccoli, movimenti identitari dichiaratamente indipendentisti nè è la prova più evidente associata al fatto, oramai conclamato, della totale “caduta della maschera” della romanizzata Lega Nord, partito sedicente tutelatore delle libertà e degli interessi delle popolazioni padane ed in realtà rivelatosi una vera e propria “depandance” della casta politica capitolina in riva al Grande Fiume, come hanno oramai inequivocabilmente dimostrato almeno l’ultima dozzina d’anni di politica parolaia, incoerente, fatta di sparate e proclami, ma soprattutto inconcludente in qualsiasi benchè minimo risultato politico che non fosse l’occupazione di cadreghe e posti di potere fini a se stessi. Risulta naturale quindi che, quando questioni politiche identitarie rimangono per anni  nemmeno parzialmente soddisfatte, se non palesemente tradite, ci sia una reazione di rigetto ancora più radicale verso la situazione politica irrisolta, per giunta nel pieno di una grave crisi economica che porta a valutare ipotesi di vie d’uscita altrimenti ritenute inconsiderabili. Ecco quindi che la comune opinione di una secessione regionale, solo veneta o lombarda o interamente padana, da argomento tabù diventa possibile ed addirittura probabile. I casi in Europa, nell’ ultimo ventennio, più o meno cruenti, mi pare non manchino. Certo nessuno auspica una secessione “alla Jugoslava” piuttosto che “alla Cecoslovacca” quando si prendono in considerazione certe ipotesi, ma continuare a pensare che la questione possa risolversi da sola e sparire come neve al sole a questo punto significa non vedere la realtà che si profila, molto chiara, all’ orizzonte.

La politica, purtroppo, in tanti anni non ha mai dato risposte, chiusa nel suo delirio di onnipotenza e privilegi, incurante del senso di nausea che già 20 anni fà faceva capire che la pazienza popolare stava finendo. Si è scelto di continuare a far finta di risolvere i problemi e le cause della nausea col risultato di illudere, deludere ed esasperare sempre di più il malcapitato cittadino. Ora non si può pretendere che tale cittadino, soprattutto quello di zone dove le istanze indipendentiste già erano presenti qualche lustro fa continui ad accettare di essere preso in giro da emuli del “pifferaio magico”. Pensare di secedere da Roma non era più “tabù” nemmeno 20 anni fa. Pensare di secedere anche da via Bellerio non è più “tabù” adesso. L’Indipendenza è un idea che vola troppo in alto per rimanere infangata dal comportamento di alcuni uomini. L’appuntamento di Jesolo a maggio  dimostrerà che questa idea è assolutamente viva.

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17 Comments

  1. Rinaldo C. says:

    certo ‘indipendenza e l’autodeterrminazone del popolio Padano è importante ma ricordiamoci che la Lega Nord può essere determinante per la secessione, il popolo leghista è pronto dobbiamo solo staccare il cordone ombelicale con Bossi famiglia e i suoi accoliti, specialmente i leghisti e a Jesolo saremo in tanti per riuscire a unirsi tutti insieme per la nostra liberà da Roma e dal sud, creando un nuovo stato CONFEDERALE del NORD. Dobbiamo fare un volantinaggio in ogni paese, città, sul posto di lavoro, al bar al campo sportivo, ma innanzi tutto dobbiamo essere uniti noi del nord e convinti
    di salvare il nostro territorio dalle fauci dello stato itaglianetta. Intanto cominciamo con i sindaci a ribellarsi, prelevando dalla tesoreria comunale le nostre tasse e netterle in cassetta di sicurezza, fare una rivoluzione pacifica, creando un nostro satuto e non pagando più nessuna tassa allo stato. Non mi interessa se l’itaglianetta va male se lo merita ma noi del nord no.
    L’italia vada a dar via i ciapp e tutti gli italiani che la pensono diversamete da noi del Nord.

    Rinaldo

    • birolini david says:

      A parte Dan che fa il paio con il vecchio Bossi dei trecentomila armati e delle palottole che costan duecento lire…sto Rinaldo è davvero convinto che basta levar Bossi e la sua famiglia…cioè circa tre-quattrocento persone.tra raccomandati e amici degli amici..fatti due conti…e poi pure gli assessori vari…il numero sale. Il punto è recuperare gli elettori mica i tesserati raccomandati garantiti!!!! Ciao belli

      • Dan says:

        La verità è che qui come altrove non ci sono le palle !
        State tutti ad aspettare il ritorno dell’uomo forte: invece di prendervi da soli quello che vi spetta di diritto, non vedete l’ora che torni un nuovo duce, un nuovo mussolini così sarete liberi dal peso morale di prendervi le vostre responsabilità.
        Fino a quando vi riempirà la ciotola di riso tutti con lui fino al suicidio di massa ma non appena le cose andranno a ramengo di nuovo sulle montagne a fare i partigiani ruba galline, gli offesi ed i dissociati (“eh ma io non ci credevo, c’ho mangiato vent’anni sopra ma non ero convinto e guarda un po’, avevo ragione”)
        Smettetela pure di protestare ieri contro berlusconi, oggi monti e domani chissà perchè questi personaggi sono ciò che vi meritate come ai tempi vi siete meritati un bossi che vi ha inchiappettati per vent’anni dietro vane promesse ed intanto s’è sistemato lui e tutta la famiglia.

  2. Dan says:

    Ma che due 00 sempre a parlare di idee. Questa secessione va fatta punto e basta. Si organizzino gruppi armati, si occupino municipi, caserme e tutti i centri nevralgici. Si blocchino le strade e si spari a vista ad eventuali forze di occupazione.

  3. lorenzo canepa says:

    W LA SVIZZERA E I SO CANTUN

  4. Ottime considerazioni.
    Il tabù non c’è più. L’importante è continuare a ripetercelo e a ripeterlo, al collega di lavoro, al vicino di casa, all’amico, al conoscente, alla fidanzata, ai figli, ai genitori, a tutti i nostri concittadini.
    Il tabù non c’è più. L’indipendenza è possibile.
    Basta italia, basta volerlo.

    • sciadurel says:

      qualsiasi mezzo è utile alla causa, il momento è difficile ma le crisi economiche e la fame hanno da sempre spronato l’umanità, NOI possiamo far resuscitare il sogno autonomista/indipendentista, anche se sputtanato (purtroppo) dal partito romano di bossi

      basta lega, basta itaglia, basta volerlo

    • luigi bandiera says:

      VOLERE E’ POTERE..!!

  5. Antonio Baldini says:

    La foto della scritta “Valtellina 27° cantone svizzero” è tragicomica. Si svegliano adesso, dopo aver perso il treno. Avrebbero potuto minacciare la secessione e diventare almeno una regione a statuto speciale come le altre e invece si sono affidati per mezzo secolo ai loro politicanti e rappresentanti a Roma… Questo è il risultato: una regione asservita e dominata da rozzi politicanti di stampo romano…

    Quanto al carattere violento delle secessioni in Jugoslavia, la responsabilità non è certo di chi ha proclamato la propria volontà di secedere, ma (come in tutte le secessioni) dell’esercito a guida prevelentemente serba, che invece che rispondere civilmente come ha fatto Praga, ha scatenato una violenza inaudita, violando i diritti naturali dei cittadini della ex Jugoslavia e ammazzandone a decine di migliaia.
    Non facciamo confusione fra aggrediti e aggressori.

    A.

  6. berico says:

    Durigon, el volto de la secesion! Durigon il bel Veneto in mondovision!

  7. confrittella says:

    Vedo la foto e mi viene un colpo: Ma davvero vorrete mica portarci in Svizzera uno come Sartori presidente della provincia di Sondrio e tutti i marchettari suoi amici? Miniamo il confine!!!

  8. priornano says:

    A Jesolo von sol se e da un rol ale Durigon!

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