Macroregioni a 5 Stelle: Grillo andrebbe seriamente stanato

di GIANLUCA MARCHI

Grillo secessionista, anzi no federalista e per la precisione macroregionalista. Il comico deus ex machina del Movimento 5 Stelle (senza dimenticare il ruolo paritario del Casaleggio) ha buttato il sasso nello stagno nella sua maniera diretta e molto efficace. Poi ha in parte ritratto la mano, ma questo era abbastanza prevedibile perché la sua politica si regge quasi esclusivamente sui messaggi e sulla comunicazione. E intanto spernacchia i “commentatori da quattro soldi” che sui giornaloni ne hanno dette di tutti i colori: in questo caso non ha nemmeno tutti i torti, perché a questi soloni della parola vacua non toccare l’Italia così com’è strutturata altrimenti non avrebbero più né un ruolo né un pubblico.

E’ stata solo una sparata mediatica quella grillesca, oppure nasconde qualcosa di diverso? Questa è la domanda che vale la pena porsi e alla quale cercare di dare una risposta. La Lega ha accolto la sparata con un misto di entusiasmo e di preoccupazione. E tuttavia sembra mantenere una certa distanza dal comico dicendo: benvenuto sulle nostre posizioni (“le macroregioni di cui Grillo ha parlato sono quelle a cui Maroni e Zaia stanno già lavorando” ha dichiarato Matteo Salvini intervistato da La 7, anche se sinceramente di questo gran lavoro non si è ancora accorto nessuno…), ma staremo a vedere se si tratta di una conversione sincera, perché su altre questioni abbiamo già assistito a retromarcia dei pentastellati, vedi il no all’euro. In via Bellerio evidentemente non manca anche e soprattutto la preoccupazione che Grillo possa scippare la battaglia indipendentista che, dopo un lungo periodo di sonno totale, il segretario Salvini sembra aver ritirato fuori dal cassetto (con quanta convinzione lo vedremo solo vivendo…), cominciando con la raccolta firme a sostegno del referendum per l’indipendenza del Veneto. E infatti la Padania di ieri sollecitava il comico genovese a firmare per la consultazione veneta.

Le paure leghiste sono comprensibili, perché Grillo nella sua travolgente ascesa ha utilizzato, spesso in maniera disinvolta, una parte dei messaggi che un tempo erano della Lega e che con gli anni sono stati colpevolmente dimenticati o abbandonati a seguito di calcoli di mera gestione del potere. E il fatto che in molte aree della Padania grosse fette dell’ex elettorato leghista abbiano seguito le sirene grilline dipende anche e soprattutto dalle delusioni ingenerate dal Carroccio.

Dunque la Lega vive il Movimento 5 Stelle come un competitor. Ma siccome certi argomenti, come l’indipendenza, la secessione e il federalismo, sono stati imposti sul tappeto della politica proprio dalla Lega delle origini, ebbene adesso che Grillo tenta in qualche modo di confondere le acque scippandoli, anziché rispondere con battute o pungolature, Salvini farebbe bene a replicare a queste uscite proponendo a Grillo un vero tavolo di confronto sui temi che sembrano avvicinare i due versanti (ad esempio anche l’euroscetticismo). Poi toccherebbe al comico accettare o declinare, e nel primo caso andare oltre la semplice sparata mediatica…, ma spiegare cosa intende. Diversamente quella leghista rischia di essere solo la rivendicazione di una primazia col tempo abbastanza sputtanata e la battaglia per difendere strenuamente un pezzettino di opposizione rispetto a chi oggi, volenti o nolenti, ha il vento in poppa.

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25 Comments

  1. som mb says:

    Più che Grillo andrebbe stanato Salvini : se si dichiara indipendentista, come fa quando non parla di “sovranità italiana dall’Europa”, in qualità di segretario federale della Lega dia ordine a Maroni e Zaia di far votare una dichiarazione di indipendenza, come fatto da Slovenia e Croazia. Una prova del 9, tutto molto semplice.

  2. giammarco.e says:

    Vi ricordo che il M5S è nato come un partito itaGliota, che alle ultime politiche ha preso voti al Nord come al sud.
    Ora questo comico s’è preso la soddisfazione di far ridere gli scettici e raggirare i creduloni, qui creduloni che ad ogni tornata elettorale amano farsi rabbonire dal giullare di turno. Pensate veramente che grillo possa parlare da indipendenza del Nord nei comizi che farà al sud, senza colpo ferire?
    Temi come l’autonomia, il federalismo, la macro-regione,si possono sbandierare al Nord, se li si fa al sud, si possono sono ricevere pernacchie e sberleffi, di certo non voti.
    Per un movimento che mira ad essere il primo partito itaGliano, è chiaro che questo lusso non se lo può permettere.
    Una boutade primaverile utile a raccogliere qualche voto da quelli in fuoriuscita dalla lega e nulla di più.
    Naturalmente sarei felice d’essere smentito nei fatti ovvero qualora grillo decidesse di aderire al Referendum Veneto indicando ai suoi spettatori/cittadini di fare altrettanto.
    Ma non lo farà, statene certi !

  3. Luca says:

    Semplicemente a Grillo piace tenere i pieni in venti scarpe diverse. Ogni tanto dice qualcosa che piace ad un certo bacino elettorale, un’altra volta dice l’opposto per attirare voti da un’altra parte, e così via.

  4. Aquele Abraço says:

    Quella di Grillo, che sembrava volesse smembrare l’itaglia in territori indipendenti (ha citato perfino la Repubblica di Venezia e il Regno di Napoli) liberi poi di confederarsi, cosa che invece ha subito dopo smentito parlando di macroregioni dipendenti da Roma, si è rivelata essere solo una boutade mediatica. Se non altro, le ultime esternazioni di Grillo sono servite a rinfrescare il tema del federalismo e fare chiarezza sul fatto che l’indipendenza non lo interessa, forse. Comunque sia, l’ultimo treno per il federalismo è già passato da tempo, la maggioranza degli italiani e Roma non l’hanno mai voluto e per questo ora, sulla base di vari sondaggi, i veneti puntano decisamente all’indipendenza, senza mezzi termini e senza chiedere il permesso al parlamento itagliano, attraverso un referendum sulla base del diritto all’autodeterminazione dei popoli riconosciuto internazionalmente e nel solco dell’azione svolta dal popolo scozzese e da quello catalano. Salvini, a differenza di quanto detto da qualcuno commentando questo post, ha colto l’opportunità per chiedere pubblicamene a Grillo cosa ne pensa del referendum e della volontà di secessione dei veneti. Aspettiamo di sentire la sua opinione, anche perché perfino esponenti di Fratelli d’Italia (il che è tutto dire!), discutendo sulla questione Crimea, si sono pubblicamente espressi in TV a favore del diritto all’autodeterminazione dei popoli liberamente esercitato tramite referendum.

  5. Albert Nextein says:

    Grillo va interrogato, sondato.
    Pubblicamente e online.
    Il programma di Forzaevasori è il primo testo su cui il Grillo si potrebbe esprimere.
    Leo Facco glielo può mandare online e richiedere una risposta su i singoli capitoli entro un mese dalla ricezione.
    Grillo può anche esprimersi pubblicamente sui tanti casi di richiesta popolare di indipendenza che ci sono nel mondo.
    Grillo può dire , dopo aver preso informazioni, che ne pensa di un politico come Ron Paul e delle sue battaglie.
    Grillo può leggere i testi più semplici di Miglio e riferire pubblicamente come vede applicate alle realtà italiane le teorie e le soluzioni consigliate.

    Con la premessa che legga alcuni testi libertari e liberali.

    Non si può navigare a vista.
    Non si può arare superficialmente.

    Se non si ha un obbiettivo coerente ed organico , si perde tempo.

    • Dan says:

      Tranquillo che quello non risponde. Si diverte troppo a fare il giudice degli altri ma guai a tirarlo dentro un confronto.

  6. indipendentista says:

    Salvini che “apre” a Grillo fa morir dal ridere. A che titolo lo farebbe, lui, che ha aperto, anzi spalancato le porte della “Lega” a Sofo, Puschiavo, Jonghi Lavarini, Arrighi, Buttafuoco e a una miriade di altri itaglianissimi personaggi con cui nemmeno Fogna Nuova vuole avere a che fare? Lui che ha messo fuori gli ultimi leghisti indipendentisti ancora presenti nel Movimento? Vada a vendere i suoi manuali porta a porta e non faccia la maestrina dlla penna rossa di cose indipendentiste: certi discorsi in bocca a lui stanno proprio male.
    I belleridi hanno la strizza, pensavano che abbandonando la questione settentrionale nessuno se ne sarebbe occupato al posto loro: peccato che la causa padana vada ben oltre la “Lega” (anzi, sia all’ordine del giorno NONOSTANTE la “Lega”) e che trovi naturalmente sfogo altrove. Forza 5S, sprofondi roma!

  7. Riccardo says:

    Giusto, subito contatti e accordi , rapiditá è la giusta impronta ad un argomento centrale . Sono più i contenuti di sostanza il vero collante che le claudicanti comunicazioni di simulacri di strategie da bancarella. Se fanno la somma di buone iniziative e contenuti, il resto vien da sé . Aiutiamo l’alleanza !

  8. Gianfrancesco says:

    una parte dei messaggi che un tempo erano della Lega e che con gli anni sono stati colpevolmente dimenticati o abbandonati a seguito di calcoli di mera gestione del potere

    SACROSANTE PAROLE!!!!!!

  9. Gianfrancesco says:

    “E infatti la Padania di ieri sollecitava il comico genovese a firmare per la consultazione veneta…”

    ma perchè invece non sollecitano Zaia ad andare avanti a tutta birra e a far cadere la giunta se non passa il referendum in regione invece di cercare la firma di Grillo, ma chi se ne stra frega della firma di Grillo, mi interessa che Zaia FACCIA QUELLO CHE DEVE FARE e che i tentenna dei dirigenti GLIELO LASCINO FARE!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

  10. gianpaolo says:

    Senz’ altro qualche idea in testa a Grillo gli frulla in materia di indipendentismo o cose simili e non ha tutti i torti. Roma ha troppo potere, dovrebbe amministrare solamente la difesa e gli Esteri avere una polizia federale di collegamento, il resto alle regioni. Poi se alcune regioni si vogliono aggregare tra loro lo facciano.

  11. Paolo says:

    (“le macroregioni di cui Grillo ha parlato sono quelle a cui Maroni e Zaia stanno già lavorando” ha dichiarato Matteo Salvini intervistato da La 7, anche se sinceramente di questo gran lavoro non si è ancora accorto nessuno…): ma questo lumbarddd di Salvini è proprio un bugiardo. Non aveva detto di appoggiare l’indipendenza del Veneto? Indipendenza del Veneto significa basta italia, basta lumbarddd che vogliono comandare su tutto il nord.

  12. xyzxyz44 says:

    Accostare l’avverbio ‘seriament’ con Grillo mi pare un ossimoro, per non parlare della Lega poi.

  13. Ancora consigli a chi, la Lega, non vuole sentirli fiato e inchiostro sprecati, caro Marchi.

    Quanto a Grillo, dopo aver attinto voti a piene mani da destra e da sinistra ora tenta di raccogliere anche i voti rimasti alla Lega, nulla di più.
    Il successo di Grillo si basa SEMPRE E SOLO sugli insuccessi degli altri partiti.
    Bravo Grillo, pessimi gli altri.

  14. Dan says:

    Grillo sta solamente cercando di recuperare parte dei voti che perderà alla prossima tornata.

  15. Giacomo says:

    una domanda: cosa c’entrano le macroregioni con l’autonomia e l’indipendenza. Le macroregioni di grillo non sono altro che l’unione di 3-4 regioni, con un conseguente quindi accentramento di potere e perdita di ogni autonomia e identità regionale…è questo che vogliamo??

    • Paolo says:

      Non c’entrano nulla, solo l’indipendenza del Veneto deve contare qualcosa per noi Veneti.

      • Max dall'Emilia says:

        ….. velocemente….
        che Voi Veneti siete ancora in tempo a lasciare l’itaglia!
        ..
        se aspettate ancora a parlare INVECE DI AGIRE vi ritroverete come negli anni SETTANTA del 1900 che eravate ancora dei popoli migranti..
        ..
        CORAGGIO!!!
        andate tutti a firmare. SUBITO!
        e Staccatevi subito dall’itaglia..

        ..
        il giorno dopo che si supererà il 50% piu’ uno dei voti dovete:
        1) aprire una banca veneta.
        2) cancellare tutti i dati della agenzia delle entrate
        3) chiudere DEFINITIVAMENTE ogni versamento allo stato italiano
        3) versare tutti i contributi nella banca veneta
        4) pagare le pensioni ai cittadini serenissimi veneti con questi soldi
        5) pagare i debito dello stato italiano coi vostri soldi
        ecc. ecc.

  16. Unione Cisalpina says:

    …grillo darebbe sikuramente + garanzia di serietà e riuscita del blaterato ed ingannevole progetto makròregionale del finto federalismo italiko, di kuanto la lekka nodde non abbia mai nemmeno pensato di fare seriamente (a kausa d’inkapacità intellettuale kongenita e karatteriale ) …

    naturalmente sono fregnacce le sue kome kuelle lekkiste del Boss Radioelettra, Ciarlatano Manolesta & suoi emuli kacciaballe alla guida del karroccio, sgangherato, belleriano e Regione Lombardia e Piemonte …

  17. Roby says:

    In questo triste momento e dopo molteplici torture con già tante vittime regalateci da un governo non eletto dal popolo, ben venga l’ennesimo tentativo di secessione, chissà, forse sarà la vola buona, “peggio di così!”.

  18. pierino says:

    il comico dice ad alta voce quello che la gente che ha attorno pensa. ascolta e ripete, e cambia versione ovviamente a seconda del luogo e tempo.

    non ha alucn potere, alcun controllo sul suo ‘movimento’ (che è allo sfascio) , poca credibilità.

    forse di serio ha solo il suo conto swizzero

    • Na olta, ente la tera veneta entel 1000 v.C., a ghevimo l’oracolo Jerion a Montegroto Terme, deso te ghemo ti pierin; metane el to drèso ke vegnemo a catarte e a farte coalke oferta (par ridare!).

      Grilo lè mile e doxentosencoantacoatro ‘olte mejo dei cai leghisti e de tanti fanfaroni veneti.

      • pierino says:

        eco, uno di quelli che paga i comizi del poco-Comico per poter uscire soddisfatto avendo sentito quello che voleva gli si dicesse. beeeeee, muuuuu

    • indipendentista says:

      Certo, non tutti possono essere seri come Porchezio, Gordo e il Funtanun con le sue pseudoMadonne di Lourdes. E conti presso le banche belghe relativi.

  19. lombardi-cerri says:

    Caro Marchi, sulla strada dell’indipendenza accetto qualunque gradino

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