Malpensa & dintorni, finisce l’era del leghista Bonomi

di REDAZIONE

Si chiude per Sea la gestione targata Bonomi (uomo della Lega Nord), che dopo quasi sette anni passa il testimone a Pietro Modiano, l’ex banchiere vicino al centrosinistra, indicato dal Comune di Milano. Ora serve il rassetto del sistema aeroportuale del Nord Italia ha sottolineato il presidente della Regione Lombardia, Roberto Maroni, auspicando che il nuovo capo azienda Sea ”sia sensibile” a questo tema perche’ ”bisogna superare il conflitto tra Malpensa e Linate e pensare alla loro integrazione con Bergamo, Brescia, Verona, Torino e anche Venezia”. Il progetto del Governatore lombardo e’ condiviso da Palazzo Marino, azionista di Sea con il 54,8% e da F21, che detiene circa il 44%.

”E’ assolutamente positiva l’idea di creare delle sinergie”, commenta il capo di gabinetto del sindaco, Maurizio Baruffi. Sulla stessa linea l’ad di F2i, Vito Gamberale, interessato a collaborare e a confrontarsi sul progetto. In casa Sea pero’ non sono mancate le tensioni durante l’assemblea dei soci, chiamata a rinnovare i vertici della societa’ milanese. Dopo aver confermato Mauro Maia e Renato Ravasio, indagati per aggiotaggio, nella lista di F2i non votata dal Comune di Milano, Gamberale e’ passato all’attacco della passata gestione.

In Sea ”c’era una struttura monarchica e distorta”, attacca il top manager che chiede ora ”un’adeguata ripartizione dei poteri, con un cda focalizzato sul controllo e sull’indirizzo”. Giuseppe Bonomi risponde snocciolando i numeri dei risultati ottenuti: ”Negli ultimi 3 anni abbiamo incrementato del 16,7% i ricavi e del 42,7% l’ebitda. Lascio una societa’ sana”. Intanto la societa’ che gestisce gli scali milanesi di Linate e Malpensa ha deciso di ridurre del 30% gli stipendi dei vertici e complessivamente la governance costera’ il 60% in meno. Rimane pero’ il problema di Sea Handling, la societa’ che gestisce la consegna dei bagagli, oggetto di una multa della Ue che potrebbe farla fallire. E che potrebbe far scattare un caso di forte tensione con i sindacati e, soprattutto, con i lavoratori coinvolti. Secondo Gamberale ”ci sono ancora le condizioni per difendere una Sea Handling al 100% partecipata da Sea”. Una questione che ”preoccupa” anche Palazzo Marino e che richiede un ”impegno condiviso”, conclude Baruffi.

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3 Comments

  1. Moonflower says:

    Caro Giacomo, lungi da me difendere l’operato di Bonomi ma accusare il Presidente in scadenza di mandato vuol dire non affrontare il vero problema che ha afflitto ed affligge tuttora il sistema aeroportuale milanese ovvero l’ eterna lotta tra Linate e Malpensa. Bonomi ha sempre avuto le idee molto chiare su come gestire la vicenda ma ricordiamoci che lo stesso doveva rendere conto all’azionista di maggioranza ossia il comune di Milano, rappresentato da Gabriele Albertini, Letizia Moratti ed attualmente da Pisapia i quali si sono sempre dimostrati reticenti ad una riduzione di Linate al fine di favorire lo sviluppo del fratello maggiore, condizione richiesta da Alitalia prima del de-hubbing nel 2008 ed in seguito anche da Lufthansa che avrebbe voluto posizionare una base proprio a Malpensa.
    Forse le cause vanno ricercate in una visione miope, poco lungimirante e di parte della politica lombarda e milanese in particolare, ma è risaputo, Linate è un formidabile serbatoio di voti e chi lo tocca muore!

  2. Giacomo Consalez says:

    Bonomi ha preso un aeroporto intercontinentale per merci e passeggeri e ci restituisce una pista di atterraggio per charter, o poco più. E non abbiamo idea di quanto ci sia costato questo esempio di management in stile Banda Varesotti. Complimenti Bonomi. Una volta di più, un grazie sentito alla Lega Norde de Roma e dall’aeroporto intercontinentale di Roma Fiumicino. Non dimenticherò facilmente gli slogan guerrieri delle camicie verdi a Malpensa al seguito del leader senza macchia Matteo Salvini.

  3. braveheart says:

    FATECI SAPERE QUANTO HA GUADAGNATO QUESTO SIGNORE IN QUESTI ANNI……E CHE LIQUIDAZIONE PRENDE….

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