Sea Handling rischia di chiudere: a Bonomi 1,7 milioni se lascia

di ALTRE FONTI

A breve ci sarà il rinnovo dei vertici Sea, appena il vecchio Cda avrà presentato il bilancio, e il sindaco di Milano come azionista di maggioranza deve scegliere 5 componenti su 7 del nuovo Cda.

Secondo le regole emanate da Pisapia appena eletto sindaco, gli amministratori delle società partecipate dal Comune non possono andare oltre i 2 mandati e quindi Giuseppe Bonomi, Presidente dal 2006 e direttore dal 2009, potrebbe restare solo Direttore.

In questa intervista dice: non è detto che accetti, non sto sotto un amministratore delegato, e quindi eventualmente vedremo le deleghe. Una dichiarazione che potrebbe togliere dall’imbarazzo il Comune, soprattutto nel momento in cui sul bilancio 2012 di Sea Handling (controllata da Sea) pende la spada di Damocle della decisione della Commissione Europea che ha chiesto la restituzione di 360 milioni più gli interessi per violazione delle norme sulla concorrenza e aiuti di stato.
Se l’Europa non accetta ricorsi e richieste di sospensione dell’Italia l’Handling , che ha 2.300 dipendenti, potrebbe finire in liquidazione.

A domanda, Bonomi precisa anche che non ha mai pensato di dimettersi. Anche se la decisione europea riguarda le ricapitalizzazioni di SH da parte della capogruppo Sea dal 2002 al 2010, anni in cui Bonomi è stato al vertice della società. Con un compenso – deciso dall’amministrazione Moratti – di 600mila euro lordi l’anno.
A leggere i contratti però c’è anche un compenso variabile, pari al 43,7% del fisso, cioè altri 262.200 euro, oltre a un indennizzo che il Comune dovrà pagargli quando lascerà l’incarico da direttore: circa 1 milione e 700 mila euro.
Cifre da capogiro. “Una garanzia dei contratti pubblici – secondo Bonomi – perché i dirigenti sono precari”.

da www.corriere.it

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