Se varchi il confine ti arresto. L’Ungheria torna sovrana, l’Europa si sbriciola

di GIULIO ARRIGHINImuro ungheria

L’Ungheria ha arrestato 60 migranti, applicando così la nuova legge in tema di immigrazione entrata in vigore ieri. I migranti stavano cercando di entrare illegalmente nel Paese dalla Serbia dopo avere aperto una breccia nella rete di protezione al confine. Poco più in là, anche la Germania ha dichiarato che potranno essere accolti solo i migranti con documenti. Sta cambiando il vento. Gli arrestati rischiano 5 anni di carcere!

I migranti che non sono riusciti a entrare in Ungheria entro la mezzanotte potranno far ritorno in Serbia nei centri di accoglienza, ma Belgrado non accetterà il ritorno di coloro che sono già passati in territorio ungherese. Lo ha detto il ministro del Lavoro e Affari sociali, Aleksandar Vulin. Una dichiarazione che dice tutto. Non passa più lo straniero, almeno non come lo decide Bruxelles, o come dicono Hollande e Merkel.

A questo poi su aggiunge l’ultima denuncia dal mondo arabo. Un rifugiato siriano su 50, tra quelli che entrano in Europa, potrebbe essere un “estremista”. E’ l’allarme lanciato dal ministro libanese dell’Istruzione, Elias Bou Saab, citato dal quotidiano britannico ‘The Independent’. Durante il suo incontro con il premier libanese David Cameron, Saab ha precisato di non disporre di informazioni dettagliate, ma che il suo “istinto” gli suggerisce che il 2% circa dei profughi potrebbe essere un militante o simpatizzante del sedicente Stato islamico (Is). “Sì – ha affermato, rispondendo a una domanda sulla possibilità che ci siano jihadisti infiltrati tra i richiedenti asilo – i trafficanti ne trasportano alcuni”. Secondo il ministro, ci sono gruppi di persone, tra i rifugiati, che presentano alcune peculiarità anche nell’aspetto. “Sono tutti vestiti con qualcosa di comune – ha spiegato – uniformi o giacche”. Un altro carico da 90…

Poi ci sono le vicende di casa nostra. “Ci diano profughi veri e saremmo dei criminali se non li accogliessimo”, ha spiegato Luca Zaia, presidente del Veneto. Alla richiesta di commentare il fermo, a Mestre, di “spacciatori con permesso umanitario”, il governatore del Veneto ha risposto: “Noi non abbiamo paura del diverso, ma dell’ignoto, dei cittadini che arrivano da noi e dei quali non sappiamo nulla; 2 su 3, infatti, non sono neppure profughi”.
Invece – ha auspicato Zaia – “ci diano profughi veri, certificati, e questi li accogliamo perché sarebbe un criminale chi non aiuta le persone che scappano dalla morte e dalla fame”. Come ha affermato l’altro giorno l’arcivescovo di Bologna: accogliere i migranti con le carte in regola.

Che dire quindi di Merkel e Hollande che fanno fronte comune, con Berlino che decide per tutti che chi non accoglie perderà i fondi comunitari?

 

 

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